Punteggio minimo per entrare a Medicina pari a venti (20): illegittimo art. 10 DM 30 giugno 2016 n 546 | Ammissione Medicina, posti disponibili extracomunitari, Tar Lazio sentenza n. 10769 27 ottobre 2017

Punteggio minimo per entrare a Medicina  pari a venti (20): illegittimo art. 10 DM 30 giugno 2016 n 546 – Tar Lazio sentenza n. 10769 27 ottobre 2017

E’ illegittimo l’art. 10 del D.M. 30 giugno 2016 n. 546 nella parte in cui prevede l’ammissione ai corsi dei soli studenti che abbiano conseguito una soglia minima di punteggio pari a 20 anche nell’ipotesi di mancata integrale copertura dei posti programmati.

 

…Ed invero, la fattispecie in esame è stata già affrontata dalla Sezione con le recenti sentenze n. 8113/2017 e n. 8118/2017 dalle quali non si ha motivo per discostarsi e che possono qui intendersi richiamate integralmente.

Con le predette decisioni, è stato infatti ritenuto assorbente il profilo stigmatizzato nel quarto motivo laddove si lamenta la mancanza di un’adeguata istruttoria in ordine alle modalità con cui è stata individuata una soglia minima di 20 punti (pari ad un quarto del massimo punteggio ottenibile) per ottenere l’idoneità ai corsi di laurea di che trattasi che risulta identica per gli studenti italiani e comunitari e per gli studenti non comunitari (mentre invece l’Amministrazione, a fronte della somministrazione degli stessi quesiti, avrebbe dovuto individuare una soglia di punteggio diversa, rispetto a quella degli studenti italiani).

In ragione di quanto esposto nelle sentenze citate della Sezione, può quindi dichiararsi l’illegittimità dell’art. 10 del D.M. 30 giugno 2016 n. 546, nella parte in cui prevede l’ammissione ai corsi dei soli studenti che abbiano conseguito una soglia minima di punteggio pari a 20 anche nell’ipotesi di mancata integrale copertura dei posti programmati.

Ciò posto, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e) del CPA, quale effetto conformativo della presente sentenza, va disposto quanto segue:

– il Ministero resistente, con riferimento ad ogni singolo ricorrente, provvederà a verificare la sussistenza di posti disponibili (nell’aliquota di quelli riservati ai cittadini extracomunitari) presso le singole Università richieste da ognuno dei ricorrenti, in ordine di priorità;

– laddove sussistano posti disponibili, si dovrà procedere allo scorrimento integrale della graduatoria (partendo dall’Università chiesta dal singolo ricorrente in ordine di priorità), verificando dapprima se coloro che precedono i ricorrenti nella relativa graduatoria sono ancora interessati all’immatricolazione presso quella sede;

– solo in caso di mancata conferma dell’interesse da parte degli studenti extracomunitari che precedono i singoli ricorrenti nella relativa graduatoria di merito, si provvederà ad attribuire ai singoli ricorrenti il posto vacante presso le Università indicate dagli stessi in ordine di priorità.

4. Le spese di giudizio possono essere compensate tra le parti, in ragione della peculiarità della vicenda e dell’analogo esito dei contenziosi richiamati nel punto precedente….

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[…]

per l’annullamento

– del D.M. del 30 giugno 2016 n. 546 e relativi allegati, concernente “Modalità e contenuti delle prove di amissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2016/2017” nella parte in cui, anche interpretata non permette l’immatricolazione ai ricorrenti ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria; e comunque dell’articolo 10, commi 1-2 del D.M. del 30 giugno 2016 n. 546, nella parte in cui viene dichiarata la non idoneità dei soggetti extracomunitari con punteggi più bassi di 20 nel caso di posti liberi come nel caso di specie e del detto D.M. e delle note e/o circolari di data non conosciuta con le quali, limitatamente ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, il Ministero ha consentito che le Università mantengano tale soglia anche ove risultino vacanze di posti inizialmente riservati agli extracomunitari non distribuibili; del medesimo articolo 10, comma 3 nella parte in cui non consente la riutilizzazione dei posti non utilizzati; del medesimo art. 10 comma 7 secondo cui sono previste due distinte graduatorie per i candidati comunitari e non comunitari; dell’allegato 4 contenente la tabella relativa al D.M. del 30 giugno 2016 n. 546 ove sono stabiliti 561 posti complessivi di extracomunitari per la facoltà di medicina e 91 per odontoiatria senza possibilità di assegnazione agli stessi extracomunitari in caso di mancato raggiungimento della soglia minima;

