Ristrutturazione edilizia, Consiglio di Stato sentenza n. 559 26 gennaio 2018 in materia di qualificazione degli interventi di ristrutturazione edilizia

In materia di ristrutturazione edilizia si è pronunciato il Consiglio di Stato con sentenza n. 559 26 gennaio 2018:

Costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico diopere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti, le addizioni funzionali di nuovi elementi agli organismi edilizi esistenti, che non configurino nuovi organismi edilizi, ivi comprese le pertinenze.

Il caso di specie

…risulta pacifica la consistenza delle opere in contestazione, concernenti nella realizzazione di un ampliamento in muratura di un preesistente fabbricato avente dimensioni di mt. 5,00 di lunghezza, mt. 1,50 di larghezza e mt. 1,30 di altezza con annessa una scala in muratura lunga mt. 2,00 ed un plateatico in cemento coperto da maioliche ed avente una superficie di mq. 100,00 circa;…

…. nel caso di specie l’insieme sistematico di opere abbia una consistenza tale da costituire, non un restauro né un risanamento conservativo, quanto piuttosto una innovazione rispetto all’esistente, tramite la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti (cfr. in termini Consiglio di Stato, sez. IV, 1° marzo 2017, n. 937);…

Con riguardo al tema della ristrutturazione edilizia vedi anche:

Art 3 dpr 380 ristrutturazione edilizia a seguito di crollo (giurisprudenza 2017)

Tar Lazio sentenza n. 5662 del 10 maggio 2017

Altre sentenze di interesse:

Giurisprudenza condono edilizio

No sanatoria (ex art. 38 T.U. Edilizia) interventi eseguiti in base a titoli abilitativi mancanti ab origine

 

Consiglio di Stato sentenza n.  559 26 gennaio 2018

L’oggetto del giudizio

“per la riforma

della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE I quater, n. 8583/2011, resa tra le parti, concernente la demolizione di opere abusive;”

Il fatto e le contestazioni

“- rilevato che la presente controversia ha ad oggetto l’appello proposto nei confronti della sentenza con cui il Tar Lazio ha respinto il ricorso n. 9203 del 2005, proposto dall’odierno appellante avverso il provvedimento recante l’ordine di demolizione di opere abusive, realizzate in assenza di permesso di costruire, consistenti nell’ampliamento in muratura di un precedente fabbricato;

– considerato che con il presente appello l’originario ricorrente, in qualità di proprietario del bene, riproponeva i vizi sollevati in primo grado e respinti dal Tar, censurando le argomentazioni svolte dal giudice di prime cure;

– ritenuto che l’appello sia prima facie infondato, come evidenziato già in sede cautelare (cfr. ord.za 1414\2012); […]”

La decisione dei giudici

“- rilevato che…sia da reputare corretta la qualificazione posta a fondamento della sentenza appellata, con conseguente applicabilità della sanzione demolitoria in contestazione;”

Sulle spese

“- considerato che nulla vada disposto per le spese del secondo grado, a fronte della mancata costituzione dell’amministrazione appellata.”

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