Riordino carriere forze di polizia, computo anzianità di servizio militare Tenente del Corpo tecnico dell’Esercito italiano ex art 43 legge 121 del 1981 dopo transito ruoli Polizia di Stato, Tar Lazio sentenza n. 10895 31 ottobre 2017: va riconosciuto

Riordino carriere forze di polizia l 121 1981, Tar Lazio sentenza n. 10895 31 ottobre 2017 su calcolo anzianità di servizio militare ex art 43 per chi transita nei ruoli di Polizia di Stato

…Giova osservare che il nuovo ordinamento dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, di cui alla legge 1° aprile 1981 n. 121, ha previsto l’istituzione della figura di funzionario direttivo e dirigente unica e che con D.P.R. 24 aprile 1982 n. 336, riguardo all’inquadramento nei ruoli della Polizia di Stato del personale che espleta le funzioni di polizia, è stato previsto all’art. 3 che «l’anzianità di servizio per i funzionari della pubblica sicurezza e per le ispettrici di polizia, viene determinata dalla data di nomina alla qualifica iniziale del ruolo di provenienza, e per gli ufficiali dalla data di nomina al grado di tenente”.

Giova rammentare che l’art. 43, comma 22, della legge 1° aprile 1981 n. 121 espressamente dispone che “Ai funzionari del ruolo dei Commissari ed equiparati della Polizia di Stato che abbiano prestato servizio senza demerito per 15 anni, è attribuito il trattamento economico spettante al primo dirigente” e che, ai fini della determinazione della predetta anzianità, deve essere considerato il servizio comunque prestato nella carriera direttiva (Cons. Stato, IV 19 ottobre 1994 n. 814).

Nel ribadire, quindi, che l’art. 43, della legge 1° aprile 1981 n. 121 si riferisce esclusivamente al servizio reso nella carriera direttiva e non a quello eventualmente svolto in qualifiche inferiori va conseguentemente affermato, ai fini del computo dell’anzianità oggetto dell’odierna pretesa, che può essere utilmente computato il servizio prestato nella carriera direttiva di attuale appartenenza o equiparata (cfr., ex multis, Cons. Stato, sez. IV, 23 gennaio 2002 n. 394 e sez. VI, 11 ottobre 1995 n. 1089; T.A.R. Veneto, 6 agosto 2003 n. 4155).

Orbene, al fine del decidere, decisiva valenza assume l’operatività della disposizione in questione limitata al pregresso servizio prestato nella carriera direttiva, tanto da rendere la pretesa sostanziale dedotta in giudizio suscettibile di riconoscimento a far data dal 2 settembre 2000, ossia dopo quindici anni dall’inquadramento del ricorrente nel grado di tenente delle Forze Armate rivestendo, difatti, all’atto del transito nei ruoli della Polizia di Stato, il grado di Tenente del Corpo tecnico dell’Esercito italiano a decorrere dal 2.9.1985, certamente assimilabile a posizione di carriera direttiva, in considerazione dei riferiti e reiterati interventi di omogeneizzazione stipendiale, finalizzati ad una tendenziale equiparazione dei compendi retributivi riconosciuti alle anzidette categorie di pubblici dipendenti.

In ragione del predetto quadro normativo deve affermarsi, nella fattispecie in esame, ai fini del riconoscimento del trattamento economico di cui al comma 22 dell’art. 43 della legge 121/1981, il computo delle anzianità maturate nella carriera direttiva ad opera del personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato, ovvero, maturate in gradi corrispondenti a posizioni dell’anzidetta carriera direttiva da parte degli appartenenti alle Forze Armate i quali si trovino a transitare nei ruoli della P.S. ( TAR Lazio, Sez. I ter, n. 444/2016).

Ne consegue, pertanto, per le considerazioni che precedono, che il ricorso deve essere accolto con annullamento della nota ministeriale nell’epigrafe indicata e con conseguente declaratoria del diritto del sig. Omissis al trattamento economico di cui al comma 22 dell’art. 43 della legge 1° aprile 1981 n. 121, a decorrere dal quindicesimo anno (2.9.2000) dall’inquadramento nell’Esercito nel grado di tenente corrispondente alla posizione di carriera direttiva della Polizia di Stato, con condanna dell’intimata Amministrazione al pagamento del trattamento economico corrispondente alla qualifica dirigenziale a far data dal 2 settembre 2000, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria a far data dalla scadenza dei singoli ratei sino all’effettivo soddisfo….