– del medesimo D.M. n. 546/16 nella parte in cui dispone che “la prova di ammissione (…) è predisposta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) avvalendosi di soggetti con comprovata competenza in materia, individuati nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e riservatezza, tenuti al più rigoroso rispetto del segreto professionale”;

– del medesimo D.M. n. 546/16 nella parte in cui dispone che “la prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti” così distinti “due (2) quesiti di cultura generale; venti (20) di ragionamento logico; diciotto (18) di biologia; dodici (12) di chimica; otto (8) di fisica e matematica”;

– dell’allegato I al medesimo D.M. n. 546/16 nella parte in cui dispone che “il Presidente di commissione redige altresì il verbale d’aula, predisposto secondo il format messo a disposizione dal MIUR”;

– dell’allegato 4 contenente la tabella relativa al D.M. del 30 giugno 2016 n. 546 ove sono stabiliti 561 posti complessivi di extracomunitari per la facoltà di medicina e 91 per odontoiatria a odontoiatria senza la possibilità di distribuzione agli extracomunitari in caso di vacanza degli stessi;

– dell’allegato 1 al D.M. del 30 giugno 2016 n. 546 concernente le modalità di svolgimento della prova;

– di tutti gli allegati relativi ai programmi sui quesiti delle prove di ammissione anzidette, fra cui in particolare dell’allegato A e dell’allegato B al D.M. del 30 giugno 2016 n. 546, concernenti i programmi relativi ai quesiti delle prove di ammissione ai corsi di laurea suddetti e dei 60 quesiti somministrati ai candidati e comunque di tutti i quesiti meglio indicati in atti;

– dei bandi degli atenei resistenti e dunque del Bando di ammissione ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM – 41) e Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM – 46) a.a. 2016 – 2017 reso con D.R. e di tutta la normativa richiamata anche nella parte in cui recepisce un punteggio di 20 punti come soglia limitativa per l’ingresso senza la ridistribuzione agli extracomunitari in caso di mancata assegnazione degli stessi;

– del Bando di ammissione ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM – 41) e Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM – 46) a.a. 2016 – 2017 dell’Università degli Studi di Milano, Prot. N. 0008170/16 del 08/07/2016, e di tutta la normativa richiamata anche nella parte in cui recepisce un punteggio di 20 punti come soglia limitativa per l’ingresso senza la ridistribuzione agli extracomunitari in caso di mancata assegnazione degli stessi;

– del D.R. 9875 del 22 agosto 2016 con cui si provvedeva a modificare l’art. 2 del Bando di ammissione succitato in cui sono indicati il numero dei posti disponibili per i CDL di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi Dentaria;

– del Bando di ammissione ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM – 41) e Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM – 46) a.a. 2016 – 2017 dell’Università degli Studi di

Milano, del 08/07/2016, e di tutta la normativa richiamata anche nella parte in cui recepisce un punteggio di 20 punti come soglia limitativa per l’ingresso senza la ridistribuzione agli extracomunitari in caso di mancata assegnazione degli stessi;

– dei Bandi di ammissione ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (classe LM – 41) e Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM – 46) a.a. 2016 – 2017 della “Sapienza” Università di Roma, delle Università di Genova, Bologna, Milano Bicocca, Torino, Verona, e di tutta la normativa richiamata anche nella parte in cui recepisce un punteggio di 20 punti come soglia limitativa per l’ingresso senza la ridistribuzione agli extracomunitari in caso di mancata assegnazione degli stessi;

– del Decreto Interministeriale 25 luglio 2016 n. 592 sulla “Definizione dei posti disponibili per le immatricolazioni al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia a.a. 2016/2017”;

– della graduatoria unica del concorso per l’ammissione ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria per l’a.a. 2016/2017 pubblicata sul sito www.universitaly.it, in data 4 ottobre 2016, nella quale parte ricorrente risulta collocato oltre l’ultimo posto utile e, quindi, non ammesso al corso di laurea e dei successivi scorrimenti nella parte in cui non consentono l’iscrizione di parte ricorrente; della graduatoria unica anche degli extracomunitari del concorso per l’ammissione ai 3 Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria per l’a.a. 2016/2017 pubblicata sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, nella quale il ricorrente extracomunitario risulta collocato tra i posti disponibili ma non ammesso a causa della soglia oggetto di impugnazione e dei successivi scorrimenti nella parte in cui non considerano la posizione dell’istante per l’illegittima soglia censurata anche in caso di posti disponibili;

