Ricorso concorso scuola 2016 non abilitati (docenti non Itp), Tar Lazio sentenza n. 10902 31 ottobre 2017: respinto, richiamando le conclusioni della sentenza 6510 2016

Ricorso concorso scuola 2016 non abilitati (docenti non Itp): Tar Lazio sentenza n. 10902 31 ottobre 2017 respinge le domande degli insegnanti non abilitati

…Viste le proprie sentenze n.6510/2016* sulla base dei cui assunti deve essere respinto il ricorso nei confronti di tutti i ricorrenti…

 

 

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Tar Lazio sentenza n. 10902 31 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento

del decreto… “buona scuola” – d.m. n.106 del 23.02.2016 – …

[…]

FATTO e DIRITTO

Viste le proprie sentenze n.6510/2016* sulla base dei cui assunti deve essere respinto il ricorso nei confronti di tutti i ricorrenti, esclusi i ricorrenti  Omissis e  Omissis, per i quali valgono le considerazioni che seguono;

[…]

Considerato che il ricorso deve essere respinto per tutti i ricorrenti tranne per quelli ITP, e che le spese di lite possono essere, per tale ragione, compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge nei sensi di cui in motivazione, e lo accoglie per i soli ricorrenti  Omissis e  Omissis, parimenti secondo quanto in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 28 febbraio 2017 […]

 

* Per maggior chiarezza si riporta un estratto della sentenza breve n. 6510 06 giugno 2016 richiamata dai giudici:

…per l’annullamento

del bando di concorso finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado…

… Considerato:

che parte ricorrente non risulta pacificamente in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, richiesta in applicazione del disposto dell’articolo uno, comma 110 della legge numero 107/ 2015 a norma della quale alle procedure concorsuali di cui all’articolo 400 del testo unico numero 297 del 1994 possono accedere esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento;

che tuttavia ritiene di poter comunque partecipare in ragione di tre distinte legittimazioni, così enunciabili:

o perché l’accesso alle procedure concorsuali riservato agli abilitati era già previsto dall’articolo 402 del testo unico, ma tale previsione doveva necessariamente essere raccordata con un regime derogatorio finalizzato alla salvaguardia dei vecchi percorsi di studio utili per accedere al concorso a cattedre, sicché la clausola che avrebbe dovuto consentire ai candidati di partecipare, insieme ai docenti abilitati, al primo concorso da bandire dopo il passaggio al sistema universitario di abilitazione all’insegnamento prevista dal decreto interministeriale numero 460 del 1998, all’articolo due, comma due, non risulterebbe mai scattata;

o perché i precari con oltre 36 mesi di servizio avrebbero maturato un titolo in senso lato abilitante alla partecipazione al concorso a cattedre anche solo come strumento per sanare l’abuso perpetuato per oltre un decennio dal ministero con la reiterata stipula di contratti a termine;

o perché la ricorrente, in possesso di titolo valido per l’accesso all’insegnamento e di un’esperienza di insegnamento di almeno tre anni, può considerarsi a tutti gli effetti in possesso di un titolo professionale abilitante ai sensi delle direttive numero 2005/36, e 2013/ 55 così come recepita nel nostro ordinamento dal decreto legislativo 6 novembre 2007 numero 206 e dal decreto legislativo numero 15 del 2016;

ritenuto:

che è la ricorrente stessa a riconoscere che l’ultimo corso di abilitazione ordinamentale con tirocinio formativo attivo è stato bandito con decreto interministeriale 312 del 16 maggio 2014, vale a dire un anno prima dell’entrata in vigore della legge 107 del 2015, con ciò sostanzialmente smentendo che la stessa non avrebbe potuto conseguire il titolo richiesto;

che peraltro nessuna violazione del principio dell’affidamento potrebbe essere invocata, competendo al legislatore la modifica di precedenti requisiti legittimanti, e ciò non solo per il futuro, come dedotto, le quante volte, per esempio, vengano coinvolti principi ormai pacifici di assestamento delle finanze pubbliche di cui all’articolo 81 della costituzione, il cui rispetto consente alla corte costituzionale persino di disporre l’efficacia della pronuncia di incostituzionalità ex nunc, e non con effetto retroattivo come normalmente deve avvenire;

che in ogni caso nessun rilievo giuridico può naturalmente essere attribuito a conferenze stampa di autorità politiche o documenti illustrati in tali occasioni, perché pacificamente privi di qualsivoglia valore giuridico di fonte dell’ordinamento;

che dunque la prima condizione legittimante deve essere esclusa;

