Scala esterna abusiva (costruita senza titolo), istanza di sanatoria previo accertamento di conformità ex art 36 testo unico edilizia, diniego: no motivazione particolare (provvedimento vincolato) – Consiglio di Stato sentenza n. 4864 23 ottobre 2017

Scala esterna abusiva (costruita senza titolo) e accertamento di conformità  – Il procedimento per la verifica di conformità ex art. 36 Testo unico edilizia sfocia in un provvedimento di carattere assolutamente vincolato, il quale non necessita di altra motivazione oltre a quella relativa alla corrispondenza dell’opera abusiva alle prescrizioni urbanistico edilizie e a quelle recate da normative speciali in ambito sanitario, paesaggistico etc

Il procedimento di accertamento di conformità (art 36 testo unico edilizia) è avviato ad istanza di parte, con conseguente inapplicabilità dell’art. 7 L. n. 241 del 1990.

(nel caso di specie il ricorrente contestava il mancato inoltro da parte del comune della comunicazione di avvio del procedimento.)

… Con la seconda parte del secondo motivo l’appellante lamenta il mancato inoltro da parte del comune del c.d. preavviso di rigetto ex art. 10 bis L. n. 241 citata.

Il mezzo è inammissibile per la sua genericità, risultando dagli atti che – come ben evidenziato dal TAR – detto preavviso è stato spedito dal comune di Napoli con prot. 4076 del 10.11.2006 ed è stato ricevuto dal destinatario il successivo giorno 15.

In ogni caso – una volta acclarata la natura vincolata del provvedimento di rigetto e la sua legittimità – l’omissione del preavviso non avrebbe comunque avuto effetti invalidanti ( cfr. art. 21 octies L. n. 241 del 1990)….

Il caso concerneva la richiesta sanatoria di una scala esterna abusiva

Vedi anche:

Sanzioni abusi edilizi, opera costruita in assenza di permesso di costruire o scia (sine titulo), ordine demolizione ex art 35 dpr 380 2001, responsabile abuso anche chi ha la disponibilità attuale del bene | Rimozione cancello abusivo

Demolizione immobile abusivo

Opere abusive edilizie, sostituzione demolizione con sanzione pecuniaria

 

Consiglio di Stato sentenza n. 4864 23 ottobre 2017

[…]

per la riforma

della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE IV n. 10679/2007, resa tra le parti, concernente diniego sanatoria di una scala esterna abusiva e rinnovo ordine di demolizione

[…]

FATTO e DIRITTO

Il sig. Omissis ha chiesto al comune di Napoli l’accertamento di conformità ex art. 36 T.U. 380/2001 per una scala esterna costruita senza titolo su immobile di proprietà.

Con provvedimento n. 37 del 2007 il comune ha denegato l’accertamento e ordinato la demolizione del manufatto, in quanto realizzato in immobile su cui pendeva altra domanda di condono e in zona sottoposta a vincolo paesistico.

L’interessato ha impugnato tale diniego con ricorso al TAR Napoli, il quale con la sentenza in epigrafe indicata ha respinto il gravame.

La sentenza è stata impugnata con l’atto di appello oggi all’esame dal soccombente il quale ne ha chiesto l’integrale riforma, deducendo due motivi di impugnazione.

Si è costituito in resistenza il comune di Napoli.

All’udienza del 19 ottobre 2017 l’appello è stato spedito in decisione.

L’appello non è fondato e va come tale respinto.

Con il primo motivo di impugnazione l’appellante torna a dedurre il difetto di motivazione che vizia l’atto impugnato, dal tenore del quale non è possibile ricostruire le ragioni in base alle quali l’accertamento di conformità gli è stato denegato.

Il mezzo non ha pregio.

In punto di fatto si osserva che il provvedimento impugnato esterna chiaramente – a differenza di quanto sostiene l’appellante – le ragioni giuridiche che rendevano l’istanza inaccoglibile ai sensi dell’art. 21 comma 3 R.E., trattandosi di abuso commesso su un immobile collocato in zona vincolata e già oggetto di precedente domanda di condono pendente.

In ogni caso, come chiarito dalla Giurisprudenza, il procedimento per la verifica di conformità ex art. 36 TU sfocia in un provvedimento di carattere assolutamente vincolato, il quale non necessita di altra motivazione oltre a quella relativa alla corrispondenza dell’opera abusiva alle prescrizioni urbanistico edilizie e a quelle recate da normative speciali in ambito sanitario, paesaggistico etc..

Con la prima parte del secondo motivo l’appellante torna a lamentare il mancato inoltro da parte del comune della comunicazione di avvio del procedimento.

Il mezzo è infondato in quanto il procedimento di accertamento di conformità è avviato ad istanza di parte, con conseguente inapplicabilità dell’art. 7 L. n. 241 del 1990, come da tempo stabilito dalla Giurisprudenza.

Con la seconda parte del secondo motivo l’appellante lamenta il mancato inoltro da parte del comune del c.d. preavviso di rigetto ex art. 10 bis L. n. 241 citata.

Il mezzo è inammissibile per la sua genericità, risultando dagli atti che – come ben evidenziato dal TAR – detto preavviso è stato spedito dal comune di Napoli con prot. 4076 del 10.11.2006 ed è stato ricevuto dal destinatario il successivo giorno 15.

In ogni caso – una volta acclarata la natura vincolata del provvedimento di rigetto e la sua legittimità – l’omissione del preavviso non avrebbe comunque avuto effetti invalidanti ( cfr. art. 21 octies L. n. 241 del 1990).

Sulla scorta delle considerazioni che precedono l’appello risulta quindi del tutto infondato e va pertanto respinto.

Le spese di questo grado del giudizio seguono come per legge la soccombenza e sono forfettariamente liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna Omissis al pagamento in favore del comune di Napoli di euro 3000,00 ( tremila//oo) oltre spese generali IVA e CPA se dovute per spese e onorari di questo grado del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 ottobre 2017  […]

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