Scorrimento graduatorie concorsi pubblici

Scorrimento graduatorie concorsi pubblici, assunzione: precedenza agli idonei o nuovo concorso?

La questione:

Un’Azienda Ospedaliera calabrese disponeva il reclutamento, a tempo indeterminato, di 10 infermieri con la procedura di mobilità, regionale ed interregionale, anziché con lo scorrimento extraaziendale della graduatoria approvata da un’altra Azienda Ospedaliera a seguito dell’espletamento di un concorso bandito per la copertura di n. 30 posti da infermiere. Insorgevano gli idonei di tale concorso che ritenevano illegittimo l’operato dell’Azienda, la quale anziché attingere alla graduatoria che li riguardava aveva attivato le procedure di mobilità.

La soluzione dei giudici del Consiglio di Stato:

L’art. 4.1., lett. d), della delibera  n. 2 del 2015 adottata dal Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria  individua e configura la possibilità, e non già l’obbligo, di accedere alle graduatorie extraaziendali, previa stipula di un accordo tra l’Azienda “cedente” e quella “ricevente”.

Ne deriva la natura discrezionale del potere riconosciuto all’Azienda nelle scelta di tale specifica modalità di reclutamento del personale.

 

L’esistenza di una graduatoria ancora valida, se limita (o in ipotesi addirittura esclude) la libertà di indire un nuovo concorso, non incide sulla libertà di avviare una procedura di mobilità.

La preferenza accordata dall’Adunanza Plenaria nella sentenza n. 14 del 2011 allo scorrimento della graduatoria, rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale, si giustifica pienamente, ma non può essere riferita al diverso caso in cui allo scorrimento della graduatoria sia preferito il ricorso alla procedura di mobilità di personale proveniente da altre Amministrazioni, ciò atteso il fatto che la mobilità consente varie finalità quali l’acquisizione del personale già formato, l’immediata operatività delle scelte, l’assorbimento di eventuale personale eccedentario ed i risparmi di spesa conseguenti a tutte le ricordate situazioni.

 

…Solo successivamente, del resto, il Commissario ad acta, con nota n. 247114 del 12 agosto 2015, ha invitato tutte le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere calabresi a «preferire lo scorrimento delle graduatorie concorsuali in corso di validità, anche delle altre Aziende del SSR, rispetto alla mobilità».

A questo “invito” per la “preferenza” riservata allo scorrimento, e non giammai – comunque – all’imposizione di un inesistente obbligo da parte del Commissario ad acta, l’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, quale capofila degli enti sanitari calabresi, ha predisposto un protocollo di intesa alle altre Aziende regionali, il quale consentisse la copertura dei posti presso tali Aziende – nel frattempo autorizzati con la delibera commissariale n. 87 del 2015 – potesse realizzarsi mediante lo scorrimento extraaziendale.

Tale protocollo è stato di seguito trasmesso all’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, odierna appellata, con nota n. 16404 del 27 agosto 2015, e dalla stessa Azienda è stato recepito con le delibere n. 616 e n. 629 del 31 agosto 2015 che, come si è accennato sopra (§ 4), hanno dato corso allo scorrimento della graduatoria per 25 posti, di cui tuttavia non hanno beneficiato gli odierni appellanti, attesa la loro non elevata posizione in graduatoria.

Il riferimento della sentenza impugnata alla mancata stipula del protocollo quale motivo che avrebbe giustificato il ricorso alla mobilità, ancorché erroneo in quanto nella delibera n. 397 del 2015 non vi alcun cenno ad accordi tra le Aziende quale condizione (mancata) per attivare lo scorrimento, non è decisivo, perché comunque il protocollo di intesa, per quanto appena esplicato, è successivo all’emanazione della delibera n. 397 del 20 giugno 2015 e la sua (avvenuta o mancata) stipula non può certo determinare la legittimità, o meno, del provvedimento impugnato….

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Consiglio di Stato sentenza n. 5231 13 dicembre 2016

[…]

per la riforma

della sentenza del T.A.R. CALABRIA – SEZ. STACCATA DI REGGIO CALABRIA n. 00424/2016, resa tra le parti, concernente la procedura di mobilità ai fini del reclutamento di personale infermieristico

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Gli odierni appellanti, tutti candidati idonei nella graduatoria approvata dall’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro per la copertura di n. 30 posti da infermiere, hanno impugnato avanti al T.A.R. per la Calabria, sede di Catanzaro, la delibera n. 397 del 30 giugno 2015, con la quale l’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria (di qui in avanti, per brevità, l’Azienda Ospedaliera) ha disposto il reclutamento, a tempo indeterminato, di 10 infermieri con la procedura di mobilità, regionale ed interregionale, anziché con lo scorrimento extraaziendale della graduatoria.

