Procedure di gara appalti pubblici, formalità prescritte nel bando: giustificazione con interesse particolare dell’Amministrazione o per par condicio, altrimenti mera irregolarità (se finalità perseguite ugualmente soddisfatte) – Tar Emilia Romagna sentenza n. 679 19 ottobre 2017

Procedure di gara appalti pubblici – Le formalità prescritte nel bando di gara devono trovare applicazione quando siano dirette ad assicurare un particolare interesse dell’amministrazione ovvero la par condicio dei concorrenti mentre la stessa formalità non si giustifica e diventa mera irregolarità qualora le finalità perseguite risultano egualmente ed integralmente soddisfatte.

D’altro canto l’imposizione di clausole inutili può comportare un danno per la stessa amministrazione che di fatto limita la platea dei partecipanti.

Infine va sottolineato la procedura di una gara di appalto deve essere pensata avendo sempre presente che deve essere osservato il criterio della “ricerca della miglior offerta” per il perseguimento del pubblico interesse.

 

… Il ricorso è … infondato.

In particolare :

a). la procedura complessiva di gara prevedeva il criterio <chiarezza istruzioni di uso: specifiche del prodotto offerto, chiarezza di esposizione anche attraverso rappresentazioni grafiche, ortografia chiara, ben visibile e leggibile (intuitività immediata) Max punti : 1>. Veniva altresì specificato che, con riferimento al predetto criterio, saranno valutate le istruzioni di uso contenute nella nota informativa di corredo all’Allegato 8- certificazione di sicurezza dei DPI>.

b). risulta in atti che la ricorrente non ha unito nulla all’allegato inserendo il foglietto illustrativo nella busta dell’offerta insieme ad altri fogli;

c). l’aggiudicataria ha unito materialmente istruzioni leggibili correttamente come richiesto dal disciplinare….

…Nel caso di specie, il Collegio ritiene giustificato e adeguato il peso attribuito all’elemento <chiarezza istruzioni di uso>….

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Tar Emilia Romagna sentenza n. 679 19 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento

previa sospensione dei seguenti atti :

– determinazione n. 42 del 13/02/2017, comunicata il 15/02/2017, di Omissis nella parte in cui aggiudica il lotto n. 4 della “procedura aperta per l’affidamento delle calzature e dispositivi di protezione individuale 3” alla Omissis s.p.a.; della comunicazione ex art. 79, c. 5, D. Lgs. 163/2006 di aggiudicazione; dei verbali della Commissione giudicatrice n. 1 del 4/4/2016, n. 9 del 26/7/2016, n. 10 del 1/8/2016, n. 11 dell’8/9/2016 nella parte relativa all’attribuzione dei punteggi; del verbale del 21/11/2016 nella parte in cui aggiudica provvisoriamente il lotto n. 4 alla Omissis s.p.a.; del Disciplinare di gara e dell’Allegato 8 in parte qua; di ogni altro atto, ancorché non conosciuto, comunque propedeutico, consequenziale e/o connesso con i precedenti;

nonché per la declaratoria di inefficacia della Convenzione eventualmente stipulata e per la reintegrazione in forma specifica mediante aggiudicazione della gara alla ricorrente e stipula della convenzione per tutto il periodo previsto o per il subentro nella convezione già stipulata.

[…]

FATTO e DIRITTO

Con il ricorso in epigrafe la ricorrente ha chiesto l’annullamento dei seguenti atti :

a) Determinazione n. 42 del 13.2.2017, comunicata il 15.2.2017, di Omissis nella parte in cui aggiudica il lotto n. 4 della procedura aperta l’affidamento delle calzature e dispositivi di protezione individuale 3 alla Omissis spa;

b) Comunicazione ex art. 79 comma 5 DLGS 163/2006 di aggiudicazione;

c) Verbali della commissione.

E’ stata chiesta anche la declaratoria di inefficacia della convenzione eventualmente stipulata.

