Promozione a scelta, comparazione punteggi attribuiti agli ufficiali in avanzamento e configurazione del vizio di eccesso di potere, Tar Lazio sentenza n. 2121 24 febbraio 2018 su una mancata iscrizione al quadro di avanzamento al grado superiore di Capitano di Vascello

I principi di carattere generale

“La promozione a scelta è caratterizzata da una valutazione in assoluto per ciascuno degli scrutinandi e non dalla comparazione fra loro ai sensi degli artt. 1057 e 1058 D.lgs. 66/2010; di conseguenza l’iscrizione nel quadro di avanzamento è determinata dalla posizione conseguita da ciascuno nella graduatoria, sulla base del punteggio attribuitogli.

Tale metodo di valutazione è sempre stato considerato scevro da problemi di costituzionalità sotto il profilo dell’imparzialità e del buon andamento, ed anche per quanto attiene alla possibilità di un sindacato giurisdizionale esercitabile nei limiti in cui questo sia reso possibile dal tipo di disciplina sostanziale che lo governa.

Infatti il giudizio, espresso in assoluto e non comparativamente, non esclude totalmente il sindacato giurisdizionale sui risultati della valutazione, ma lo consente, sia sotto il profilo dell’eccesso di potere in senso relativo, nei limiti in cui esso sia possibile in base al raffronto a posteriori, fra loro, dei punteggi attribuiti a ciascuno, in riferimento agli elementi di giudizio concretamente presi in considerazione, ma anche sotto il profilo dell’eccesso di potere in senso assoluto, allorquando si tratti di sindacare la coerenza generale del metro valutativo adoperato, o la manifesta incongruità del punteggio, avuto riguardo agli incarichi ricoperti, alle funzioni espletate, ed alle positive valutazioni ottenute durante tutto l’arco della carriera.

Ovviamente, la circostanza che il giudizio che la Commissione di Avanzamento deve esprimere non sia di merito comparativo, non esclude che per individuare eventuali illogicità o disparità di trattamento non si possa esaminare la qualità dei titoli di uno dei controinteressati perché altrimenti diventerebbe impossibile ogni sindacato giurisdizionale.

Il giudizio espresso dalla Commissione superiore in sede di avanzamento degli ufficiali costituisce espressione di una valutazione complessiva, nella quale assumono indivisibile rilievo gli elementi personali e di servizio emersi nei confronti dell’ufficiale, in modo che non è possibile scindere i singoli elementi per fondare su uno di essi, isolatamente considerato, il giudizio complessivo.

Pertanto, la valutazione dell’Amministrazione sulla complessiva personalità e attività dell’interessato costituisce apprezzamento di merito non sindacabile in sede giurisdizionale.

In definitiva, l’apprezzamento dei titoli dei partecipanti, da effettuarsi nell’ambito di un giudizio complessivo ed inscindibile, non ha specifica autonomia, in quanto la mancanza di qualche titolo da parte di taluno degli scrutinandi bene può essere controbilanciata, ai fini del giudizio globale, dal possesso dei titoli diversi valutati come equivalenti dalla Commissione Superiore di Avanzamento.

Di conseguenza, secondo un unanime orientamento oltre che della giurisprudenza amministrativa, anche delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, non compete al giudice amministrativo il potere di entrare nel merito delle valutazioni espresse dalla Commissione di avanzamento per gli ufficiali delle Forze Armate, dovendo il giudizio rimanere limitato ad una generale verifica della logicità e razionalità dei criteri seguiti in sede di scrutinio.

Con specifico riferimento ai giudizi espressi dalle Commissioni Superiori di Avanzamento, la giurisprudenza, ha poi avuto modo di confermare l’ampiezza della discrezionalità attribuita al predetto organo, il quale è chiamato ad esprimersi su candidati che di solito sono ufficiali dotati di ottimi profili di carriera, e le cui qualità sono definibili solo attraverso sfumate analisi di merito implicanti la ponderazione non aritmetica delle complessive qualità degli scrutinandi, da effettuarsi attraverso un apprezzamento dei titoli e dei requisiti in via di astrazione e di sintesi, non condizionato dalla meccanica valutazione delle singole risultanze documentali.

Rimane escluso, quindi, che il giudice possa procedere all’esame comparativo degli ufficiali valutati in sede di redazione degli scrutini di avanzamento, ovvero verificare la congruità del punteggio attribuito, in quanto la discrezionalità tecnica attribuita alla Commissione è sindacabile solo in presenza di valutazioni macroscopicamente incoerenti o irragionevoli, così da comportare un vizio della funzione.”

