Riti speciali nel processo amministrativo, rito appalti art 120 comma 2-bis, tutela cautelare, sentenza in forma semplificata (ex art 60 cpa)

Riti speciali nel processo amministrativo, rito appalti ex art 120 co. 2 bis, tutela cautelare: applicabile schema sentenza in forma semplificata ex articolo 60 codice del processo amministrativo.

Ammessa la tutela cautelare anche nel rito specialissimo ex art. 120, comma 2-bis, deve dedursi per l’applicabilità, anche in appello, dello schema circa l’esito processuale mediante sentenza ex art. 60 Cod. proc. amm..

 

Le concrete modalità di organizzazione ed espletamento del servizio di accreditamento di un evento internazionale di massima importanza diplomatica e politica qual è il G7 (tra l’altro necessitante di continue evoluzioni alla luce di immanenti e imperative esigenze, spesso non prevedibili a priori, di ordine politico, diplomatico e di speciale sicurezza) non consentono di assumere che detto servizio – richiedente all’evidenza una particolarissima competenza ed esperienza tecnica – possa considerarsi senz’altro assimilabile, anche per complessità, a un accredito generico per eventi di altro e ben inferiore livello.

 

…Conclusivamente, alla luce delle risultanze di causa, appare documentato che Omissis s.p.a. operava precipuamente nel settore della fornitura di servizi informatici, laddove l’attività di Omissis s.r.l. concerneva i tradizionali servizi di custodia e vigilanza armata.

Così stando le cose, va rilevato che non risulta dalla documentazione versata in atti che né Omissis, né l’associata Omissis avessero già svolto in precedenza una specifica attività di accreditamento del genere particolare di cui qui trattasi; né – la circostanza appare essenziale alla luce del particolarissimo contesto di riferimento della vicenda controversa – che avessero comunque già operato nello specifico ambito e livello politico-diplomatico sul quale viene precipuamente ad incidere la commessa oggetto di gara.

Risulta così carente di adeguato supporto argomentativo, specie alla luce dei motivati rilievi dell’appellante, la censurata deliberazione della commissione aggiudicatrice di proporre l’ammissione senza riserve di Omissis s.p.a. alla gara. Né appare persuasiva l’appellata decisione negativa del Tribunale amministrativo del Lazio, che sembra trascurare siffatte essenziali caratterizzazioni e circostanze….

N.B. Grassetto nostro

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Consiglio di Stato sentenza n. 1323 23 marzo 2017

[…]

per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE II n. 01356/2017, resa tra le parti, su ricorso RG n. 15567/16 della Omissis s.r.l per l’annullamento

– del provvedimento di cui al verbale n. 7 prot. 1794/DLS/2016 della commissione nominata da Consip (con atto 26 ottobre 2016 prot. 929/SAD/2016) per l’espletamento della procedura aperta suddivisa in quattro lotti, per la conclusione di quattro accordi quadro aventi ad oggetto l’erogazione dei servizi di progettazione, organizzazione, allestimento e gestione “chiavi in mano”, del Vertice dei Capi di Stato e di Governo, degli eventi Ministeriali e altri eventi a livello politico connessi all’anno di presidenza italiana del G7 nel 2017, nonché dei servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi a detti eventi – ID 1824 di cui al bando di gara pubblicato sulla G.U.U.E. n. S – 192 del 21 settembre 2016 e sulla G.U.R.I. n. 110 del 29 marzo 2016, nella parte in cui la commissione giudicatrice delibera di proporre alla Consip l’ammissione senza riserve della concorrente Omissis s.p.a. per il lotto 4 “Servizi di registrazione accreditamento e controllo accessi per gli eventi della presidenza italiana del G7 nel 2017 CIG 6801487C9E – Id Sigef 1824 – Codice CPV principale lotto 4:79716000-6l”, pubblicato in data 18 novembre 2016 dalla Consip in uno al “provvedimento che determina le ammissioni e le esclusioni ai sensi dell’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 50/2016”, nonché di tutti gli atti a quello preordinati, collegati e conseguenti;

[…]

Risulta dagli atti che l’appellante Omissis s.r.l. aveva partecipato alla procedura aperta per l’affidamento di servizi di registrazione accreditamento e controllo accessi per gli eventi della presidenza italiana del G7 nel 2017 (Lotto 4 – CIG 6801487C9E – Id. Sigef 1824 – Codice CPV principale lotto 4: 79716000-6), gestita da CONSIP s.p.a. per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il bando di gara – in ragione della particolare esperienza e professionalità richieste agli operatori specializzati nella gestione di eventi di tal genere, di rilevanza mondiale – prevedeva innanzitutto, quale requisito di ammissione, una rilevante capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale ad hoc, data, in particolare, dall’aver realizzato, in precedenza, un fatturato di almeno 200.000 euro per la prestazione degli specifici servizi oggetto di gara (nel caso che qui interessa, ossia per il Lotto 4, si trattava dei “servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi” – cfr. Bando di gara, p.to III.1.2.c).