– delle graduatorie degli extracomunitari con particolare riferimento a quelle degli Atenei resistenti;

– del diniego anche tacito all’accesso agli atti in particolar modo per quanto concerne la vicenda sui posti liberi rimasti;

– del D.R. di approvazione della graduatoria e delle prove di concorso della sede universitaria ove parte ricorrente ha svolto la prova di accesso, se esistente, ma non conosciuto;

– della nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per la formazione superiore e per la Ricerca – Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore Ufficio III, prot. n. 18796 del 2 agosto 2016, recante le Linee Guida Ministeriali sulle corrette modalità di svolgimento delle prove d’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico a programmazione nazionale anche nella parte in cui rammenta agli Atenei che sono “tenuti ad adottare” un “format del verbale di esame”.

– del D.M. 20 giugno 2016, n. 487, con il quale è stato costituito il Tavolo di lavoro per la proposta di definizione, a livello nazionale, delle modalità e dei contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), della L. n. 264/1999, anche in conformità alle direttive dell’Unione Europea;

– del Decreto Ministeriale 20 maggio 2016 n. 312 Costituzione della Commissione incaricata della validazione dei quesiti per le prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato nazionale per l’anno accademico 2016/2017;

– della domanda 16 secondo l’ordine ministeriale somministrata ai candidati e dei provvedimenti non conosciuti e ove esistenti, con cui si provvedeva ad invalidare la suddetta domanda per tutti i partecipanti al concorso;

– dell’avviso del Miur pubblicato sul sito http://accessoprogrammato.miur.it/2016/ME_RI.html#null e tramite cui si disponeva “sono state considerate corrette tutte le risposte date alla domanda numero 16” nonché di tutti gli atti prodromici, conseguenziali ed indirettamente connessi, ad oggi non conosciuti, mediante cui si disponeva l’annullamento del quesito e l’attribuzione dei punteggi uguali a tutti i candidati;

– del diniego di ammissione opposto a parte ricorrente e di tutti gli atti che non consentono la ridistribuzione dei posti liberi anche con riferimento alle sedi non opzionate;

– dei verbali della Commissione del concorso dell’Ateneo ove parte ricorrente ha svolto la prova di ammissione e di quelli delle sottocommissioni d’aula;

– della documentazione di concorso distribuita ai candidati e predisposta dal CINECA nella parte in cui risulta inidonea a tutelare il principio di segretezza della prova;

– dei quesiti della prova, così come formulati e dei relativi verbali di formulazione dei quesiti e del D.M. di approvazione degli stessi con particolare riferimento agli atti procedimentali di approvazione delle domande e di annullamento (rectius, abbonamento) della domanda 16;

– di ogni altro atto prodromico, connesso, successivo e conseguenziale ancorché non conosciuto, nella parte in cui lede gli interessi del ricorrente;

e per l’accertamento

– del diritto delle parti ricorrenti di essere ammessi al Corso di laurea di Medicina e Chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria presso l’Università di Roma “Sapienza” e di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi a causa del diniego all’iscrizione opposta e per la condanna in forma specifica ex art. 30, comma 2, c.p.a. delle Amministrazioni intimate all’adozione del relativo provvedimento di ammissione al corso di laurea per cui è causa

nonché, ove occorra e, comunque, in via subordinata, al pagamento delle relative somme, con interessi e rivalutazione, come per legge.

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Con il ricorso in esame, i tre istanti hanno impugnato la valutazione di non idoneità alla selezione per l’ammissione ai corsi di laurea in medicina e chirurgia presso le Università dagli stessi richieste, relativamente ai posti riservati ai cittadini extracomunitari.

In particolare, il primo ricorrente Omissis ha ottenuto punti 12,2 ed ha concorso per le sedi di Bologna, Genova e Roma (Università “La Sapienza”); il secondo, Omissis, ha invece ottenuto punti 9,9 ed ha concorso per le sedi di Bologna, Genova e Roma (Università “La Sapienza”); infine, il terzo, Omissis, ha invece ottenuto punti 7,4 ed ha concorso per le sedi di Bologna, Milano, Milano Bicocca, Torino, Orbassano, Verona e Roma (Università “La Sapienza”).