che non è esatto affermare che la procedura in essere sia volta alla straordinaria stabilizzazione dei precari della scuola, dovendosi invece ritenere trattarsi di concorso pubblico per accesso all’insegnamento e non di concorso riservato al personale già in servizio o che abbia già svolto servizio come docente precario; del resto è proprio la ridetta considerazione, tra l’altro, che ha condotto la sezione a sollevare la questione di costituzionalità della disposizione escludente il personale già in servizio, proprio perché non si tratta di concorso riservato (cfr. ord.n.4343/2016, e le considerazioni ivi contenute: …” il disposto di cui all’ultima parte del comma 110 e di cui trattasi si riferisce, per come è testualmente formulato e per il suo posizionamento all’interno della disposizione legislativa in questione, in via generale, a tutti “i concorsi pubblici per titoli ed esami” finalizzati al reclutamento del personale docente della scuola “a decorrere dal concorso pubblico di cui al comma 114” e, pertanto, si caratterizza per essere una disposizione di carattere generale e destinata a operare a pieno regime sin da subito e senza limiti temporali finali di riferimento, e, pertanto, applicabile anche ad eventuali futuri concorsi pubblici per titoli ed esami i quali possano svolgersi in un arco temporale in cui le cd. G.A.E. si siano oramai già definitivamente esaurite, e quindi non vi sia più la possibilità di attingere direttamente alle stesse ai fini delle immissioni in ruolo, procedura precipuamente finalizzata all’assorbimento del predetto precariato nella scuola pubblica, atteso che il precedente comma 109 dispone, al riguardo, che “Fermo restando quanto previsto nei commi da 95 a 105, nel rispetto della procedura autorizzatoria di cui all’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della scuola statale avviene con le seguenti modalità:

a) mediante concorsi pubblici nazionali su base regionale per titoli ed esami ai sensi dell’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo. …; …

c) per l’assunzione del personale docente ed educativo, continua ad applicarsi l’articolo 399, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, fino a totale scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento; …”;

– la trasformazione delle graduatorie permanenti in altre a esaurimento e di cui all’art. 1, comma 605, lett. c), della legge n. 296 del 2006, ha inteso, infatti, proprio consentire, da un lato, l’assorbimento del precariato storico dei docenti della scuola come, peraltro, espressamente riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale al riguardo (cfr., nei termini, Corte Cost. n. 41/2011, specificatamente al par. 3.2) nonché, dall’altro, riportare alla più rigorosa selezione concorsuale (attraverso una procedura pubblica che deve essere pertanto tendenzialmente aperta a tutti coloro che siano in possesso dei relativi titoli professionali di ammissione);”( fin qui la citata ordinanza);

che conseguentemente la sentenza 26.11.2014 più volte citata in ricorso, con cui la corte di giustizia dell’unione europea ha riconosciuto la illegittimità dell’assunzione a mezzo di reiterate supplenze annuali su organico di diritto, considerando invece legittime le supplenze temporanee o brevi in ragione di esigenze di flessibilità del sistema scolastico, non risulta utile a sostenere la tesi ricorsuale, posto che la clausola relativa alle misure di prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato ( cinque, punto 1, lettera a) dell’accordo quadro allegato alla direttiva n.1999/70 CE) impedisce esclusivamente la reiterazione immotivata, interpretandosi nel senso che “osta a una normativa nazionale che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali”( punto 120 della sentenza citata), sicchè a legittimare il procedimento risulta sufficiente che sia assicurata la certezza del tempo del procedimento;

che pertanto anche la seconda condizione legittimante non sussiste;

che la tesi secondo la quale, ai sensi della direttiva 2005/36/CE, qualsiasi esperienza professionale di durata perlomeno triennale è assimilata a titolo formativo abilitante, sicché sarebbe sufficiente l’insegnamento già prestato dalla ricorrente a legittimare la partecipazione al concorso, non può essere accolta affermandosi la natura dell’abilitazione di mero titolo culturale finalizzato al conseguimento di una specializzazione o aggiornamento professionale;

che difatti anche il titolo conseguito all’estero necessita di apposito procedimento di riconoscimento da parte del MIUR, il cui valore costitutivo e non meramente ricognitivo esclude proprio quell’automatismo considerato sussistente dalla ricorrente;

che conseguentemente nemmeno la terza condizione legittimante risulta esistente;

[…]

che il ricorso deve dunque essere respinto, pur potendosi disporre la compensazione delle spese del giudizio fra le parti costituite, attesa la assoluta novità della questione;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 aprile 2016 […]

 

 

Precedente Concorso scuola non abilitati all’insegnamento alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso per la copertura di posti scuole secondarie di primo e secondo grado, Tar Lazio sentenza n. 10903 31 ottobre 2017 annulla decreto buona scuola (D.D.G. 23 febbraio 2016 n 106): obbligo amministrazione prove suppletive per Itp non abilitati Successivo Permesso di soggiorno extracomunitari, Consiglio di Stato sentenza n. 5040 31 ottobre 2017: richiesta per lavoro subordinato in mancanza di reddito minimo, diniego illegittimo se Questura non ha valutato (ex art. 5 co. 9 d.lgs. 286 1998) possibilità rilascio per motivi familiari in caso di convivenza evidente e dichiarata dello straniero