Processo amministrativo, appello

Un rinvio indeterminato agli atti di primo grado, senza alcuna ulteriore precisazione del loro contenuto, è inidoneo ad introdurre giudizio di appello motivi in tal modo dedotti, trattandosi di formula di stile insufficiente a soddisfare l’onere di espressa riproposizione.

Consiglio di Stato sentenza n. 5939 1 dicembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Con ricorso proposto dinanzi al Tar dell’Abruzzo al numero di registro generale 614 del 2001, l’avvocato Omissis, nella qualità di dipendente regionale, aveva impugnato il regolamento di Giunta regionale n. 2 del 17 luglio 2001 recante norme per la selezione ed il conferimento dell’incarico di Direzione della Struttura speciale di supporto della avvocatura regionale ed unicamente l’ordinanza con cui era stata bandita la selezione per l’attribuzione dell’incarico, lamentando la mancata valorizzazione – da parte dei criteri – delle attitudini delle capacità professionali acquisite e dimostrate dal dipendente con l’apertura del concorso a tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati con attività professionale decennale, il peso preponderante attribuito alla prova scritta – la metà del punteggio totale – diretta da accertare concreta esperienza professionale e l’indeterminatezza della prova-colloquio, la violazione dell’art. 22 comma 1 della legge regionale n. 77 del 1999.

2. Con atto recante motivi aggiunti, il ricorrente sollevava ulteriori censure in relazione a recenti pronunce della Corte Costituzionale recanti l’incostituzionalità delle norme regionali attributive della potestà regolamentare alla Giunta anziché al Consiglio regionale, in assenza di una previa modifica statutaria.

3. La Regione Abruzzo si era costituita in giudizio eccependo, oltre l’infondatezza del ricorso, il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente, in quanto al termine del procedimento gli è stato conferito l’incarico messo a concorso.

4. Con la sentenza n. 808 del 2 luglio 2004, il Tar dichiarava il ricorso improcedibile, per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l’avvocato Omissis era risultato vincitore della selezione all’esito della controversia decisa in primo grado dallo stesso Tar con la sentenza n. 1080 del 2003.

5. Con appello in Consiglio di Stato notificato il 18 maggio 2005, l’avvocato  Omissis impugnava la sentenza in questione n. 808 del 2 luglio 2004, esponendo in fatto ed in diritto che in realtà il Tar dell’Abruzzo aveva accolto con sentenza n. 1080 del 17 dicembre 2003 il ricorso della concorrente avvocato Omissis, che diveniva vincitrice della selezione e che l’esecutività di tale sentenza era stata sospesa dal Consiglio con ordinanza cautelare n. 1502 del 2004, senza che poi intervenisse una decisione nel merito, pendendo ancora il relativo giudizio.

Ad avviso dell’appellante, la dichiarazione di improcedibilità del ricorso n. 614 del 2001 è stata quindi erroneamente pronunciata per non aver compreso il giudice di primo grado i collegamenti tra i due ricorsi e l’interesse dell’attuale appellante a veder rimuovere il regolamento impugnato per non avere l’onere di proporre un’impugnativa per ciascuna scadenza triennale del contratto.

Conseguentemente, l’appellante ha richiamato le censure formulate nel ricorso originario.

6. La Regione Abruzzo non si è costituita nel secondo grado del giudizio.

7. All’udienza del 12 novembre 2014 la causa è passata in decisione.

8. L’appello deve essere accolto nella parte in cui è diretto avverso la dichiarazione di sopravvenuta improcedibilità da parte del giudice di primo grado.

L’appellante Omissis aveva sì superato il concorso per il conferimento dell’incarico di dirigente dell’avvocatura regionale, ma la sentenza n. 1080 del 17 dicembre 2003 dello stesso Tar dell’Abruzzo, a sua volta citata nella sentenza impugnata per dare conto del suo collocamento utile in graduatoria, ha in realtà accolto il ricorso proposto dall’avvocato  Omissis, seconda classificata, annullando gli atti della procedura.

Dunque, sebbene l’esecutività della sentenza n. 1080 del 2003 sia stata cautelarmente sospesa da questa Sezione e l’appello sia tuttora pendente, risulta a questo punto erronea la dichiarazione di improcedibilità impugnata.

9. Per il resto l’appello deve essere respinto, poiché le difese dell’avvocato Omissis si limitano a riferire che si “deve al riguardo intendersi integralmente richiamato il ricorso di primo grado e le censure in esso formulate al regolamento impugnato”.

Ora, la giurisprudenza di questa Sezione ha più volte statuito che un rinvio indeterminato agli atti di primo grado, senza alcuna ulteriore precisazione del loro contenuto, è inidoneo ad introdurre giudizio di appello motivi in tal modo dedotti, trattandosi di formula di stile insufficiente a soddisfare l’onere di espressa riproposizione (Cons, Stato, V, 28 dicembre 2012 n. 6684; id., 16 agosto 2010, n. 5702, e giur. ivi. cit.).

Si deve oltretutto aggiungere che l’appellante aveva altresì proposto in sede di primo grado motivi aggiunti che non sono stati nemmeno richiamati e che, ad abundantiam, erano stati proposti solamente nel 2004 per contestare la legittimità costituzionale della legge regionale che aveva attribuito alla Giunta anziché al Consiglio il potere di emanazione del regolamento impugnato, emesso nel 2001: i motivi aggiunti di primo di grado vanno pertanto considerati rinunciati, in quanto neppure richiamati.

10. Per le considerazioni suesposte l’appello deve essere accolto per quanto riguarda il primo motivo e va conseguentemente dichiarato procedibile il ricorso di primo grado, mentre deve essere respinto per il resto.

La mancata costituzione della Regione Abruzzo esime il Collegio dalla pronuncia sulle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello n. 4665 del 2005, come in epigrafe proposto, in parte lo accoglie (nella parte in cui ha dedotto che il ricorso di primo grado risultava procedibile) ed in parte lo respinge e, per l’effetto, riforma la sentenza impugnata nei sensi indicati in motivazione.

Nulla per le spese del secondo grado.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 novembre 2014  […]

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