Procedure concorsuali, va impugnata anche l’approvazione della graduatoria finale

Sentenza Tar Lazio Roma n. 11084 del 4 novembre 2014

E’ pacifico e consolidato insegnamento giurisprudenziale quello per cui è necessario impugnare anche il provvedimento finale con il quale si definisce la procedura concorsuale ( TAR Lazio, sez. 1 ter, 19 agosto 2014, n. 9108 ).

Insegna al riguardo la giurisprudenza del Consiglio di Stato :” rimane l’onere di estendere il gravame anche al provvedimento conclusivo del procedimento concorsuale, ovverosia l’atto di approvazione della graduatoria finale da parte del concorrente …” (Consiglio Stato, Sezione V, 29 luglio 2003, n. 4320 ).

La ragione di tale incombente risulta evidente e ben argomentata dalla successiva giurisprudenza sempre del Consiglio di Stato : “…un principio generale nei procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione del provvedimento endoprocedimentale lesivo deve successivamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli quale l’approvazione definitiva della graduatoria di concorso ai pubblici impieghi, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del ricorso proposto contro l’esclusione” (Consiglio Stato, Sezione V, 8 settembre 2008, n. 4241).

Recentemente il principio è stato ulteriormente precisato :” … Diversamente opinando, dovrebbe riconoscersi effetto caducante e non meramente viziante all’eventuale annullamento del provvedimento endoprocedimentale, tesi che risulta seguita in giurisprudenza da orientamento di segno decisamente minoritario (C.G.A., 29 agosto 2005, n. 574) e che la Sezione non ritiene condivisibile, non ravvisandosi un rapporto di presupposizione-consequenzialità immediato, diretto e necessario tra l’atto endoprocedimentale impugnato e l’approvazione della graduatoria finale” ( Cons. St., sez. V, 9 marzo 2012, n. 1347).

 

Sentenza Tar Lazio Roma n. 11084 del 4 novembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

Il Consiglio dell’Ordine degli psicologi del Lazio impugna il bando di concorso straordinario, pubblicato nella G.U. n. 78 del 30 settembre 2005, per titoli ed esami, per la nomina di tre ( due psicologi ed un odontoiatra) guardiamarina in servizio permanente nel ruolo speciale del Corpo Sanitario militare marittimo, laureati in … psicologia , assumendone l’illegittimità considerato che la lex specialis non ha previsto che i candidati da ammettere alle prove concorsuali siano obbligatoriamente iscritti nel relativo Albo professionale.

Successivamente alla proposizione del ricorso, con il quale peraltro non veniva chiesta la misura cautelare, si sono svolte le prove del concorso e la p.a. ha provveduto ad indicare, con decreto del 14 agosto 2006, pubblicato nei termini e secondo le formalità indicate dal bando, i vincitori e gli idonei del concorso.

Avverso tale ultima determinazione il ricorrente non ha avanzato ricorso.

E’ pacifico e consolidato insegnamento giurisprudenziale quello per cui è necessario impugnare anche il provvedimento finale con il quale si definisce la procedura concorsuale ( TAR Lazio, sez. 1 ter, 19 agosto 2014, n. 9108 ).

Inoltre, se gli atti infraprocedimentali delle procedure concorsuali non sopportano controinteressati di contro, dopo la pubblicazione della graduatoria, il ricorso avverso la determinazione della graduatoria finale deve essere necessariamente notificato ad almeno uno dei vincitori proprio per consentire ai soggetti, nella cui sfera giuridica potrebbe incidere la decisione favorevole del ricorso, di poter difendere la propria posizione qualificata e differenziata.

Il principio si collega direttamente all’inviolabile diritto di difesa espresso dall’art. 24 della Carta, per il quale una pronuncia giurisdizionale non può arrecare pregiudizio a colui che – chiaramente individuabile in relazione al provvedimento impugnato – non ha potuto difendersi in giudizio (ex plurimis: Consiglio di Stato, Sez. III, 25 febbraio 2014, n. 909; Sez. V, 9 marzo 2012, n. 1347 ).

Nel caso di specie, risulta per tabulas, che non è stata impugnata la graduatoria finale.

Ciò comporta la improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Insegna al riguardo la giurisprudenza del Consiglio di Stato :” rimane l’onere di estendere il gravame anche al provvedimento conclusivo del procedimento concorsuale, ovverosia l’atto di approvazione della graduatoria finale da parte del concorrente …” (Consiglio Stato, Sezione V, 29 luglio 2003, n. 4320 ).

La ragione di tale incombente risulta evidente e ben argomentata dalla successiva giurisprudenza sempre del Consiglio di Stato : “…un principio generale nei procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione del provvedimento endoprocedimentale lesivo deve successivamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli quale l’approvazione definitiva della graduatoria di concorso ai pubblici impieghi, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del ricorso proposto contro l’esclusione” (Consiglio Stato, Sezione V, 8 settembre 2008, n. 4241).

Recentemente il principio è stato ulteriormente precisato :” … Diversamente opinando, dovrebbe riconoscersi effetto caducante e non meramente viziante all’eventuale annullamento del provvedimento endoprocedimentale, tesi che risulta seguita in giurisprudenza da orientamento di segno decisamente minoritario (C.G.A., 29 agosto 2005, n. 574) e che la Sezione non ritiene condivisibile, non ravvisandosi un rapporto di presupposizione-consequenzialità immediato, diretto e necessario tra l’atto endoprocedimentale impugnato e l’approvazione della graduatoria finale” ( Cons. St., sez. V, 9 marzo 2012, n. 1347).

Per tali motivi il ricorso, in difetto dell’impugnazione della graduatoria finale, deve essere dichiarato, a mente dell’art. 35 cpa, improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse.

Nulla per le spese in considerazione della mancata costituzione della resistente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse.

Nulla per le spese in considerazione della mancata costituzione della resistente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 luglio 2014 […]

 

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