All’esito delle procedure di gara, Omissis s.r.l. si collocava al secondo posto in graduatoria (nonostante avesse ottenuto il maggior punteggio tecnico), mentre aggiudicataria risultava la società Omissis s.p.a., che aveva effettuato dei forti ribassi su tutte le voci di spesa.

Omissis s.r.l. presentava così – ex art. 120, comma 2-bis, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 – ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio (depositato il 29 dicembre 2016) per l’annullamento del provvedimento di cui al verbale n. 7 prot. 1794/DLS/2016 della commissione nominata da Consip (con atto 26 ottobre 2016 prot. 929/SAD/2016) per l’espletamento della procedura aperta suddivisa in quattro lotti, per la conclusione di quattro accordi quadro aventi ad oggetto l’erogazione dei servizi di progettazione, organizzazione, allestimento e gestione “chiavi in mano”, del Vertice dei Capi di stato e di Governo, degli eventi Ministeriali, e altri eventi a livello politico connessi all’anno di presidenza italiana del G7 nel 2017, nonché dei servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi a detti eventi – ID 1824 di cui al bando di gara pubblicato sulla G.U.U.E. n. S – 192 del 21 settembre 2016 e sulla G.U.R.I. n. 110 del 29.3.2016, nella parte in cui la commissione giudicatrice delibera di proporre alla Consip l’ammissione senza riserve della concorrente Omissis Spa per il lotto 4 “Servizi di registrazione accreditamento e controllo accessi per gli eventi della presidenza italiana del G7 nel 2017 CIG 6801487C9E – Id Sigef 1824 – Codice CPV principale lotto 4:79716000-6l”, pubblicato in data 18 novembre 2016 dalla Consip in uno al “provvedimento che determina le ammissioni e le esclusioni ai sensi dell’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 50/2016”, nonché di tutti gli atti a quello preordinati, collegati e conseguenti;

Il Tribunale amministrativo del Lazio, così adito da Omissis s.r.l., ha deciso il gravame in esito alla camera di consiglio cautelare del 25 gennaio 2017, con sentenza (in forma semplificata ex art. 60 del Codice del processo amministrativo) 26 gennaio 2017, n. 1356.

Il primo giudice riteneva infondate le censure di Omissis s.r.l. per un’unica, assorbente ragione: “Considerato che – sebbene l’attività di “accreditamento” in cui la società controinteressata può vantare una pregressa esperienza, non coincida esattamente con quella di “accreditamento per eventi” – tuttavia, dall’esame della documentazione in atti, il servizio in questione non appare dissimile, per le modalità di espletamento, da quello oggetto dell’affidamento in esame, potendo quindi rientrare nella consolidata nozione di “servizi analoghi””.

Omissis s.r.l., appellava con ricorso depositato il 10 febbraio 2017, corredato di istanza di misura cautelare presidenziale. Questa veniva concessa con decreto 11 febbraio 2017 al fine di mantenere integra la valutazione “nella competente sede collegiale [del]la questione se la società Omissis e l’ausiliaria Omissis fossero effettivamente in possesso dei requisiti di ordine oggettivo richiesti dalla lex specialis di gara in relazione alle pregresse esperienze in materia di ‘accreditamento’”.

L’istanza di revoca di Consip e di Omissis di veniva respinta con decreto 15 febbraio 2017.

All’apposita camera di consiglio collegiale del 9 marzo 2017, le parti costituite in giudizio chiedevano concordemente al Consiglio di Stato di voler definire con sentenza il giudizio.

Preliminarmente il Collegio ritiene tale evenienza ammissibile: una volta ammessa (cfr. Cons. Stato, V, ord. 6 marzo 2017, n. 948) la tutela cautelare anche nel rito specialissimo dell’art. 120, comma 2-bis, deve dedursi per l’applicabilità, in tale contesto e anche in appello, dello stesso schema circa l’esito processuale mediante sentenza ex art. 60 Cod. proc. amm..

