Principio di non contestazione nel processo amministrativo: precisazioni del Consiglio di Stato sentenza n. 393 22 gennaio 2018 sulla “non contestazione” da parte della Pubblica amministrazione in caso di impugnazione di un provvedimento autoritativo

Principio di non contestazione, Cds sent. n. 393 del 22 gennaio 2018:

In tema di processo amministrativo, se si tratta della impugnazione di un provvedimento autoritativo, la «non contestazione» non è ravvisabile in linea di principio, quando l’Amministrazione nelle sue difese non ribadisce espressamente la sussistenza dei fatti posti a base del provvedimento impugnato, oggetto di contestazione del ricorrente.

Vedi anche:

Art 64 Codice del processo amministrativo

Sanatoria processuale atti amministrativi, Consiglio di Stato su divieto di motivazione postuma di atto amministrativo viziato

Vizi atto amministrativo, incompetenza relativa, attività vincolata, annullabilità: sindacato del giudice

Mancata comunicazione valutazione titoli non sanabile ex art. 21-octies l. n. 241/1990

Rinnovazione atto amministrativo, ius superveniens, limite notificazione sentenza passata in giudicato

 

Consiglio di Stato sentenza n. 393 22 gennaio 2018

Il fatto e le contestazioni

“Osserva il Collegio, in via preliminare, che nel caso di specie vengono in discussione le valutazioni tecnico-discrezionali compiute dalla Regione in sede di formulazione degli elenchi delle zone carenti di assistenza primaria per il triennio 2006/2008, in relazione all’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria Napoli 1.

In particolare gli originari ricorrenti censuravano l’erroneità del numero dei medici, individuato dal decreto dirigenziale impugnato, deducendo che, da una rilevazione statistica, di cui riportavano una tabella, emergeva una carenza di continuità assistenziale reale di 57 medici e, con riferimento all’assistenza primaria, una carenza effettiva di 70 medici.

I ricorrenti formulavano, dunque, una istanza istruttoria e chiedevano l’annullamento del decreto n. 107 del 2009.

Orbene, oggetto di gravame era il provvedimento conclusivo della procedura prevista dagli accordi collettivi nazionali per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 23 marzo 2005 e successive modificazioni, per l’individuazione degli ambiti territoriali carenti di assistenza primaria e di continuità assistenziale.”

La decisione del Tar Campania – Sez. di Napoli (sentenza n. 8911 26 maggio 2010) non confermata dal Consiglio di Stato

Il ricorso deve ritenersi fondato, quantomeno sotto il dedotto profilo dell’eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione.

[…]

Al contrario i ricorrenti hanno depositato, in data 5 gennaio 2010, un prospetto, non contestato dall’amministrazione, dal quale si evince che il numero complessivo di carenze è pari a 57 (cinquantasette), mentre, con il provvedimento impugnato, la Regione Campania ne ha evidenziato solamente 22 (ventidue).” [grassetto nostro]

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