Prove scritte, onere motivazione: sufficiente l’attribuzione di un punteggio numerico

Tar Lazio sentenza n. 9169 5 agosto 2016

Nelle prove scritte dei concorsi l’onere di motivazione è da ritenersi sufficientemente adempiuto con l’attribuzione di un punteggio numerico, configurandosi quest’ultimo come formula sintetica, ma eloquente, che esterna la valutazione tecnica compiuta dalla Commissione esaminatrice.

La norma di cui all’art. 12 del DPR 427/1994 che prevede il previo sorteggio delle domande da sottoporre alla prova orale, è direttamente applicabile alle sole amministrazioni dello Stato.

L’ IVASS è un Istituto dotato di autonomia organizzativa e statutaria, sicuramente non riconducibile al novero delle amministrazioni dello Stato. Pertanto, deve escludersi la diretta applicabilità dell’art. 12 del DPR 427/1994 e l’eterointegrazione del bando ad opera di esso, in mancanza di una espressa previsione di un tale obbligo nel Regolamento dell’ente.

 

Tar Lazio sentenza n. 9169 5 agosto 2016

[…]

FATTO e DIRITTO

La ricorrente, nel presente giudizio, impugna la graduatoria di merito, pubblicata sul sito dell’IVASS il 3 luglio 2015, del concorso a 7 posti nel grado iniziale della carriera direttiva approvata dall’IVASS, dalla quale ella risultava esclusa. Impugna inoltre gli atti presupposti, ove lesivi.

Espone, in punto di fatto, di aver sostenuto positivamente le prove scritte e di essere stata ammessa a sostenere le prove orali, riportando tuttavia una votazione insufficiente.

Deduce, con l’unico motivo di ricorso, di non aver potuto conoscere la motivazione del voto conseguito, in quanto essa si limita, come per tutti i candidati non risultati idonei, a dar conto della insufficienza della preparazione dimostrata dal candidato. Lamenta di non aver potuto prendere visione di tutti gli elaborati dei candidati ammessi alla prova orale ma solo di due di essi.

Contesta le modalità di esecuzione della prova orale a porte chiuse e senza sorteggio delle domande, a differenza di quanto avvenuto per la Commissione preposta alla selezione dei candidati esperti in materie giuridiche.

Lamenta, altresì, di essere stata sottoposta ad un numero maggiore di domande rispetto agli altri candidati.

Si duole, quanto alla insufficienza della motivazione, della inidoneità della mera votazione numerica (28) e della mancata previsione di criteri di massima.

Si è costituto l’IVASS, che ha dedotto preliminarmente l’irricevibilità per tardività del ricorso odierno, in quanto la Commissione aveva comunicato all’esito dell’esame il voto, insufficiente, che la ricorrente aveva riportato.

Sull’eccezione, la difesa della ricorrente ha replicato sostenendo che non vi fosse alcun obbligo di comunicazione da parte della Commissione e che comunque la decorrenza del termine va ricondotta alla pubblicazione della graduatoria.

Nel merito, l’IVASS ha evidenziato che non sussiste per le amministrazioni diverse da quelle dello Stato l’obbligo del sorteggio delle domande di esame; che mentre per il programma di esame nelle materie giuridiche, l’indeterminatezza degli argomenti ha reso opportuna la predisposizione dei quesiti, altrettanto non può dirsi per l’esame orale in materie statistiche per le quali era sufficiente attenersi scrupolosamente alle indicazioni del bando.

L’istanza cautelare è stata respinta con ordinanza n. 4939/2015.

Entrambe le parti hanno prodotto memorie per l’udienza, ulteriormente illustrando e loro precedenti difese.

La causa è stata quindi trattenuta in decisione.

E’ possibile prescindere dall’esame della eccezione di tardività del ricorso, stante la sua infondatezza nel merito.

Con un unico motivo di ricorso, la ricorrente in primo luogo lamenta l’insufficienza della motivazione del voto conseguito, in quanto essa si limita, come per tutti i candidati non risultati idonei, a dar conto della insufficienza della preparazione dimostrata dal candidato. Si duole, quindi, della mera votazione numerica assegnatale (28) e della mancata previsione di criteri di massima.

