Retrocessione totale e competenza del giudice amministrativo, Tar Calabria sentenza n. 990 16 maggio 2019: giurisdizione esclusiva ex art. 133 co. 1 lett. g c.p.a. anche se la richiesta è stata proposta in via autonoma

In presenza di una controversia che involga la retrocessione totale di un fondo, la potestas dedicendi del g.a., in funzione di giurisdizione esclusiva di cui all’art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a., sussisterà non solo, come già affermato in passato, se la richiesta di retrocessione totale sia avanzata nello stesso giudizio innanzi al g.a. in uno alla domanda di retrocessione parziale ma anche ove proposta in via autonoma.

Vedi anche:

giurisdizione esclusiva

Retrocessione

 

Tar Calabria sentenza n. 990 16 maggio 2019

…In punto di giurisdizione giova premettere che il g.o. originariamente adìto ha declinato la propria cognizione sulla controversia, in forza della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, n. 1092 del 18.01.2017.

La richiamata decisione si è collocata in soluzione di continuità rispetto al costante orientamento interpretativo, che assegna alla potestas iudicandi del g.o. le vicende che involgono la retrocessione totale di cui agli artt. 63 L. n. 2359/1865 e 46 D.P.R. n. 327/2001.

In particolare, il giudice del riparto ha ritenuto ascrivibili alla giurisdizione esclusiva del g.a., ex art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a., non solo le controversie riguardanti la retrocessione parziale, stante la posizione soggettiva di interesse legittimo in capo al privato, ma anche quelle inerenti alla mancata retrocessione totale del bene, acquisito mediante decreto di esproprio, nonostante la sopravvenuta decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, attesa, pur a fronte di posizioni di diritto soggettivo, la riconducibilità mediata del comportamento della p.a. all’esercizio del potere amministrativo.

Sebbene si registri una successiva decisione della Suprema Corte, che si conforma al diverso e tradizionale orientamento interpretativo (Corte di Cassazione, Sez. II, 17 ottobre 2017, n. 24485), l’innovativa opzione ermeneutica è stata ribadita in via incidentale da altra ordinanza delle Sezioni Unite, in cui è statuito che “in tema di espropriazione per pubblica utilità, sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. g), dell’all. 1 al d. lg. n. 104 del 2010, allorquando il comportamento della P.A., cui si ascrive la lesione, sia la conseguenza di un assetto di interessi conformato da un originario provvedimento ablativo, legittimo o illegittimo, ma comunque espressione di un potere amministrativo (in concreto) esistente, cui la condotta successiva si ricollega in senso causale. Pertanto, poiché, diversamente dalla mancata retrocessione del fondo occupato, l’eventuale usucapione della proprietà di quest’ultimo non è immediatamente riconducibile al pregresso esercizio del potere espropriativo, ma ne costituisce una conseguenza meramente occasionale …, il relativo suo accertamento appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario” (Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 11 luglio 2017, n. 17110).

Sulla scorta del revirement operato in argomento dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, pertanto, in presenza di una controversia che involga la retrocessione totale di un fondo, la potestas dedicendi del g.a., in funzione di giurisdizione esclusiva di cui all’art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a., sussisterà non solo, come già affermato in passato, se la richiesta di retrocessione totale sia avanzata nello stesso giudizio innanzi al g.a. in uno alla domanda di retrocessione parziale (ex multis, Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 27 gennaio 2014, n. 1520) ma anche ove proposta in via autonoma.

  1. Tanto chiarito, il ricorso è fondato nei limiti di seguito specificati.

5.1. Giova osservare che, in base a consolidati assunti interpretativi, “la retrocessione totale, prevista dalla Legge n.2359 del 1865, art. 63, … si ha quando l’opera pubblica non sia stata eseguita, e siano decorsi i termini a tale uopo concessi o prorogati, e la retrocessione parziale, prevista dagli artt. 60 e 61 della medesima legge … si ha quando dopo l’esecuzione totale o parziale dell’opera alcuni dei fondi espropriati non abbiano ricevuto la prevista destinazione: mentre nel primo caso il diritto soggettivo alla retrocessione, …, sorge automaticamente per effetto della mancata realizzazione dell’opera, e quindi a prescindere da qualsiasi valutazione discrezionale dell’Amministrazione, nel secondo caso esso nasce solo se ed in quanto l’Amministrazione, nel compimento di una valutazione discrezionale, in ordine alla quale il privato è titolare di un mero interesse legittimo, abbia dichiarato che quei fondi più non servono all’opera pubblica” (ex plurimis, Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 5 giugno 2008, n. 14826; Consiglio di Stato, Sez. IV, 6.08.2013, n. 4131).

Trasponendo il rammentato principio ermeneutico alla fattispecie in esame, risulta che sul terreno espropriato nel lontano 1986 non è mai stata realizzata l’opera pubblica programmata, cioè l’edificazione dell’edificio comunale, peraltro poi trasferito presso una distinta struttura, né, ancora, il fondo è mai stato utilizzato in conformità al fine pubblico per il quale era stata attivata la procedura ablatoria.

Sussistono pertanto i presupposti per la restituzione dell’immobile agli originari proprietari, in base all’art. 63 L. n. 2359/1865, ratione temporis applicabile al caso di specie, giusta l’art. 57, comma 1, D.P.R. n. 327/2001….

 

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