Avverso tali esiti di inidoneità, unitamente a tutti gli atti prodromici e connessi, i ricorrenti, con l’impugnativa in esame, hanno proposto numerosi vizi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto svariati profili, chiedendone l’annullamento nonché la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni derivanti dall’esclusione dalla frequenza della facoltà di medicina e chirurgia.

Si sono costituiti in giudizio il Ministero e le Università intimate per resistere al ricorso; in particolare, il Ministero e l’Università di Bologna, controdeducendo per la parte di interesse, hanno chiesto il rigetto del ricorso perché infondato nel merito.

Con ordinanza n. 480/2017, è stata accolta la domanda cautelare.

In prossimità della trattazione del merito, parte ricorrente ha depositato memoria, chiedendo dapprima la declaratoria di improcedibilità del gravame in ragione dell’avvenuta immatricolazione, seppure con riserva, al corso di laurea di interesse degli istanti (richiamando, in particolare, la sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, n. 2298/2014) e insistendo, comunque, nell’accoglimento delle censure proposte con il ricorso in esame.

Alla pubblica udienza del 18 ottobre 2017, la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione.

2. Anzitutto, il Collegio ritiene che non sussistano i presupposti per dichiarare l’improcedibilità del gravame; la questione è stata affrontata, di recente, dalla Sezione con argomentazioni che possono essere richiamate integralmente in questa sede (cfr TAR Lazio, sez. III, n. 10129/2017).

3. Ciò premesso, il Collegio ritiene che, nel caso di specie, ricorrano poi i presupposti di cui all’art. 74 CPA per procedere con sentenza in forma semplificata.

Ed invero, la fattispecie in esame è stata già affrontata dalla Sezione con le recenti sentenze n. 8113/2017 e n. 8118/2017 dalle quali non si ha motivo per discostarsi e che possono qui intendersi richiamate integralmente.

Con le predette decisioni, è stato infatti ritenuto assorbente il profilo stigmatizzato nel quarto motivo laddove si lamenta la mancanza di un’adeguata istruttoria in ordine alle modalità con cui è stata individuata una soglia minima di 20 punti (pari ad un quarto del massimo punteggio ottenibile) per ottenere l’idoneità ai corsi di laurea di che trattasi che risulta identica per gli studenti italiani e comunitari e per gli studenti non comunitari (mentre invece l’Amministrazione, a fronte della somministrazione degli stessi quesiti, avrebbe dovuto individuare una soglia di punteggio diversa, rispetto a quella degli studenti italiani).

In ragione di quanto esposto nelle sentenze citate della Sezione, può quindi dichiararsi l’illegittimità dell’art. 10 del D.M. 30 giugno 2016 n. 546, nella parte in cui prevede l’ammissione ai corsi dei soli studenti che abbiano conseguito una soglia minima di punteggio pari a 20 anche nell’ipotesi di mancata integrale copertura dei posti programmati.

Ciò posto, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e) del CPA, quale effetto conformativo della presente sentenza, va disposto quanto segue:

– il Ministero resistente, con riferimento ad ogni singolo ricorrente, provvederà a verificare la sussistenza di posti disponibili (nell’aliquota di quelli riservati ai cittadini extracomunitari) presso le singole Università richieste da ognuno dei ricorrenti, in ordine di priorità;

– laddove sussistano posti disponibili, si dovrà procedere allo scorrimento integrale della graduatoria (partendo dall’Università chiesta dal singolo ricorrente in ordine di priorità), verificando dapprima se coloro che precedono i ricorrenti nella relativa graduatoria sono ancora interessati all’immatricolazione presso quella sede;

– solo in caso di mancata conferma dell’interesse da parte degli studenti extracomunitari che precedono i singoli ricorrenti nella relativa graduatoria di merito, si provvederà ad attribuire ai singoli ricorrenti il posto vacante presso le Università indicate dagli stessi in ordine di priorità.

4. Le spese di giudizio possono essere compensate tra le parti, in ragione della peculiarità della vicenda e dell’analogo esito dei contenziosi richiamati nel punto precedente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati nei sensi e limiti di cui in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 […]

 

 

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