Processo amministrativo, perenzione, ordinanza n. 3748/2020: l’istanza di fissazione dell’udienza entro il primo anno di pendenza del ricorso è indispensabile per evitare la perenzione e non può essere surrogata da altro atto di procedura

Ordinanza n. 3748/2020 Tar del Lazio

[…]

– l’art. 71, comma 1, c.p.a., dispone che “la fissazione dell’udienza di discussione deve essere chiesta da una delle parti con apposita istanza, da presentare entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso”;

– l’art. 81 c.p.a. stabilisce, al primo periodo, che “il ricorso si considera perento se nel corso di un anno non sia compiuto alcun atto di procedura”;

– il secondo periodo dell’art. 81 aggiunge che “il termine non decorre dalla data di presentazione dell’istanza di cui all’art. 71, comma 1, e finché non si sia provveduto su di essa”;

– il combinato disposto degli artt. 71 e 81 c.p,a. fa dunque inequivocabilmente intendere che la presentazione dell’istanza di fissazione, entro il primo anno di pendenza del ricorso, è indispensabile per evitare la perenzione e non può essere surrogata da altro atto di procedura (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 19 marzo 2018, n. 1755 sez. V, 29 ottobre 2014, n. 5350; Consiglio di Stato, sez. III, 18 luglio 2013, n. 3911);

– l’unico fatto idoneo ad evitare la perenzione, pertanto, è la tempestiva rituale presentazione di istanza di fissazione di udienza nel termine massimo di un anno dal deposito del ricorso, a nulla rilevando, con riguardo alla fattispecie qui in esame, la diversa istanza di riunione depositata dal ricorrente in detto periodo;

– nessun effetto può inoltre attribuirsi alla notifica della istanza a un indirizzo pec errato, […];

Ritenuto infatti, in generale, che ai fini della progressione del processo verso il suo scopo (rappresentato dall’accertamento nel merito della fondatezza della domanda) non è sufficiente la sussistenza dell’interesse della parte ricorrente all’ottenimento di una pronuncia, laddove non sia manifestato nelle forme processualmente prescritte, a tutela dell’interesse obiettivo ad uno svolgimento ordinato del processo e di quello delle controparti ad un corretto contraddittorio, fondato anche sulla chiarezza ed univocità dei comportamenti processuali di tutti gli attori della controversia (cfr. Consiglio di Stato, n. 1755/2018); […]

 

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