Pratiche edilizie, tempistica

In materia di esame delle pratiche edilizie da parte del Comune si è recentemente pronunciato Tar Sicilia con sentenza n. 2362 del 13 ottobre 2016

Per principio indiscusso, neanche nell’ipotetica attesa dell’avvio della procedura di pianificazione urbanistica, al di fuori dei casi tassativamente previsti in tema di misure di salvaguardia (cfr. articolo unico della legge n. 1902 del 1952 e articolo 12 del T.U. sull’edilizia n. 380 del 2001), l’ordinamento attribuisce all’amministrazione comunale il potere di sospendere l’esame delle pratiche edilizie, comprimendo sine die lo jus aedificandi dei privati.

 

Il fatto:

…- sollecitato a definire i procedimenti avviati con le richieste di rilascio della concessione edilizia presentate, l’una dalla sig.ra Omissis in data 8 agosto 2014, prot. n.39160 e, l’altra, dalla medesima unitamente al sig. Omissis, in data 10 giugno 2015, prot. n. 26368, rispettivamente con l’atto prot. 28102 e prot. n. 28113 del 31 maggio 2016, ha comunicato la sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento delle istanze “in attesa degli atti di indirizzo interpretativi e applicativi richiesti agli organi competenti” per l’approvazione degli strumenti urbanistici attuativi, tra i quali la Giunta comunale, alla stregua della sentenza di questo TAR n.2888 del 18 novembre 2014, che avrebbe “di fatto introdotto elementi urbanistici nuovi, rispetto alla interpretazione consolidata che l’Ufficio negli anni aveva dato al Piano Particolareggiato”;

– invitato, con gli atti d’interpello prot. n. 35122 e prot. n.35124 del 12 luglio 2016, a revocare o annullare in autotutela gli atti di cui sopra, ha spiegato che quest’ultimi non avrebbero natura di diniego della concessione edilizia, bensì di “sospensione- differimento dell’esame tecnico, non potendo allo stato attuale, lo stesso essere espletato a causa delle insanabili incongruenze emerse nel combinato disposto tra N.T.A: e delle PP.EE. e tavole 4 – 5 – 6 dello stesso Piano, a seguito della citata Sentenza TAR”….

…è illegittimo l’arresto procedimentale determinatosi per effetto dell’atipica misura soprassessoria opposta dal Comune resistente che, in tal modo, ha attuato un differimento, a tempo indeterminato, dell’esame dell’istanza del privato, subordinandola all’emanazione futura di atti d’indirizzo di natura interpretativa dei vigenti strumenti programmazione urbanistica….

 

Tar Sicilia sentenza n. 2362 13 ottobre 2016

[…]

per l’annullamento

previa sospensione

– dei provvedimenti prot. 28102 e prot. 28113, del 31\05\2016, pervenuti il 06\06\2016, di comunicazione dell’esistenza di motivi ostativi all’emissione delle richieste concessioni edilizie;

– dei provvedimenti del 26\07\2016, emessi su gli atti di interpello che richiedevano la revoca dei primi provvedimenti, di sospensione-differimento dell’esame tecnico delle richieste concessioni edilizie;

– di tutti gli atti e provvedimenti connessi e conseguenziali;

[…]

Premesso che il Comune di Alcamo:

– sollecitato a definire i procedimenti avviati con le richieste di rilascio della concessione edilizia presentate, l’una dalla sig.ra Omissis in data 8 agosto 2014, prot. n.39160 e, l’altra, dalla medesima unitamente al sig. Omissis, in data 10 giugno 2015, prot. n. 26368, rispettivamente con l’atto prot. 28102 e prot. n. 28113 del 31 maggio 2016, ha comunicato la sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento delle istanze “in attesa degli atti di indirizzo interpretativi e applicativi richiesti agli organi competenti” per l’approvazione degli strumenti urbanistici attuativi, tra i quali la Giunta comunale, alla stregua della sentenza di questo TAR n.2888 del 18 novembre 2014, che avrebbe “di fatto introdotto elementi urbanistici nuovi, rispetto alla interpretazione consolidata che l’Ufficio negli anni aveva dato al Piano Particolareggiato”;

– invitato, con gli atti d’interpello prot. n. 35122 e prot. n.35124 del 12 luglio 2016, a revocare o annullare in autotutela gli atti di cui sopra, ha spiegato che quest’ultimi non avrebbero natura di diniego della concessione edilizia, bensì di “sospensione- differimento dell’esame tecnico, non potendo allo stato attuale, lo stesso essere espletato a causa delle insanabili incongruenze emerse nel combinato disposto tra N.T.A: e delle PP.EE. e tavole 4 – 5 – 6 dello stesso Piano, a seguito della citata Sentenza TAR”.

Considerato che, con ricorso notificato il 31 agosto 2016 e depositato il 20 settembre seguente, i ricorrenti hanno impugnato i predetti atti al fine del loro annullamento previa sospensione cautelare, deducendone l’illegittimità per violazione dell’art. 2 della legge 241 del 1990, dell’art. 2 della legge regionale 10 del 1991, delle norme attuative del Piano Particolareggiato e sotto svariati profili di eccesso di potere.

Ritenuto che il ricorso è fondato poiché è illegittimo l’arresto procedimentale determinatosi per effetto dell’atipica misura soprassessoria opposta dal Comune resistente che, in tal modo, ha attuato un differimento, a tempo indeterminato, dell’esame dell’istanza del privato, subordinandola all’emanazione futura di atti d’indirizzo di natura interpretativa dei vigenti strumenti programmazione urbanistica.

Giova precisare che, per principio indiscusso, neanche nell’ipotetica attesa dell’avvio della procedura di pianificazione urbanistica, al di fuori dei casi tassativamente previsti in tema di misure di salvaguardia (cfr. articolo unico della legge n. 1902 del 1952 e articolo 12 del T.U. sull’edilizia n. 380 del 2001), l’ordinamento attribuisce all’amministrazione comunale il potere di sospendere l’esame delle pratiche edilizie, comprimendo sine die lo jus aedificandi dei privati.

Gli atti impugnati, da altra parte, si pongono in contrasto con l’art.2 della legge n.241/1990 che impone all’amministrazione l’obbligo di concludere il procedimento, iniziato d’ufficio o su istanza di parte, con atto espresso e motivato e con l’art.20 del D.P.R. n.380/2001 che fissa i termini per la definizione delle domande di permesso di costruire, nonché con i sottesi principi generali di certezza giuridica, indefettibilità, speditezza e continuità della funzione pubblica (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, Sezione II, 25.9.2007, n.8349; Sezione I, 18.11.2002, n.7210; T.A.R. Sicilia, Palermo, Sezione I, 7.6.2010, n.7207; T.A.R. Lazio, Roma, Sezione III, 1.2.2010, n.1275).

Ritenuto, per le suesposte considerazioni, che il ricorso va accolto, con conseguente annullamento degli atti in epigrafe individuati, restando assorbiti gli altri profili di censura non esaminati.

Ritenuto, infine, che le spese di lite vanno poste, come di norma, a carico del Comune soccombente, nella misura liquidata in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.

Condanna il Comune di Alcamo alla rifusione delle spese di giudizio a favore di parte ricorrente, liquidate in € 1.000,00 (euro mille/00) oltre accessori come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 6 ottobre 2016 […]

 

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