Remunerazione prestazioni ambulatoriali

Consiglio di Stato sentenza n. 5968 2 dicembre 2014

L’art. 112, comma 1, del c.p.a. impone invero a tutte le parti l’obbligo di dare esecuzione ai provvedimenti del giudice, e ciò soprattutto per la Pubblica Amministrazione, in un’ottica di leale ed imparziale esercizio del munus publicum e in esecuzione dei principi costituzionali scanditi dall’art. 97 Cost. e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (ove il diritto alla esecuzione della pronuncia del giudice è considerato quale inevitabile e qualificante completamento della tutela offerta dall’ordinamento in sede giurisdizionale).

Ne consegue l’esigenza di dare esecuzione secondo buona fede alla decisione giurisdizionale amministrativa per cui la Pubblica Amministrazione ha il dovere di soddisfare la pretesa del ricorrente vittorioso e di non frustrare la sua legittima aspettativa con comportamenti comunque elusivi, in contrasto, nella prospettiva pubblicistica, con il principio costituzionale del buon andamento e, in quella privatistica, con i principi di correttezza e buona fede, specie quando è la stessa Amministrazione a eseguire la decisione del giudice, anche al fine della certezza dei rapporti giuridici nel tempo ed evitando che il comportamento elusivo si trasformi in una denegatio iustitiae.

 

Consiglio di Stato sentenza n. 5968 2 dicembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

1. La Sezione, con sentenza n. 113 del 5 dicembre 2013 depositata il 15 gennaio 2014, ha accolto in parte l’appello proposto dalla società Omissis  s.p.a., con sede in Roma, struttura sanitaria privata operante nella Regione Lazio e accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale per l’erogazione di prestazioni specialistiche di ambulatorio, di ricovero e day hospital, annullando in parte la deliberazione n. 143 del 22 marzo 2006 con cui la Giunta Regionale ha disposto la ripartizione del fondo sanitario regionale 2006, il finanziamento del livello assistenziale ospedaliero e la definizione del sistema di remunerazione delle prestazioni ospedaliere, di assistenza riabilitativa territoriale e di assistenza specialistica ambulatoriale dei soggetti pubblici e privati per il 2006.

Il Collegio ha ritenuto quella deliberazione illegittima perché viziata dai lamentati difetti di istruttoria e di motivazione per la parte di interesse della società appellante, in particolare per quanto concerne il dedotto errore sul metodo e sui calcoli del volume/numero delle prestazioni del triennio 2003-2205, e quindi della produzione e della fatturazione delle prestazioni per il 2006 base 2005, con conseguente illegittimità, pro parte e in via derivata, delle successive determinazioni regionali applicative della stessa deliberazione.

La Regione invero ha attribuito alla struttura un budget per il 2006 connesso a n. 15.667 prestazioni annuali di Risonanza magnetica rapportate al volume/numero delle prestazioni nel triennio erroneamente determinato dalla Regione, che in tale operazione ha mancato di analizzare e approfondire in concreto l’esattezza dei dettagliati dati forniti dalla società e non esplicitamente e specificatamente contraddetti dalla Regione, che si è limitata ad affermazioni e dati di carattere generale ed assertivo.

2. L’Omissis s.p.a., con atto notificato il 1° agosto 2014 e depositato il 6 agosto 2014, ha proposto ricorso per ottemperanza ex art. 112 e ss. c.p.a., facendo presente di aver notificato, per l’esecuzione, la predetta sentenza alla Regione Lazio e alla A.S.L. RM E in data 14 gennaio 2014, fornendo anche il dettaglio delle somme asseritamente spettanti per ogni annualità fino al 2013.

Non avendo quindi la Regione dato alcun riscontro si chiede con il presente ricorso di ordinare alla Regione stessa e al Commissario straordinario-Presidente della Regione nominato nel 2013 dal Governo l’ottemperanza e l’esecuzione della sentenza de qua, ivi compresa la nomina di un Commissario ad acta ex art. 114 c.p.a..

3. Il Commissario straordinario per la Sanità della Regione Lazio si è costituito con mero atto formale dell’Avvocatura generale dello Stato depositato il 5 settembre 2014.

3. La Regione Lazio si è costituita con mero atto formale depositato il 17 settembre 2014.

5. La causa, nella camera di consiglio del 20 novembre 2014, è stata trattenuta in decisione.

61. Il ricorso è fondato per le considerazioni che seguono.

6.2. Sul piano generale la Sezione, in materia di ottemperanza al giudicato, intende uniformarsi alla giurisprudenza ormai consolidatasi in proposito (cfr., fra le altre, Ad. Plen. n. 2/2013; III nn. 2690 e 5519/2012, 3482 e 5040/2014), che ammette il ricorso di cui trattasi in quanto volto a realizzare la certezza e l’effettività della tutela giurisdizionale con il conseguimento dell’utilità connessa in concreto alla pretesa attivata e al conseguente giudicato ormai costituitosi.