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Tar Lazio sentenza n. 10895 31 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento

del provvedimento del Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza del 20.12.2007 e per la condanna del Ministero intimato alla regolarizzazione del trattamento economico a far data dalla maturazione del suo diritto, nonché al pagamento delle relative somme, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria.

[…]

FATTO e DIRITTO

Con atto (n. 2592/2008) il sig. OMISSIS ha adito questo Tribunale per l’annullamento della nota ministeriale, in epigrafe indicata, che sull’istanza da lui proposta volta ad ottenere la valutazione del servizio prestato precedentemente alla sua nomina a direttore tecnico della Polizia di Stato, ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al decreto legge n. 157/2001, convertito dalla legge n. 250/2001, ha ritenuto rilevante la sola anzianità maturata nella carriera direttiva della Polizia di Stato, ossia l’anzianità di servizio ( 13 anni) maturata dalla data di decorrenza economica della sua nomina a direttore tecnico (2.9.1993), nonché, ai sensi del comma 2, del servizio prestato ( 15 anni) antecedentemente alla predetta data, e per la condanna dell’Amministrazione intimata alla regolarizzazione del trattamento economico corrispondente alla qualifica dirigenziale a far data dal 2 settembre 2000, ed al pagamento delle relative somme oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria a far data dalla scadenza dei singoli ratei sino all’effettivo soddisfo.

Richiama, in particolare, la disposizione di cui all’art. 43, comma 22 della legge n. 121/1981 a norma del quale “Ai funzionari di ruolo dei commissari ed equiparati della Polizia di Stato che abbiano prestato servizio senza demerito per quindici anni è attribuito il trattamento economico spettante al primo dirigente”.

Espone di essere risultato, dopo il suo ingresso nell’Esercito come allievo ufficiale nel 1982, vincitore del concorso per la nomina a tenente in servizio permanente effettivo nel ruolo del corpo tecnico dell’Esercito, con conseguente immissione in ruolo a far data dal 2 settembre 1985.

Afferma di esser transitato, a seguito di concorso, nei ruoli della Polizia di Stato in data 2 settembre 1993 nella qualifica di direttore tecnico e di aver prestato servizio, senza soluzione di continuità, nella Polizia di Stato conseguendo la qualifica di direttore tecnico.

Riferisce di aver chiesto in data 27.11.2007 al Ministero dell’interno il riconoscimento e la corresponsione, in applicazione della disposizione di cui all’art. 43, comma 22 della legge n. 121/1981, delle competenze maturate a decorrere dal 2 settembre 2000, ovvero dal compimento del quindicesimo anno (2.9.2000) decorrente dalla data (2.9.1985) del provvedimento di nomina nel grado di tenente dell’Esercito italiano.

Avverso il provvedimento ministeriale, in epigrafe indicato, il sig. Omissis ha dedotto le seguenti censure:

a) Violazione dell’art. 43, comma 22 della legge n. 121 del 1981, dell’art. 3 del d.p.r. n. 336/1982 e degli artt. 3, 36 e 97 della Costituzione; eccesso di potere sotto differenti profili, in ragione dell’illegittimo riconoscimento da parte dell’Amministrazione dell’interno del beneficio economico anzidetto solo a decorrere dal 2 settembre 2006, ovvero dopo tredici anni dalla data di inquadramento (2.9.1993) nella qualifica di direttore tecnico e non dalla data del provvedimento di nomina (2 settembre 1985) a tenente del Corpo tecnico dell’Esercito italiano.

Afferma, dunque, il proprio diritto a vedersi riconosciuto il trattamento economico di primo dirigente alla data del 2 settembre 2000, ovvero quindici anni dopo il suo inquadramento nel predetto grado di tenente dell’Esercito, in ragione del riconoscimento di quest’ultimo grado all’atto del transito nei ruoli della Polizia di Stato cui doveva conseguire, secondo la prospettazione attorea, anche riconoscimento del servizio prestato nell’Esercito nel grado di tenente tecnico ai fini della progressione di carriera.

