Ricorso ottemperanza, Consiglio di Stato sentenza n. 5824 11 dicembre 2017 sul procedimento per l’ottemperanza (art 114 cod. proc. amm.): il ricorso deve essere notificato, oltre che all’amministrazione tenuta ad eseguire il giudicato, anche a tutte le altre parti formali del giudizio di cognizione, che potrebbero avere un interesse contrario all’ottemperanza

Ricorso ottemperanza, Consiglio di Stato sentenza n. 5824 11 dicembre 2017:

La norma di cui all’art. 114, comma 1, del c.p.a., laddove dispone che “L’azione si propone … con ricorso notificato alla pubblica amministrazione e a tutte le altre parti del giudizio definito dalla sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta”, va intesa nel senso che il ricorso dev’essere notificato, oltre che all’amministrazione tenuta ad eseguire il giudicato, anche a tutte le altre parti formali del giudizio di cognizione, che potrebbero avere un interesse contrario all’ottemperanza.

…Nel caso di specie, non vi era onere di evocare in giudizio anche il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Roma, in quanto…la condanna al risarcimento del danno era stata pronunciata soltanto nei confronti dell’ANAS, cosicché “le altre parti del giudizio” di cognizione non vantavano alcun interesse contrapposto all’ottemperanza, non potendo subire da essa alcun pregiudizio (Cons. Stato, Sez. VI, 5/5/2016, n. 1781)….

[Col primo motivo di gravame l’appellante deduceva “che l’impugnata sentenza sarebbe nulla perché, in violazione dell’art. 114, comma 1, del c.p.a., pronunciata senza ordinare l’integrazione del contradditorio nei confronti del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Roma, che erano stati parti del giudizio di cognizione definito con la sentenza ottemperanda.”]

 

L’art. 124, comma 1, del c.p.a., richiamato nella citata sentenza, prevede che: “Se il giudice non dichiara l’inefficacia del contratto dispone il risarcimento del danno per equivalente subito e provato”, mentre l’art. 34, comma 4, del medesimo c.p.a., dispone che: “In caso di condanna pecuniaria, il giudice può, in mancanza di opposizione delle parti, stabilire i criteri in base ai quali il debitore deve proporre a favore del creditore il pagamento di una somma …”.

Da ciò si ricava agevolmente che la fissazione dei criteri per la quantificazione del danno ha come suo necessario presupposto la previa “condanna pecuniaria” del debitore.

….Come riconosciuto dalla stessa appellante e come si desume dal ricorso di primo grado, l’Amministrazione Giudiziaria del Consorzio Stabile Omissis aveva chiesto la condanna dell’ANAS all’esecuzione della sentenza n. 3601/2016, e quindi non solo a quantificare il danno, ma anche a corrispondere quanto a tale titolo dovuto.

La mera quantificazione del danno da parte dell’odierna appellante non può, quindi, ritersi integralmente satisfattiva delle pretese dell’appellata, occorrendo all’uopo anche il concreto versamento di tutte le somme spettanti….

Ricorso ottemperanza, vedi anche:

Scrittura privata pagamento somme e giudizio di ottemperanza amministrativo

Giudizio di ottemperanza legge Pinto, legittimazione passiva

Risarcimento danno giudizio di ottemperanza

Giudizio di ottemperanza ordinanza assegnazione di un credito vantato nei confronti della PA: ammissibile

 

CdS sent. n. 5824 11 dicembre 2017

L’oggetto del giudizio

“per la riforma

della sentenza del T.A.R. Lazio – Roma, Sez. I ter, n. 2746/2017, resa tra le parti, concernente l’ottemperanza alla sentenza del TAR Lazio – Roma, n. 3601/2016 in materia di quantificazione del danno da mancata esecuzione di alcuni lavori.”

Il fatto e le contestazioni

“Con sentenza 23/3/2016, n. 3601, pronunciata in accoglimento del ricorso proposto dal Consorzio Stabile Omissis s.c. a r.l., il T.A.R. Lazio – Roma, ha accordato al ricorrente il risarcimento del danno da mancata esecuzione di un appalto di lavori, onerando l’A.N.A.S. s.p.a. – Compartimento della Viabilità per la Valle d’Aosta, della sua quantificazione, sulla base dei criteri ivi specificati.

Non avendo ottenuto le somme spettanti l’Amministrazione Giudiziaria del Consorzio Stabile Omissis s.c. a r.l. in liquidazione (subentrata nel rapporto processuale) ha agito in ottemperanza.

L’adito Tribunale amministrativo, con sentenza 23/2/2017, n. 2746, ha accolto il ricorso, ritendo che l’ANAS non potesse limitarsi a quantificare il danno da risarcire, ma dovesse provvedere anche a versare le somme a tale titolo dovute.

Ritendo la citata sentenza n. 2746/2017 erronea e ingiusta l’A.N.A.S. l’ha appellata, chiedendone l’annullamento.

Per resistere all’appello si sono costituiti in giudizio il Ministero dell’Interno, l’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Roma e l’Amministrazione Giudiziaria del Consorzio Stabile Omissis. […]”

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