Roma Capitale, procedura di interpello per il conferimento di incarichi dirigenziali apicali e subapicali, accesso agli atti – Tar Lazio sentenza n. 10749 27 ottobre 2017

Roma Capitale, procedura di interpello per il conferimento di incarichi dirigenziali: Tar Lazio sentenza n. 10749  27 ottobre 2017

La procedura comparativa con riguardo alla quale si richiede l’accesso con estrazione di copia:

… ha partecipato, tra gli altri, la ricorrente Ing. Omissis, titolare, dal 24 novembre 2015, dell’incarico di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica – U.O. Agenda Digitale Smart city e progetti di e-government, la quale ha proposto la propria candidatura ai fini del conferimento dello stesso incarico di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica – U.O. Agenda Digitale Smart city e Progetti di e-Government – Incarico di Direttore di Struttura.

Il Sindaco di Roma Capitale, con ordinanze del 9 novembre 2016, non ha conferito alla ricorrente l’incarico richiesto, ma l’incarico di Direttore della Direzione Sistemi Informativi di pianificazione e controllo finanziario – U.O. Statistica….

L’oggetto dell’istanza di accesso agli atti:

…osserva il Collegio che la domanda di ostensione proposta dall’esponente si concentra sulla seguente documentazione residua:

a) documentazione prodotta dalla controinteressata ai fini della partecipazione alla procedura de qua, ivi comprese le dichiarazioni relative all’eventuale pendenza di procedimenti penali o disciplinari (da esibirsi nella loro integralità e senza parti omissate);

b) documentazione relativa all’istruttoria svolta dall’Amministrazione ai fini dell’adozione delle ordinanze nn. 95 e 97 del 9 novembre 2016;

c) documentazione (ivi compresi i verbali laddove esistenti) concernente l’attività di valutazione delle candidature pervenute, posta in essere dall’Amministrazione;

d) e-mail inviata dal Consigliere Regionale Omissis all’indirizzo mail del Direttore del Dipartimento organizzazione e Risorse Umane, Omissis, nei giorni successivi la scadenza della procedura….

L’accoglimento del Tar:

…il Collegio reputa innanzitutto non ostensibile l’ e-mail specificata al superiore punto d), non trattandosi con tutta evidenza di documento amministrativo, né offrendo l’esponente un principio di prova in ordine alla rilevanza istruttoria dello stesso nell’ambito della procedura de qua.

Appare invece fondata la domanda ostensiva spiegata nei riguardi della documentazione menzionata ai superiori punti a), b) e c), laddove esistente e nei limiti dei documenti già formati.

Non pare dubbio invero che l’istante vanta un interesse personale, concreto ed attuale alla ostensione, corrispondente ad una posizione giuridica qualificata, siccome derivante dalla partecipazione alla procedura lato sensu selettiva de qua; diritto questo che, come noto, prescinde dal requisito della strumentalità rispetto alle connesse ed eventuali iniziative giudiziarie conseguenti (cfr. CdS Sez. III n. 116/2012), potendo essere tutelato di per sé ed in via autonoma.

Le ragioni addotte dall’amministrazione nel negare l’accesso, in relazione ai documenti di cui sopra, appaiono d’altra parte non pertinenti, esulando dal caso di specie ogni finalità meramente esplorativa ed essendo la richiesta viceversa supportata da una evidente posizione legittimante.

Quanto poi, segnatamente all’oscuramento delle parti inerenti dati giudiziari, il TAR osserva che le parti relative devono essere visionabili dalla ricorrente, in quanto trattasi di requisiti di moralità imprescindibili per il conferimento dell’incarico e pertanto vi è sicuro interesse a verificare il corretto operato dell’amministrazione a tal riguardo, onde sincerarsi che non sia stato nominato soggetto incompatibile.