Il ricorso è stato supportato dai seguenti motivi di diritto :

1). Violazione di legge per violazione artt. 3 e 97 Cost. artt. 1 e 3 L. 241/90; artt. 2, 64, 73,74,81,83, 84 DLGS 163/2006 e 283 DPR 207/2010; Eccesso di potere per incompetenza, difetto di motivazione, violazione della lex specialis di gara, disparità di trattamento, illogicità, contraddittorietà, ingiustizia manifesta, falsità dei presupposti di fatto e di diritto, difetto di ragionevolezza, difetto di istruttoria, sviamento di potere, cattivo uso di potere, violazione e falsa applicazione art. 3 L 241/90, nonché per violazione dei principi generali in materia di gare pubbliche, delle norme della lex specialis di gara.

Si sono costituite entrambe le controparti con deposito di memorie e documenti.

I). Occorre richiamare brevemente i fatti.

a). Omissis ha avviato una procedura aperta per la stipula di una convenzione quadro per la fornitura di calzature e dispositivi di protezione individuale a favore delle aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna;

b). la ricorrente e la aggiudicataria hanno offerto il medesimo prodotto (occhiali e schermi della ditta Omissis);

c). le stesse ditte hanno ricevuto un diverso punteggio (Omissis 31,0258; Omissis 34,2758);

d). la procedura complessiva di gara prevedeva il criterio <chiarezza istruzioni di uso: specifiche del prodotto offerto, chiarezza di esposizione anche attraverso rappresentazioni grafiche, ortografia chiara, ben visibile e leggibile (intuitività immediata) Max punti : 1>. Veniva altresì specificato che, con riferimento al predetto criterio, saranno valutate le istruzioni di uso contenute nella nota informativa di corredo all’Allegato 8 – certificazione di sicurezza dei DPI>.

Peraltro, il predetto criterio prevedeva espressamente una <nota informativa in lingua italiana> che integrerà la nota informativa originale durante la fornitura dei DPIL 4-2, 4-3, 4-4>.

Omissis, sul punto, specifica che <il criterio era molto importante in questo lotto per il gruppo di lavoro che ha predisposto la documentazione di gara tanto che nel lotto 4 il criterio vale 1 punto, mentre in altri lotti vale solo 0,50>.

Il ricorso è infondato nel merito.

La ricorrente sostiene in ricorso che i punteggi attribuiti dalla commissione sono macroscopicamente errati in quanto violano la lex specialis di gara e sono palesemente irrazionali nonchè frutto di travisamento.

Si contesta in particolare il punteggio erroneamente attribuito all’elemento <chiarezza istruzioni di uso>.

Anche nella memoria depositata in data 19.9.2017 la ricorrente lamenta che Omissis ha attribuito un diverso punteggio a lei e alla controinteressata nonostante avessero offerto il medesimo prodotto.

Riepiloga il problema nel senso che – a un elemento di valutazione del prodotto (il manuale di istruzioni per l’uso) – la Commissione ha attribuito alla Omissis 2,25 punti in più; la diversità di punteggio ha consentito alla controinteressata di risultare aggiudicataria grazie a una differenza di punteggio irrisoria di solo 1,1786.

Insiste nel precisare che:

a). la lex specialis di gara richiedeva solamente che la documentazione tecnica fosse inserita nella busta B (prescrizione da lei rispettata);

b). il suo foglietto di istruzioni era perfettamente leggibile (in proposito la Commissione di gara ha attribuito un punteggio).

c). gli occhiali che le aziende sanitarie riceveranno saranno privi del foglietto prodotto in gara dalla controinteressata.

Nell’ultima memoria di Omissis si replica :

a). il ricorrente non ha unito nulla all’allegato inserendo il foglietto illustrativo nella busta dell’offerta tra decine di altri fogli; l’aggiudicataria ha unito materialmente istruzioni leggibili correttamente all’allegato 8 come richiesto dal disciplinare;

b). nel caso di specie si tratta di occhiali e schermi facciali per attività sanitarie che vengono impiegati dunque in attività pericolose (pag. 50 disciplinare);

c). chiarisce che “Omissis o non Omissis il foglietto deve essere leggibile e se oggi in Omissis non lo è allora chi vince la gara con un foglietto leggibile dovrà depositarlo in Omissis come foglietto leggibile”;

d). rileva infine che sull’ingrandimento del formato elettronico del foglietto anche tale formato CD è illegibile.