Il ricorso è fondato e, pertanto, deve essere accolto.

Giova osservare che il nuovo ordinamento dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, di cui alla legge 1° aprile 1981 n. 121, ha previsto l’istituzione della figura di funzionario direttivo e dirigente unica e che con D.P.R. 24 aprile 1982 n. 336, riguardo all’inquadramento nei ruoli della Polizia di Stato del personale che espleta le funzioni di polizia, è stato previsto all’art. 3 che «l’anzianità di servizio per i funzionari della pubblica sicurezza e per le ispettrici di polizia, viene determinata dalla data di nomina alla qualifica iniziale del ruolo di provenienza, e per gli ufficiali dalla data di nomina al grado di tenente”.

Giova rammentare che l’art. 43, comma 22, della legge 1° aprile 1981 n. 121 espressamente dispone che “Ai funzionari del ruolo dei Commissari ed equiparati della Polizia di Stato che abbiano prestato servizio senza demerito per 15 anni, è attribuito il trattamento economico spettante al primo dirigente” e che, ai fini della determinazione della predetta anzianità, deve essere considerato il servizio comunque prestato nella carriera direttiva (Cons. Stato, IV 19 ottobre 1994 n. 814).

Nel ribadire, quindi, che l’art. 43, della legge 1° aprile 1981 n. 121 si riferisce esclusivamente al servizio reso nella carriera direttiva e non a quello eventualmente svolto in qualifiche inferiori va conseguentemente affermato, ai fini del computo dell’anzianità oggetto dell’odierna pretesa, che può essere utilmente computato il servizio prestato nella carriera direttiva di attuale appartenenza o equiparata (cfr., ex multis, Cons. Stato, sez. IV, 23 gennaio 2002 n. 394 e sez. VI, 11 ottobre 1995 n. 1089; T.A.R. Veneto, 6 agosto 2003 n. 4155).

Orbene, al fine del decidere, decisiva valenza assume l’operatività della disposizione in questione limitata al pregresso servizio prestato nella carriera direttiva, tanto da rendere la pretesa sostanziale dedotta in giudizio suscettibile di riconoscimento a far data dal 2 settembre 2000, ossia dopo quindici anni dall’inquadramento del ricorrente nel grado di tenente delle Forze Armate rivestendo, difatti, all’atto del transito nei ruoli della Polizia di Stato, il grado di Tenente del Corpo tecnico dell’Esercito italiano a decorrere dal 2.9.1985,certamente assimilabile a posizione di carriera direttiva, in considerazione dei riferiti e reiterati interventi di omogeneizzazione stipendiale, finalizzati ad una tendenziale equiparazione dei compendi retributivi riconosciuti alle anzidette categorie di pubblici dipendenti.

In ragione del predetto quadro normativo deve affermarsi, nella fattispecie in esame, ai fini del riconoscimento del trattamento economico di cui al comma 22 dell’art. 43 della legge 121/1981, il computo delle anzianità maturate nella carriera direttiva ad opera del personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato, ovvero, maturate in gradi corrispondenti a posizioni dell’anzidetta carriera direttiva da parte degli appartenenti alle Forze Armate i quali si trovino a transitare nei ruoli della P.S. ( TAR Lazio, Sez. I ter, n. 444/2016).

Ne consegue, pertanto, per le considerazioni che precedono, che il ricorso deve essere accolto con annullamento della nota ministeriale nell’epigrafe indicata e con conseguente declaratoria del diritto del sig. Omissis al trattamento economico di cui al comma 22 dell’art. 43 della legge 1° aprile 1981 n. 121, a decorrere dal quindicesimo anno (2.9.2000) dall’inquadramento nell’Esercito nel grado di tenente corrispondente alla posizione di carriera direttiva della Polizia di Stato, con condanna dell’intimata Amministrazione al pagamento del trattamento economico corrispondente alla qualifica dirigenziale a far data dal 2 settembre 2000, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria a far data dalla scadenza dei singoli ratei sino all’effettivo soddisfo.

Le spese di giudizio possono esser compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, nei sensi indicati in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 maggio 2017 […]

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