1.1. I ricorrenti, lamentando la violazione dell’art. 4.1., lett. d), della delibera commissariale n. 2 del 2015 e dell’obbligo di procedere allo scorrimento della graduatoria, hanno chiesto l’annullamento della delibera n. 397 del 2015, con conseguente accertamento di tale obbligo in capo all’Azienda Ospedaliera.

1.2. Nel primo grado del giudizio si è costituita l’Azienda Ospedaliera in resistenza.

1.3. Con l’ordinanza n. 302 del 2015 il primo giudice ha accolto la domanda cautelare, sospendendo gli effetti della delibera.

1.4. Infine, con la sentenza n. 424 del 21 aprile 2016, il T.A.R. per la Calabria, sede di Catanzaro, ha respinto il ricorso.

2. Avverso tale sentenza hanno proposto appello gli interessati, chiedendone, previa sospensione, la riforma, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in primo grado.

2.1. Si è costituita l’Azienda Ospedaliera appellata con memoria difensiva depositata il 30 giugno 2016.

2.2. Nella camera di consiglio dell’8 luglio 2016 il Collegio, ritenuto di poter decidere la causa sollecitamente nel merito, l’ha rinviata alla pubblica udienza del 10 novembre 2016.

2.3. Infine, nella pubblica udienza del 10 novembre 2016, il Collegio, sentiti i difensori delle parti, ha trattenuto la causa in decisione.

3. L’appello deve essere respinto.

4. Preliminarmente deve essere respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso originario e dell’appello, sollevata dall’Azienda Ospedaliera appellata (pp. 4-6 della memoria depositata il 30 giugno 2016), secondo cui i ricorrenti non avrebbero interesse alla proposizione del gravame, per la loro posizione non elevata nella graduatoria, che infatti non ha consentito loro di essere assunti quando l’Azienda, come meglio si dirà (§ 7.2.), ha deciso di dare corso allo scorrimento della graduatoria dopo aver esperito la procedura alla mobilità qui contestata, assumendo 25 idonei in graduatoria.

4.1. L’Azienda non ha infatti dimostrato che, qualora anche i 10 posti qui contestati fossero destinati allo scorrimento, gli odierni appellanti – o almeno alcuni di essi – non avrebbero potuto aspirare a qualcuno di essi, considerate le eventuali rinunce da parte di concorrenti idonei collocati in una migliore posizione.

4.2. L’eccezione, pertanto, va respinta.

4.3. Quanto all’eccezione (pp. 6-7 della memoria difensiva) secondo cui il ricorso sarebbe inammissibile o infondato perché i posti sarebbero di nuova istituzione rispetto all’indizio del concorso da cui è scaturita la graduatoria, poi, essa è smentita proprio dal comportamento della stessa Azienda Ospedaliera, che ha assunto 25 nuovi infermieri per scorrimento della graduatoria con la successiva delibera n. 629 del 31 agosto 2015.

5. Ciò premesso, venendo al merito della vicenda, anche in questa sede i ricorrenti insistono nella tesi secondo cui lo scorrimento della graduatoria costituirebbe un obbligo per l’Azienda Ospedaliera, che immotivatamente lo avrebbe disatteso, privilegiando la procedura di mobilità nonostante le disposizioni nazionali e regionali imponessero di dare preferenza allo scorrimento.

5.1. Il primo giudice ha invece correttamente rilevato, nella sentenza impugnata (p. 9), che l’art. 4.1., lett. d), della delibera commissariale n. 2 del 2015 individua e configura la possibilità, e non già l’obbligo, di accedere alle graduatorie extraaziendali, previa stipula di un accordo tra l’Azienda “cedente” e quella “ricevente”.

5.2. Il T.A.R. ne ha tratto la conclusione, da questo Collegio condivisa, della natura discrezionale del potere riconosciuto all’Azienda nelle scelta di tale specifica modalità di reclutamento del personale.

5.3. Non ha pertanto pregio l’assunto degli appellanti, secondo i quali, in particolare (pp. 11-13 del ricorso), un’analisi più accurata del ricorso, da parte del primo giudice, avrebbe rivelato che essi avevano articolato un motivo incentrato sulla violazione dell’obbligo di motivazione, soprattutto con riferimento all’insorgenza di un preteso obbligo funzionale di avviare un procedimento volto a verificare le condizioni di scorrimento di graduatorie valide ed efficaci.

5.4. La tesi è priva di fondamento perché, una volta acclarato che la delibera commissariale non pone in capo alle Aziende alcun obbligo di procedere allo scorrimento delle graduatorie, l’esercizio del relativo potere discrezionale, da parte di queste, è insindacabile dal giudice amministrativo se non nei rigorosi limiti della violazione di legge o dell’eccesso di potere.