Il dictum del giudice quindi non può non essere vincolante nei confronti dell’azione amministrativa, secondo anche l’orientamento interpretativo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la quale l’Amministrazione, in sede di esecuzione di una decisione esecutiva del giudice amministrativo, non può rimettere in discussione quanto accertato in sede giurisdizionale (in questo senso, cfr. C.E.D.U., 18 novembre 2004, Zazanis c. Grecia).

L’art. 112, comma 1, del c.p.a. impone invero a tutte le parti l’obbligo di dare esecuzione ai provvedimenti del giudice, e ciò soprattutto per la Pubblica Amministrazione, in un’ottica di leale ed imparziale esercizio del munus publicum e in esecuzione dei principi costituzionali scanditi dall’art. 97 Cost. e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (ove il diritto alla esecuzione della pronuncia del giudice è considerato quale inevitabile e qualificante completamento della tutela offerta dall’ordinamento in sede giurisdizionale).

Ne consegue l’esigenza di dare esecuzione secondo buona fede alla decisione giurisdizionale amministrativa per cui la Pubblica Amministrazione ha il dovere di soddisfare la pretesa del ricorrente vittorioso e di non frustrare la sua legittima aspettativa con comportamenti comunque elusivi, in contrasto, nella prospettiva pubblicistica, con il principio costituzionale del buon andamento e, in quella privatistica, con i principi di correttezza e buona fede, specie quando è la stessa Amministrazione a eseguire la decisione del giudice, anche al fine della certezza dei rapporti giuridici nel tempo ed evitando che il comportamento elusivo si trasformi in una denegatio iustitiae.

6.3. Nella fattispecie, il ricorso in epigrafe si inserisce in detto contesto perché è volto di certo a conseguire l’effettività della sentenza di cui trattasi e ad accertare l’inadempimento e l’inerzia della Regione a fronte di un giudicato di accoglimento dell’appello che, nell’annullare in parte la deliberazione regionale n. 143/2006 in presenza di oggettivo erroneo calcolo da parte dell’Amministrazione, rimetteva chiaramente alla stessa l’obbligo di riattivare la procedura della determinazione del budget per il 2006 base 2005, e conseguentemente per gli anni seguenti, in capo alla società ricorrente adottando i provvedimenti in tal senso necessari.

Orbene, nel caso di specie emerge palesemente che la sentenza, chiara e argomentata, non si prestava a interpretazioni di sorta richiedendo da parte della Regione una mera iniziativa, di agevole realizzazione, volta a correggere il ridetto calcolo del budget come motivato dal giudice.

La Regione, nonostante le richieste della società ricorrente, è rimasta del tutto inerte, per cui si appalesa evidente e ingiustificata la mancata esecuzione della citata sentenza n. 6046/2013; solo nel corrente mese di novembre, secondo quanto riferito dal legale della Regione in udienza, sarebbe intervenuto un incontro informale con una richiesta di parere al Commissario in relazione ai calcoli da rinnovare anche per gli anni successivi al 2006 definiti non agevoli.

7. Ciò premesso il ricorso in epigrafe va accolto, con l’obbligo per la Regione e il Commissario straordinario di riattivare e concludere, entro 60 giorni dalla notifica o comunicazione della presente pronuncia, la procedura per la ridefinizione e riassegnazione del budget per il 2006, e seguenti, a favore della società ricorrente nei sensi di cui alla ridetta sentenza n. 6046/2013, adottando quindi, secondo le rispettive competenze, i necessari atti deliberativi emendati dai vizi di legittimità censurati da questa Sezione con la sentenza stessa.

In caso di ulteriore inerzia, si dispone fin da ora la nomina di un Commissario ad acta nella persona del Prefetto di Roma o suo funzionario delegato, che procederà, entro il termine di 60 giorni dal ricevimento dell’istanza in proposito presentata dalla ricorrente, agli stessi adempimenti avvalendosi degli uffici della Regione e del Commissario straordinario con spese a carico degli stessi, trasmettendo altresì copia degli atti relativi al presente giudizio di ottemperanza alla Procura della Corte dei Conti per quanto di competenza.

Tenuto conto del tempo trascorso e del comportamento della Regione e del Commissario straordinario, solo formalmente costituitisi, le spese del presente giudizio seguono la soccombenza come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso in ottemperanza, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, dispone la rinnovazione della precedente procedura di definizione e assegnazione del budget 2006, e successivi, a favore della società ricorrente nei termini di cui in motivazione.

In caso di ulteriore inerzia è nominato fin da ora Commissario ad acta il Prefetto di Roma o funzionario delegato per procedere agli stessi adempimenti come in motivazione e valutare quindi se ricorrano i presupposti per l’invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti.

Condanna in solido le due controparti costituite al pagamento delle spese di giudizio da liquidarsi in € 3000,00 (tremila), oltre agli accessori dovuti per legge, a favore della società ricorrente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 novembre 2014 […]

 

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