Del resto il diritto ostensivo deriva con tutta evidenza, sia per il richiedente, sia (passivamente) nell’ottica del controinteressato, dalla partecipazione ad una procedura comparativa; posto che colui il quale prende parte a tali selezioni, per ciò solo deve sottostare alle potenziali iniziative degli altri concorrenti laddove tese a verificare la trasparenza e la regolarità della procedura.

Il ricorso ed i motivi aggiunti devono dunque essere accolti, ritenendosi così illegittimo ed annullandosi il diniego impugnato.

Per l’effetto deve essere affermato il diritto della ricorrente all’accesso documentale di cui è causa, in relazione alla documentazione indicata ai superiori punti a), b) e c) della parte motiva e nei sensi sopra esposti, mediante esame integrale ed estrazione di copia dei relativi documenti amministrativi, eventualmente oscurati nei dati sensibili che riguardino terze persone ovvero dati personali estranei alla finalità ostensiva.

Con riveniente condanna dell’intimata amministrazione comunale a porre in essere le dovute attività consequenziali entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza…..

Vedi anche:

Domanda di accesso agli atti, diniego, ricorso, controinteressati

Istanza di accesso agli atti Equitalia non soddisfatta da rielaborazione postuma cartelle esattoriali

Richiesta accesso agli atti, quando è illegittimo il diniego?

Altre Tar Lazio:

Recupero somme indebitamente erogate dalla PA…

Miur Asn, conseguimento abilitazione scientifica nazionale: non basta superamento degli indici bibliometrici (mediane) ma occorre positivo giudizio di merito delle commissioni 

Rinnovo contratto pubblico impiego dopo Corte Cost 178 2015 (illegittimo il blocco stipendiale) e l 208 2015, mancato avvio procedure contrattuali collettive: inammissibile ricorso Codacons e dipendenti pubblici

Esame notaio, non idoneità, contestazione correzione prove scritte: no rinnovo giudizio tecnico della Commissione salvo macroscopici vizi di illogicità, irragionevolezza o arbitrarietà

Agente di calciatori, esame iscrizione albo, inidoneità illegittima (sentenza Cds 7984 9 novembre 2010), risarcimento danni | avvocato iscritto all’albo può esercitare l’attività

Società di progetto e diritto di accesso | Metro C: sentenza Tar Lazio n. 10098 06/10/2017

Art 248 Tuel, giurisprudenza | dissesto e azioni esecutive: no ricorso di ottemperanza

 

Tar Lazio sentenza n. 10749  27 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento, quanto al ricorso introduttivo

del diniego parziale di accesso contenuto nella nota del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale prot. n. GB/76964 del 30 novembre 2016 in ordine alla richiesta – di cui all’istanza di accesso agli atti formulata dalla ricorrente al medesimo Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale in data 16 novembre 2016 – di estrazione di copia dei seguenti documenti: (i) candidature pervenute a seguito della procedura di interpello di cui alla nota prot. n. GB/66646 del 19 ottobre 2016, per la posizione dirigenziale di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologia – U.O. Agenda Digitale Smart City e Progetti e-Government correlata – Incarico Direttore di Struttura; (ii) documentazione inerente la candidatura della Dott.ssa  Omissis, comprensiva di tutti gli allegati, ivi compresi il curriculum vitae e le dichiarazioni dalla stessa rilasciate ai fini della partecipazione alla procedura di interpello di cui alla richiamata nota prot. n. GB/66646 del 19 ottobre 2016; (iii) e-mail inviata dal Consigliere Regionale Omissis all’indirizzo mail del Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane –Omissis – nei giorni successivi alla scadenza del termine per l’invio delle candidature relative alla procedura di interpello di cui alla menzionata nota prot. n. GB/66646 del 19 ottobre 2016; (iv) tutta la documentazione relativa all’istruttoria svolta ai fini dell’emanazione delle ordinanze del Sindaco di Roma Capitale n. 95 e n. 97 del 9 novembre 2016; (v) tutta la documentazione (ivi compresi i verbali, ove esistenti) concernente l’attività di valutazione – posta in essere dalla Amministrazione – delle candidature pervenute in relazione alla procedura di interpello di cui alla nota prot. n. GB/66646 del 19 ottobre 2016 nonché per l’accertamento del diritto ad avere accesso integrale agli atti ed ai documenti richiesti con la menzionata istanza;