La censura non può essere accolta.

Sul punto il Collegio ritiene sufficiente il richiamo al principio, costantemente affermato in giurisprudenza, secondo cui l’onere di motivazione è da ritenersi “sufficientemente adempiuto con l’attribuzione di un punteggio numerico, configurandosi quest’ultimo come formula sintetica, ma eloquente, che esterna la valutazione tecnica compiuta dalla Commissione esaminatrice”, conformandosi, citandola, alla prevalente giurisprudenza amministrativa (cfr C.d.S., sez. V n. 1627/2015; sez. VI, 10.12.2010; sez. V, 19.11.2012 n. 5831).

Va, inoltre, rilevato che nel verbale n. 17 della seduta del 25 maggio 2015, risulta che la Commissione, ai sensi dell’art. 6 del Bando di concorso, si era dotata di criteri di massima per la valutazione della prova orale (v. doc. 5 della produzione IVASS).

La ricorrente lamenta inoltre di non aver potuto prendere visione di tutti gli elaborati dei candidati ammessi alla prova orale ma solo di due di essi.

La censura va dichiarata inammissibile per carenza di interesse.

La ricorrente, infatti, risulta essere stata ammessa all’esame orale. Ella pertanto aveva superato la prova scritta, cosicché non si vede quale fosse il suo interesse a prendere visione di tutti gli elaborati dei candidati ammessi alla prova orale.

In ultimo, la ricorrente contesta le modalità di esecuzione della prova orale a porte chiuse e senza sorteggio delle domande, a differenza di quanto avvenuto per la Commissione preposta alla selezione dei candidati esperti in materie giuridiche. Lamenta inoltre di essere stata sottoposta ad un numero maggiore di domande rispetto agli altri candidati.

Va in primo luogo rilevato che la ricorrente non ha portato prove circa l’asserita circostanza che la prova d’esame si fosse svolta a porte chiuse. Né gli atti prodotti in giudizio depongono in tal senso.

Quanto alla violazione dell’art. 12 del DPR 427/1994, che prevede il previo sorteggio delle domande da sottoporre alla prova orale, osserva il Collegio che la norma è direttamente applicabile alle sole amministrazioni dello Stato (cfr. sul punto ex multis Consiglio di Stato, sent. n. 1627 del 2015 con riguardo agli enti locali ed a quelli dotati di autonomia statutaria).

L’ IVASS è un Istituto dotato di autonomia organizzativa e statutaria, sicuramente non riconducibile al novero delle amministrazioni dello Stato. Pertanto, deve escludersi la diretta applicabilità dell’art. 12 del DPR 427/1994 e l’eterointegrazione del bando ad opera di esso, in mancanza di una espressa previsione di un tale obbligo nel Regolamento dell’ente.

La censura va dunque disattesa.

Con riferimento alla dedotta disparità di trattamento rispetto al modus operandi della Commissione del concorso per le discipline giuridiche, la quale ha previamente enucleato le domande da sottoporre ai candidati effettuando il sorteggio tra di esse, si osserva che – come rilevato da IVASS nelle sue difese – i programmi dei due esami erano ontologicamente diversi, essendo quello sulle materie statistiche, matematiche e finanziarie più specifico e dettagliato e quello in materia giuridiche più ampio e generale. La Commissione del concorso per le materia giuridiche ha, quindi, ritenuto di dover articolare il programma predisponendo specifiche domande, esigenza che la Commissione per le materie statistiche, matematiche e finanziarie non ha ritenuto di dover soddisfare in mancanza dei medesimi presupposti. La diversità tra le situazioni messe a confronto consente dunque di escludere che vi sia stata una disparità di trattamento.

Infine, inammissibile è la censura concernente il maggior numero di domande rivolte alla ricorrente rispetto agli altri candidati, in quanto, in disparte la genericità della stessa, si tratta di un profilo di merito insindacabile, dovendo la Commissione apprezzare compiutamente la preparazione del candidato, funzionale alla quale è la formulazione dei quesiti nella loro consistenza qualitativa e quantitativa.

Il ricorso, in conclusione, deve essere respinto.

La natura e la peculiarità della fattispecie giustifica tuttavia la compensazione tra le parti delle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2016 […]

 

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