Richiesta protezione internazionale, trasferimento in altro Stato, contestazione: giurisdizione amministrativa

Consiglio di Stato sentenza n. 4685 9 ottobre 2015

Nel caso di un provvedimento che non nega il permesso di soggiorno, ma si limita a disporre il trasferimento in altro Stato dello straniero richiedente protezione internazionale e quest’ultimo contesta la sussistenza dei presupposti per il detto trasferimento e la conseguente competenza dello Stato italiano, si versa in materia di interesse legittimo, contestandosi l’attribuzione del potere esercitato e la sussistenza dei presupposti del suo esercizio, cosicché deve ritenersi sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo.

Consiglio di Stato sentenza n. 4685 9 ottobre 2015

[…]

Premesso il contenuto dell’atto di appello, da intendersi richiamato integralmente;

Considerato che con la sentenza in epigrafe è stato dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendosi che i provvedimenti che negano il permesso di soggiorno per protezione internazionale (da quella diretta al conseguimento della protezione maggiore fino a quella residuale di cui al richiamato art. 5, comma 6, del D. Lgs n. 286/1998) rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la posizione giuridica azionata dall’interessato avrebbe consistenza di diritto soggettivo;

Ritenuto, viceversa, in punto di fatto, che il provvedimento impugnato non nega il permesso di soggiorno, ma si limita a disporre il trasferimento in Norvegia dell’appellante, richiedente protezione internazionale, che contesta la sussistenza dei presupposti per il detto trasferimento e la conseguente competenza dello Stato italiano;

Ritenuto, pertanto, che si versa in materia di interesse legittimo, contestandosi l’attribuzione del potere esercitato e la sussistenza dei presupposti del suo esercizio, cosicché deve ritenersi sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo;

Ritenuto altresì di dover accogliere l’istanza di revoca dell’ordinanza cautelare di questa Sezione n. 2365 del 28.5.2015, che ha fissato anche al 1° ottobre 2015 la trattazione del ricorso in udienza pubblica;

Ritenuto, pertanto, ai sensi dell’art. 105, comma 1, cod. proc. amm. che la causa vada rimessa al primo giudice per la trattazione e che, ai sensi del comma 3 del citato art. 105, le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione della presente sentenza;

Ritenuto, altresì, di compensare le spese di giudizio, in considerazione delle questioni trattate;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo e ai sensi dell’art. 105, comma 1, rimette la causa al TAR Puglia, Sezione staccata di Lecce.

Le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della presente sentenza.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all’oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi dell’appellante manda alla Segreteria di procedere all’annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 settembre 2015 […]

 

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