Le motivazioni della sentenza appellata, ritiene il Collegio, non appaiono condivisibili. Invero, esse trascurano la necessità – che corrisponde ai pregnanti requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria imposti alle concorrenti – di disporre di adeguate competenze e corrispondenti referenze nello specifico e particolare ambito di servizio oggetto della gara.

Invero, le concrete modalità di organizzazione ed espletamento del servizio di accreditamento di un evento internazionale di massima importanza diplomatica e politica qual è il G7 (tra l’altro necessitante di continue evoluzioni alla luce di immanenti e imperative esigenze, spesso non prevedibili a priori, di ordine politico, diplomatico e di speciale sicurezza), già declinate – seppur in termini generali – negli scritti difensivi della Omissis s.r.l. e non adeguatamente confutate dalla controinteressata, non consentono di assumere che detto servizio – richiedente all’evidenza una particolarissima competenza ed esperienza tecnica – possa considerarsi senz’altro assimilabile, anche per complessità, a un accredito generico per eventi di altro e ben inferiore livello.

Sotto questo profilo, appaiono pertinenti e persuasive le argomentazioni dell’appellante Omissis s.r.l. (non adeguatamente confutate, in parte qua, nemmeno nel contraddittorio delle parti).

In particolare, Omissis s.r.l. ha evidenziato come “le attività oggetto di gara dovessero essere ricondotte a tre filoni principali: la registrazione, l’accreditamento (gestione, produzione badge e operatività locale) e il controllo accessi, da realizzare attraverso una stretta relazione tra hardware, software e personale esperto del settore”.

Si tratta – considera qui il Collegio – di attività complesse e interconnesse, che richiedono una corrispondente, adeguata e dimostrata esperienza, da contestualizzare in un modulo operativo di incontro che si colloca alla massima importanza nelle relazioni politico-diplomatiche multilaterali.

Inoltre – bene evidenzia l’appellante – quel servizio di accreditamento consiste in un sistema complesso e sensibile, sia quanto a profili logistico-organizzativi, sia quanto a profili protocollari, diplomatici e di sicurezza del livello più alto, articolato su vari livelli di competenza e distinte fasi temporali (ad es., come sottolinea l’appellante, “dagli incontri politici e organizzativi preliminari necessari alla definizione di diritti, privilegi e obblighi dei soggetti da accreditare (tenendo conto di tutti gli aspetti logistici e temporali necessari per l’ottimizzazione dei flussi e degli accessi), agli studi delle varie soluzioni tecnologiche necessarie a garantire efficienza e sicurezza senza tralasciare gli indispensabili rapporti con delegazioni, ambasciate, ministeri, fornitori, autorità di sicurezza e media”.

In particolare, a fronte del rilievo di parte appellante (già oggetto del ricorso avanti al giudice di prime cure), per cui “trattandosi del Vertice dei Capi di Stato e di Governo del G7, il requisito di ammissione relativo alla capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale – aver realizzato un fatturato per “servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi” – fosse particolarmente stringente quanto alla identità delle prestazioni. Pur tuttavia, Omissis era stata ammessa senza alcuna motivazione circa la pacifica carenza dei detti requisiti, in particolare (ma non solo) del controllo accessi, per il quale era ricorsa all’avvalimento di Omissis”, l’appellata Omissis s.p.a. rappresentava, nella propria memoria difensiva 18 gennaio 2017 avanti al Tribunale amministrativo del Lazio, di essere “una realtà nata nel 2003 […] specializzata nello sviluppo di sistemi informativi, consulenza in analisi di processo ed ingegneria informatica operante sull’intero territorio nazionale […] Omissis, all’epoca s.r.l. ed attualmente S.p.a. (cfr. doc. 6), ha fatturato dall’1.2.2012 al 31.1.2015 più di € 200.000,00 per servizi di registrazione ed accreditamento, come attestato anche da Omissis S.p.a. (cfr. docc. 5, 3 e 4)”. Servizio, quest’ultimo, reso da Omissis in virtù di un contratto di subappalto dei servizi di cui al bando di gara n. 16/2009, indetto dalla Regione Siciliana per “Affidamento dei servizi di accompagnamento al Sistema di Accreditamento degli Organismi Formativi”.

Il suddetto sistema di accreditamento, progettato su una base dati centralizzata, secondo quanto indicato da Omissis avrebbe “consentito di prestare servizi di registrazione e accreditamento in qualsiasi ambito”: seguivano indicazioni circa le caratteristiche eminentemente tecnico-operative dello stesso ed i connessi sistemi di monitoraggio e controllo.