Anche la aggiudicataria nell’ultima memoria depositata il 20.9.2017 fa presente che :

a). è riscontrata una complessiva inattitudine delle istruzioni di uso ad esprimere un accettabile grado di immeditata leggibilità e intuitività stanti le ridotte dimensioni del carattere impiegato, l’assenza di rappresentazioni grafiche e complessivamente la rilevante difficoltà della sua lettura.

Il Collegio ritiene di aderire alle argomentazioni difensive svolte dalle controparti.

Il ricorso è dunque infondato.

In particolare :

a). la procedura complessiva di gara prevedeva il criterio <chiarezza istruzioni di uso: specifiche del prodotto offerto, chiarezza di esposizione anche attraverso rappresentazioni grafiche, ortografia chiara, ben visibile e leggibile (intuitività immediata) Max punti : 1>. Veniva altresì specificato che, con riferimento al predetto criterio, saranno valutate le istruzioni di uso contenute nella nota informativa di corredo all’Allegato 8- certificazione di sicurezza dei DPI>.

b). risulta in atti che la ricorrente non ha unito nulla all’allegato inserendo il foglietto illustrativo nella busta dell’offerta insieme ad altri fogli;

c). l’aggiudicataria ha unito materialmente istruzioni leggibili correttamente come richiesto dal disciplinare.

Detta differenza giustifica una differenza di punteggio che, seppure per poco, ha determinato un diverso risultato tra le due ditte.

Come noto, la giurisprudenza del giudice amministrativo è ferma nel sostenere il principio secondo il quale le formalità prescritte nel bando di gara devono trovare applicazione quando siano dirette ad assicurare un particolare interesse dell’amministrazione ovvero la par condicio dei concorrenti mentre la stessa formalità non si giustifica e diventa mera irregolarità qualora le finalità perseguite risultano egualmente ed integralmente soddisfatte.

D’altro canto l’imposizione di clausole inutili può comportare un danno per la stessa amministrazione che di fatto limita la platea dei partecipanti.

Infine va sottolineato la procedura di una gara di appalto deve essere pensata avendo sempre presente che deve essere osservato il criterio della “ricerca della miglior offerta” per il perseguimento del pubblico interesse.

Nel caso di specie, il Collegio ritiene giustificato e adeguato il peso attribuito all’elemento <chiarezza istruzioni di uso>.

In conclusione, il ricorso deve essere respinto.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Seconda)definitivamente pronunciando :

Respinge il ricorso, come in epigrafe proposto.

Condanna il soccombente al pagamento delle spese del presente giudizio, che liquida nella misura di € 4.000,00 oltre accessori come per legge in favore di ciascuna delle due parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 26 settembre 2017  […]

Precedente Sanzioni abusi edilizi, opera costruita in assenza di permesso di costruire o scia (sine titulo), ordine demolizione ex art 35 dpr 380 2001, responsabile abuso anche chi ha la disponibilità attuale del bene | Rimozione cancello abusivo, Tar Calabria sentenza n. 1558 19 ottobre 2017 Successivo Silenzio assenso pubblica amministrazione ex art 17 bis l 241 1990 SOLO nell’ambito di decisione pluristrutturata (co-decisione) dopo chiusura fase istruttoria | Autorizzazione realizzazione di una nuova struttura sanitaria ex art 8-ter d lgs 502 1992, competenza Comune, valutazione di conformità Regione (o Commissario ad acta in Regioni soggette a piano di rientro da deficit sanitario): in assenza di programmazione sanitaria non possibile rilascio autorizzazione sanitaria - Tar Calabria sentenza n. 1584 20 ottobre 2017