quanto ai motivi aggiunti,

per l’annullamento del diniego parziale di accesso contenuto nella nota prot. n. GB/3196 del 17 gennaio 2017, inviata dal Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale al Vice Segretario Generale e, per conoscenza, alla ricorrente e per l’accertamento del diritto dell’istante ad avere accesso integrale agli atti ed ai documenti richiesti con l’istanza di accesso presentata al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale il 16 novembre 2016 e, successivamente, con l’istanza di esercizio dei poteri sostitutivi – ex art. 2, comma 9 bis, della legge n. 241 del 1990 – da parte del Vice Segretario Generale di Roma Capitale, formulata il successivo 9 dicembre 2016.

nonché per il risarcimento di tutti i danni, patiti e patiendi, derivanti dall’operato della Amministrazione resistente;

[…]

FATTO e DIRITTO

1.L’Ing. Omissis ha agito dinanzi l’intestato TAR ai sensi dell’art. 116 cpa assumendo quanto segue.

Il Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale, con nota del 19 ottobre 2016, ha dato avvio ad una procedura di interpello per il conferimento di incarichi dirigenziali apicali e subapicali nell’ambito della macrostruttura capitolina, prevedendo che le candidature dei soggetti interessati sarebbero dovute pervenire entro il 26 ottobre 2016.

Alla procedura di interpello ha partecipato, tra gli altri, la ricorrente Ing. Omissis, titolare, dal 24 novembre 2015, dell’incarico di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica – U.O. Agenda Digitale Smart city e progetti di e-government, la quale ha proposto la propria candidatura ai fini del conferimento dello stesso incarico di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica – U.O. Agenda Digitale Smart city e Progetti di e-Government – Incarico di Direttore di Struttura.

Il Sindaco di Roma Capitale, con ordinanze del 9 novembre 2016, non ha conferito alla ricorrente l’incarico richiesto, ma l’incarico di Direttore della Direzione Sistemi Informativi di pianificazione e controllo finanziario – U.O. Statistica.

La ricorrente, in data 16 novembre 2016, ha presentato istanza di accesso agli atti relativi alla procedura in questione, chiedendo, in particolare, copia dei seguenti documenti:

1 – candidature pervenute a seguito della procedura di interpello di cui alla nota GB/66646 del 19 ottobre 2016 per la posizione dirigenziale di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica – U.O. Agend Digitale Smart City e Progetti e-Government correlata incarico Direttore di Struttura;

2 – candidatura, comprensiva di tutti gli allegati, inoltrata dalla Dott.ssa  Omissis;

3 – e-mail inviata dal Consigliere Regionale Omissis all’indirizzo mail del Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, Omissis, nei giorni successivi la scadenza della procedura;

4 – tutta la documentazione relativa all’istruttoria svolta ai fini dell’emanazione delle ordinanze della Sindaca di Roma Capitale n. 95 e n. 97 del 2016;

5 – tutta la documentazione (ivi compresi eventuali verbali) del procedimento amministrativo di valutazione delle candidature.

Roma Capitale, con nota del 30 novembre 2016, con riferimento a detta istanza di accesso, ha comunicato all’Ing. Omissis che:

quanto al punto 1: non è pervenuta alcuna candidatura, oltre a quella della ricorrente, per la posizione dirigenziale di Direttore del Dipartimento Innovazione Tecnologica e correlata U.O.;

quanto al punto 2: la candidatura della Dottoressa Omissis è stata resa disponibile previo oscuramento delle linee di testo aventi ad oggetto dati sensibili o giudiziali, nel rispetto della vigente normativa sul trattamento dei dati personali;

quanto al punto 3: l’email oggetto della richiesta di accesso non è in alcun modo confluita nel procedimento volto al conferimento degli incarichi nell’ambito della procedura di interpello, pertanto non costituisce atto endoprocedimentale ostensibile;

quanto ai punti 4 e 5: nell’istanza di accesso non è specificato l’interesse diretto, concreto ed attuale ad accedere alla relativa documentazione.