Concludeva, Omissis s.p.a.,, “come supportata da Omissis s.r.l., non solo è in possesso del requisito del fatturato di almeno € 200.000 per la prestazione dei servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi, ma ha anche una notevole e altamente qualificata esperienza nel settore dell’accreditamento per aver già fornito servizi specifici di gran lunga più completi ed articolati rispetto a quelli oggetto della Gara di cui è causa, oltre a possedere un sistema specifico già ad oggi operativo. E ciò benché l’esperienza non sia neanche richiesta come requisito specifico dagli atti di Gara per l’accreditamento né tantomeno per il controllo accessi”.

In merito quindi allo specifico apporto di Omissis s.r.l., si legge poi nella memoria difensiva depositata da Consip s.p.a. nel precedente grado di giudizio, che detta società “ha precisato nel DGUE (come comprovato dalla documentazione di avvalimento presentata in gara) che i requisiti oggetto di avvalimento sono “l’aver realizzato, in almeno uno degli ultimi tre esercizi finanziari approvati alla data di pubblicazione del presente Bando, un fatturato specifico minimo per la prestazione dei servizi di registrazione, accreditamento e controllo accessi per la Pubblica Amministrazione e per i privati, non inferiore a Euro 200.000,00 IVA esclusa” (cfr. DGUE presentato dal concorrente, doc. 4, pagg. 4-5): dunque, è smentito l’assunto di parte ricorrente secondo cui l’avvalimento non concorre ad integrare, per la sua parte, il requisito economico richiesto dal bando di gara”.

Infine, a comprova del requisito della capacità tecnico-economica, Omissis s.p.a. produceva documentazione di supporto, tra cui in particolare:

A. contratto di avvalimento per il requisito relativo al controllo accessi stipulato con Omissis s.r.l. Viene altresì depositata una nota di Omissis s.p.a. (prot. n. 11596-P del 12 febbraio 2015) contenente la generica attestazione per cui “la società Omissis s.r.l. ha erogato per conto della Omissis S.p.A. servizi di accreditamento per gli Enti di Formazione Regione Siciliana”.

B. contratto Omissis-Alitalia dove, all’art. 2 dello stesso, si fa espresso riferimento al “controllo accessi” (unitamente a fatture ed attestazioni). A tal riguardo, si legge nell’allegata nota 3 ottobre 2016 di Alitalia, che la predetta Omissis s.r.l.“ espleta […] servizio di portineria, riconcilio bagagli e sicurezza dello scalo e che nel periodo 2013/2014/2015, ha effettuato il servizio in argomento senza aver dato luogo ad inconvenienti di sorta”. Quindi, all’art. 2 del “Contratto di fornitura dei servizi di Portineria presso le sedi di Alitalia”, si precisa che “le attività oggetto del presente Accordo hanno come finalità principale la custodia del portierato ed il controllo degli accesi con presidio all’ingresso delle strutture”.

Conclusivamente, alla luce delle risultanze di causa, appare documentato che Omissis s.p.a. operava precipuamente nel settore della fornitura di servizi informatici, laddove l’attività di Omissis s.r.l. concerneva i tradizionali servizi di custodia e vigilanza armata.

Così stando le cose, va rilevato che non risulta dalla documentazione versata in atti che né Omissis, né l’associata Omissis avessero già svolto in precedenza una specifica attività di accreditamento del genere particolare di cui qui trattasi; né – la circostanza appare essenziale alla luce del particolarissimo contesto di riferimento della vicenda controversa – che avessero comunque già operato nello specifico ambito e livello politico-diplomatico sul quale viene precipuamente ad incidere la commessa oggetto di gara.

Risulta così carente di adeguato supporto argomentativo, specie alla luce dei motivati rilievi dell’appellante, la censurata deliberazione della commissione aggiudicatrice di proporre l’ammissione senza riserve di Omissis s.p.a. alla gara. Né appare persuasiva l’appellata decisione negativa del Tribunale amministrativo del Lazio, che sembra trascurare siffatte essenziali caratterizzazioni e circostanze.

La particolarità e, soprattutto, la novità delle questioni trattate giustificano l’integrale compensazione, tra le parti, delle spese del presente grado di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso originariamente proposto da Omissis s.r.l..

Compensa interamente tra le parti le spese di lite del presente grado di giudizio.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2017  […]

 

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