Presupposti cessazione della materia del contendere, Consiglio di Stato sentenza n. 1135 22 febbraio 2018 sulle condizioni per la dichiarazione di cessata materia del contendere

Consiglio di Stato sentenza n. 1135 22 febbraio 2018 sui presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere:

La cessazione della materia del contendere “come è noto, presuppone che la pretesa del ricorrente, ovvero il bene della vita al quale egli aspira, abbia trovato piena e comprovata soddisfazione in via extragiudiziale, sì da rendere del tutto inutile la prosecuzione del processo, stante l’oggettivo venir meno della lite.

La decisione, che dichiara la cessazione della materia del contendere nel giudizio amministrativo, è caratterizzata dal contenuto di accertamento nel merito della pretesa avanzata e dalla piena soddisfazione eventualmente offerta ad opera delle successive determinazioni assunte dalla Pubblica amministrazione (Cons. St., sez. IV, 20 novembre 2017, n. 5343).

Tale forma di estinzione del giudizio – che non ha dunque valenza meramente processuale, ma contiene una verifica nel merito della pretesa avanzata e della piena soddisfazione eventualmente arrecata ad opera delle successive determinazioni assunte dalla Pubblica amministrazione – presuppone che la situazione sopravvenuta soddisfi in modo pieno ed irretrattabile il diritto o l’interesse legittimo esercitato, così da non lasciare alcuna utilità alla pronuncia di merito.

In tal caso il giudicato, a differenza di quanto accade per la declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse, ha l’attitudine a proiettarsi al di fuori del processo in cui si è formato (Cons. St., sez. V, 5 marzo 2012, n. 1258).”

…Tale condizione “di piena e comprovata soddisfazione in via extragiudiziale” non si è verificata nel caso sottoposto all’esame del Collegio, nel quale la Regione Campania, nella Delibera n. 52 del 17 luglio 2017, ha chiaramente affermato che l’assegnazione della sede farmaceutica n. 16 del Comune di Avellino alla dott.ssa Sorrentino è stata disposta “in via provvisoria”, in esecuzione della sentenza del Tar Napoli appellata ma non sospesa, “con la previsione che, in caso di soccombenza del giudizio di appello, l’assegnataria sarà ricollocata nella posizione spettante in graduatoria del concorso ordinario”.

Si tratta, dunque, di una assegnazione non definitiva, perché subordinata all’esito del grado di appello proposto avverso la sentenza che aveva accolto il ricorso della dott.ssa Sorrentino, precarietà che impedisce l’effettivo soddisfacimento del bene della vita per la cui tutela era stato proposto il ricorso dinanzi al Tar Napoli.

5. Deve darsi invece atto, in relazione all’appello 4794/17, della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito degli appellanti Omissis, Omissis e Omissis, dichiarata con nota depositata il 15 novembre 2017, avendo la Regione assegnato agli stessi una sede farmaceutica….

Vedi anche:

Provvedimento riesame PA dopo ordinanza cautelare: no cessazione materia del contendere

Improcedibilità del ricorso, cessata materia del contendere e sopravvenuto difetto di interesse

Cessata materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse, differenze

Precedente Art 9 D.P.R. 380/01 Testo Unico edilizia (aggiornato 2018) Successivo Art 9 bis Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (aggiornato 2018)