Vedi anche:

Forze armate, giudizi di avanzamento

Gradi carabinieri, avanzamento

Giudizi di avanzamento ufficiali, difetto di motivazione

Procedure di avanzamento ufficiali, eccesso di potere in senso assoluto e in senso relativo

Gerarchia militare, giudizi di avanzamento al grado di Generale di Divisione

Dispensato dal servizio militare per inidoneità alle attribuzioni del grado o per scarso rendimento, Consiglio di Stato: nel giudizio volto alla dispensa dal servizio del sottufficiale delle Forze Armate l’Amministrazione gode di ampia discrezionalità nei limiti dell’eccesso di potere nelle sue figure sintomatiche dell’illogicità o dell’irragionevolezza o del difetto della motivazione

 

Tar Lazio sentenza n. 2121 24 febbraio 2018

Il caso di specie

“Richiamati questi principi di carattere generale, che costituiscono la delimitazione dell’ambito entro cui può esercitarsi il sindacato giurisdizionale, deve procedersi all’esame delle doglianze del ricorrente per verificare se nel caso di specie sia ipotizzabile un eccesso di potere in senso relativo o in senso assoluto.

Dall’esame complessivo degli elementi posti all’attenzione del Collegio si ricava che il profilo professionale del ricorrente è nettamente superiore a quello dei colleghi scelti come parametro per contestare le valutazioni della Commissione Superiore di Avanzamento.

E’ noto a questo giudice che i punteggi attribuiti agli ufficiali in avanzamento dipendono da un fattore oggettivo, che è dato da tutti gli elementi che si ricavano dalla documentazione caratteristica e matricolare, e da un punteggio soggettivamente attribuito dai membri della Commissione: quest’ultimo, però, non può stravolgere le risultanze derivanti dagli elementi esistenti negli atti posti a corredo dei giudizi.

Innanzitutto bisogna sottolineare, come ha fatto a più riprese il ricorrente, che i punteggi dati dai singoli membri della Commissione sono sempre uguali, mentre sarebbe logico attendersi che vi sia una diversità di valutazione sui singoli candidati e sugli specifici profili di volta in volta da esaminare; non è possibile trarre delle conclusioni certe da tale comportamento, ma l’impressione che certe scelte siano fatte a priori e l’attribuzione dei punteggi sia solo una conseguenza applicativa, non è facilmente superabile.

Dagli elementi dedotti dalla documentazione fornita in adempimento dell’ordinanza istruttoria, si ricava che, qualunque profilo da valutare si voglia esaminare, il ricorrente appare più meritevole dei colleghi promossi e indicati come parametro di riferimento.

Le note di qualifica ottenute nel corso della carriera sono migliori di tutti i suoi colleghi e non hanno conosciuto flessioni, l’idoneità a dirigere un ufficio di livello pari al grado da assumere è stata dimostrata dallo svolgimento del comando come Direttore F.F. dell’Ufficio Tecnico Militare Marittimo … di Omissis, incarico peraltro svolto in concomitanza con altri impegni; i giudizi derivanti dalle note caratteristiche sullo svolgimento di tale incarico sono altamente elogiativi.

Pertanto, risulta irragionevole che questo profilo professionale sia stato maggiormente valutato in un collega (Omissis) che, oltre ad avere note caratteristiche meno brillanti, non aveva ricoperto alcun incarico previsto per il grado superiore come Capitano di Fregata.

Analizzando i giudizi dati sulle qualità morali e di carattere, due colleghi (Omissis e Omissis) hanno avuto un punto più del ricorrente, nonostante, da alcuni dei documenti caratteristici, emergano notevoli lacune sotto questo profilo, analiticamente indicate nel ricorso per motivi aggiunti e che non si riproducono per rispettare il principio di sintesi.

Il profilo delle culturali ed intellettuali è stato valutato dalla Commissione in modo omogeneo per tutti gli ufficiali di cui si parla nel ricorso, sebbene il ricorrente vanti la frequenza di un numero nettamente superiore di corsi rispetto a quelli dei colleghi e conosca meglio la lingua inglese.

Infine, avuto riguardo alle qualità professionali, il divario relativo alle valutazioni conseguite in sede di documentazione caratteristica, al tipo ed alla qualità degli incarichi ricoperti, oltre al fatto che per queste ragioni aveva sopravanzato i colleghi nella valutazione a scelta effettuata in precedenza, non è adeguatamente valorizzato nel punteggio.

In conclusione le qualità complessive del ricorrente che emergono dall’analisi della documentazione inviata dall’Amministrazione, consentono di ritenerlo un ufficiale di marina più brillante dei colleghi promossi al grado superiore e presi a riferimento, cosicchè deve accogliersi la domanda di annullamento della valutazione effettuata per il quadro di avanzamento del 2002 che dovrà essere nuovamente espressa alla luce dei criteri indicati in sentenza”

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