Roma Capitale ha dunque rilasciato copia della documentazione di cui al punto 2 oltre alle determinazioni trasmesse dal Sindaco in ordine alla predisposizione dei relativi schemi di ordinanza.

La ricorrente, con successiva nota del 9 dicembre 2016, ha chiesto che il Vice Segretario generale, nell’esercizio dei poteri sostitutivi ad esso spettanti, ai sensi dell’art. 2, comma 9 bis della legge n. 241 del 1990, in accoglimento dell’istanza avanzata in data 16 novembre 2016, consentisse di prendere con urgenza visione ed estrarre copia;

1.di tutta la documentazione prodotta dalla Dott.ssa Omissis ai fini della partecipazione alla procedura de qua, ivi comprese le dichiarazioni relative alla eventuale pendenza di procedimenti penali o disciplinari;

2.di tutta la documentazione relativa all’istruttoria svolta dall’amministrazione ai fini della adozione delle ordinanze n. 95 e 97 del 9 novembre 2016;

3.di tutta la documentazione (ivi compresi i verbali, ove esistenti) concernente l’attività di valutazione delle candidature pervenute, posta in essere dall’Amministrazione.

Contro il parziale diniego di accesso, la ricorrente ha interposto il presente ricorso deducendo censure di violazione delle norme della legge n. 241 del 1990 in tema di accesso e censure di eccesso di potere, rassegando le conclusioni in epigrafe trascritte.

L’esponente ha altresì proposto motivi aggiunti al ricorso, estendendo l’impugnativa nei riguardi del diniego parziale di accesso contenuto nella nota del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale al Vice Segretario Generale e, per conoscenza, alla ricorrente.

Con i motivi aggiunti, la ricorrente ha riassuntivamente chiesto la condanna dell’amministrazione all’esibizione di tutta la documentazione richiesta, tanto con l’istanza del 16 novembre 2016, quanto con l’istanza di esercizio dei poteri sostitutivi del successivo 9 dicembre 2016.

Roma Capitale ha analiticamente controdedotto concludendo per il rigetto del ricorso.

In adempimento dell’ordinanza collegiale n. 6715/2017 resa in data 10 maggio 2017, la ricorrente ha correttamente integrato il contraddittorio nei confronti della controinteressata Dott.ssa  Omissis, depositando in giudizio attestazione di notifica del ricorso principale e dei motivi aggiunti.

La causa è stata trattenuta in decisione alla camera di consiglio del 10 ottobre 2017 nella integrità del contraddittorio.

2.Tanto sinteticamente premesso sull’iter storico-processuale della vicenda de qua, osserva il Collegio che la domanda di ostensione proposta dall’esponente si concentra sulla seguente documentazione residua:

a) documentazione prodotta dalla controinteressata ai fini della partecipazione alla procedura de qua, ivi comprese le dichiarazioni relative all’eventuale pendenza di procedimenti penali o disciplinari (da esibirsi nella loro integralità e senza parti omissate);

b) documentazione relativa all’istruttoria svolta dall’Amministrazione ai fini dell’adozione delle ordinanze nn. 95 e 97 del 9 novembre 2016;

c) documentazione (ivi compresi i verbali laddove esistenti) concernente l’attività di valutazione delle candidature pervenute, posta in essere dall’Amministrazione;

d) e-mail inviata dal Consigliere Regionale Omissis all’indirizzo mail del Direttore del Dipartimento organizzazione e Risorse Umane, Omissis, nei giorni successivi la scadenza della procedura.

Ciò posto, il Collegio reputa innanzitutto non ostensibile l’ e-mail specificata al superiore punto d), non trattandosi con tutta evidenza di documento amministrativo, né offrendo l’esponente un principio di prova in ordine alla rilevanza istruttoria dello stesso nell’ambito della procedura de qua.

