Rinnovo licenza porto d’armi: art. 43 T.U.L.P.S. e riabilitazione

[Art. 43 T.U.L.P.S.

 Oltre a quanto è stabilito dall’art. 11 non può essere conceduta la licenza di portare armi:

a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;

b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;

c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.

La licenza può essere ricusata ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi.]

 

In tema di rinnovo della licenza del porto d’armi l’effetto preclusivo, vincolante ed automatico, proprio delle condanne penali di cui all’art. 43 T.U.L.P.S., viene parzialmente meno una volta intervenuta la riabilitazione e, più precisamente, viene meno l’automatismo mentre la condanna, per quanto remota e superata dalla riabilitazione, non perde la sua rilevanza in senso assoluto, ma perde l’automatismo preclusivo e può semmai essere posta a base di una valutazione discrezionale, che terrà conto di ulteriori elementi, quali diverse circostanze e non necessariamente di carattere penale ovvero la intrinseca gravità del reato.

 

Tar Toscana sentenza n. 1442 4 ottobre 2016

[…]

Premesso che:

– il ricorrente ha chiesto il rinnovo della licenza di porto armi per uso venatorio, che è stato rifiutato poiché risulta condannato per il reato di cui all’art. 882 c.p. (lesioni personali) il quale è compreso tra le fattispecie ostative al rilascio della licenza medesima previste dall’art. 43, comma primo, R.D. 18 giugno 1931 n. 773;

– l’odierno ricorrente ha quindi inoltrato ricorso gerarchico senza che nel termine di legge lo stesso venisse deciso e, allora, ha proposto il presente gravame, lamentando che l’intervenuta riabilitazione interromperebbe l’automatismo preclusivo e che il fatto di reato, consistente nell’avere provocato una lieve contusione al piede di un terzo, non avrebbe caratteristiche di gravità tali da giustificare una prognosi di pericolosità e comunque non sarebbe connesso all’uso delle armi;

– la validità della tesi sarebbe dimostrata dal fatto che, successivamente al fatto, ha tenuto una condotta irreprensibile e anzi ha conseguito diversi provvedimenti di rinnovo del porto armi;

Considerato che:

– il ricorrente risulta riabilitato con provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Firenze 5 febbraio 2016;

– questo Tribunale Amministrativo ha già statuito che in tema di rinnovo della licenza del porto d’armi l’effetto preclusivo, vincolante ed automatico, proprio delle condanne penali di cui all’art. 43 T.U.L.P.S., viene parzialmente meno una volta intervenuta la riabilitazione e, più precisamente, viene meno l’automatismo mentre la condanna, per quanto remota e superata dalla riabilitazione, non perde la sua rilevanza in senso assoluto, ma perde l’automatismo preclusivo e può semmai essere posta a base di una valutazione discrezionale, che terrà conto di ulteriori elementi, quali diverse circostanze e non necessariamente di carattere penale ovvero la intrinseca gravità del reato (T.A.R. Toscana II, 17 giugno 2016, n. 1003);

Ritenuto pertanto di accogliere il ricorso e di annullare i provvedimenti impugnati, restando impregiudicato il potere dell’Amministrazione di valutare il reato compiuto dal ricorrente quale fatto storico ai fini della prognosi di affidabilità nell’uso delle armi secondo i parametri sopracitati;

Ritenuto inoltre di compensare le spese processuali in ragione dell’incertezza giurisprudenziale in materia;

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 22 settembre 2016 […]

 

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