Appare invece fondata la domanda ostensiva spiegata nei riguardi della documentazione menzionata ai superiori punti a), b) e c), laddove esistente e nei limiti dei documenti già formati.

Non pare dubbio invero che l’istante vanta un interesse personale, concreto ed attuale alla ostensione, corrispondente ad una posizione giuridica qualificata, siccome derivante dalla partecipazione alla procedura lato sensu selettiva de qua; diritto questo che, come noto, prescinde dal requisito della strumentalità rispetto alle connesse ed eventuali iniziative giudiziarie conseguenti (cfr. CdS Sez. III n. 116/2012), potendo essere tutelato di per sé ed in via autonoma.

Le ragioni addotte dall’amministrazione nel negare l’accesso, in relazione ai documenti di cui sopra, appaiono d’altra parte non pertinenti, esulando dal caso di specie ogni finalità meramente esplorativa ed essendo la richiesta viceversa supportata da una evidente posizione legittimante.

Quanto poi, segnatamente all’oscuramento delle parti inerenti dati giudiziari, il TAR osserva che le parti relative devono essere visionabili dalla ricorrente, in quanto trattasi di requisiti di moralità imprescindibili per il conferimento dell’incarico e pertanto vi è sicuro interesse a verificare il corretto operato dell’amministrazione a tal riguardo, onde sincerarsi che non sia stato nominato soggetto incompatibile.

Del resto il diritto ostensivo deriva con tutta evidenza, sia per il richiedente, sia (passivamente) nell’ottica del controinteressato, dalla partecipazione ad una procedura comparativa; posto che colui il quale prende parte a tali selezioni, per ciò solo deve sottostare alle potenziali iniziative degli altri concorrenti laddove tese a verificare la trasparenza e la regolarità della procedura.

Il ricorso ed i motivi aggiunti devono dunque essere accolti, ritenendosi così illegittimo ed annullandosi il diniego impugnato.

Per l’effetto deve essere affermato il diritto della ricorrente all’accesso documentale di cui è causa, in relazione alla documentazione indicata ai superiori punti a), b) e c) della parte motiva e nei sensi sopra esposti, mediante esame integrale ed estrazione di copia dei relativi documenti amministrativi, eventualmente oscurati nei dati sensibili che riguardino terze persone ovvero dati personali estranei alla finalità ostensiva.

Con riveniente condanna dell’intimata amministrazione comunale a porre in essere le dovute attività consequenziali entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.

Non vi è luogo a provvedere sulla domanda risarcitoria pure svolta in atti, attesa la palese genericità della stessa.

Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Seconda – definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione e per l’effetto così dispone:

– annulla i dinieghi impugnati e dichiara il diritto della ricorrente all’accesso de quo, con riferimento alla documentazione indicata in parte motiva e nei termini ivi specificati;

– ordina alla intimata amministrazione comunale di consentire alla ricorrente stessa l’accesso, mediante visione ed estrazione di copia della documentazione ostesa, entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla notificazione o, se anteriore dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.

Condanna Roma Capitale, in persona del Sindaco pro-tempore al pagamento in favore della ricorrente delle spese di lite, che si liquidano in €. 800,00 (ottocento/00) oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2017 […]

 

Precedente Recupero somme indebitamente erogate dalla pubblica amministrazione ai pubblici dipendenti è atto dovuto ("diritto-dovere"): non rilevano affidamento e buona fede dipendente - Tar Lazio sentenza n. 10760 27 ottobre 2017 Successivo Dismissione immobili enti previdenziali, condizioni di alienazione conduttori immobili di pregio, criteri individuazione della caratteristica (D.M. 31 luglio 2002 e d.l. 351 del 2001 dopo d.l. 269 del 2003 conv. in l 410 2001): NO ESCLUSIONE per sola fatiscenza o vetustà immobile - Tar Lazio sentenza n. 10781 27 ottobre 2017