6. Ma questi limiti, nel caso di specie, non sono stati travalicati in quanto non risulta che la delibera dell’Azienda Ospedaliera n. 397 del 2015, impugnata in primo grado, abbia violato alcuna disposizione di legge al riguardo, disposizione nemmeno specificamente riportata dagli appellanti a sostegno della loro tesi.

6.1. Si deve anzi qui precisare che, nel quadro dei principî affermati dall’Adunanza Plenaria nella sentenza n. 14 del 2011, la tesi degli odierni appellanti non merita condivisione nemmeno sul piano del più generale rapporto, a livello di legislazione nazionale, tra lo scorrimento della graduatoria e la procedura di mobilità.

6.2. Tanto alla luce dell’orientamento, qui condiviso, secondo cui l’esistenza di una graduatoria ancora valida, se limita (o in ipotesi addirittura esclude) la libertà di indire un nuovo concorso, non incide sulla libertà di avviare una procedura di mobilità (Cons. St., sez. III, 5 giugno 2012, n.3308 nonché, in sede consultiva, il parere del Cons. St., sez. I, 7 novembre 2012, n. 5217).

6.3. Al riguardo appaiono decisive le argomentazioni, di cui al citato parere del Cons. St., sez. I, 7 novembre 2012, n. 5217, secondo cui la preferenza accordata dall’Adunanza Plenaria nella sentenza n. 14 del 2011 allo scorrimento della graduatoria, rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale, si giustifica pienamente, ma non può essere riferita al diverso caso in cui allo scorrimento della graduatoria sia preferito il ricorso alla procedura di mobilità di personale proveniente da altre Amministrazioni, «ciò atteso il fatto che la mobilità consente varie finalità quali l’acquisizione del personale già formato, l’immediata operatività delle scelte, l’assorbimento di eventuale personale eccedentario ed i risparmi di spesa conseguenti a tutte le ricordate situazioni».

6.4. Ne segue che non è condivisibile, nemmeno a livello più generale, la tesi sostenuta dagli odierni appellanti, nonostante essi citino a sostegno di questa un diverso orientamento di questo Consiglio.

6.5. Anche tale orientamento del resto, nell’affermare che fra l’utilizzo dello scorrimento della graduatoria concorsuale e quello della mobilità volontaria il legislatore ha dato preferenza al primo metodo – poiché, a fronte dell’idoneità di entrambi di consentire il reperimento di personale professionalmente qualificato, la mobilità volontaria esigerebbe una nuova procedura, che comporta un dispendio di tempo e di risorse – non ha negato che l’Amministrazione, adeguatamente motivando, possa comunque farvi ricorso anziché far scorrere la graduatoria (v., ex plurimis, Cons. St., sez. V, 17 gennaio 2014, n. 177).

6.6. Nel seguire il diverso orientamento, sopra richiamato, ritiene il Collegio che, pertanto, nel caso di specie legittimamente l’Amministrazione abbia fatto ricorso alla procedura di mobilità, come si è sin qui chiarito, con la delibera n. 397 del 30 giugno 2015, impugnata in primo grado.

7. Solo successivamente, del resto, il Commissario ad acta, con nota n. 247114 del 12 agosto 2015, ha invitato tutte le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere calabresi a «preferire lo scorrimento delle graduatorie concorsuali in corso di validità, anche delle altre Aziende del SSR, rispetto alla mobilità».

7.1. A questo “invito” per la “preferenza” riservata allo scorrimento, e non giammai – comunque – all’imposizione di un inesistente obbligo da parte del Commissario ad acta, l’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, quale capofila degli enti sanitari calabresi, ha predisposto un protocollo di intesa alle altre Aziende regionali, il quale consentisse la copertura dei posti presso tali Aziende – nel frattempo autorizzati con la delibera commissariale n. 87 del 2015 – potesse realizzarsi mediante lo scorrimento extraaziendale.

7.2. Tale protocollo è stato di seguito trasmesso all’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, odierna appellata, con nota n. 16404 del 27 agosto 2015, e dalla stessa Azienda è stato recepito con le delibere n. 616 e n. 629 del 31 agosto 2015 che, come si è accennato sopra (§ 4), hanno dato corso allo scorrimento della graduatoria per 25 posti, di cui tuttavia non hanno beneficiato gli odierni appellanti, attesa la loro non elevata posizione in graduatoria.

7.3. Il riferimento della sentenza impugnata alla mancata stipula del protocollo quale motivo che avrebbe giustificato il ricorso alla mobilità, ancorché erroneo in quanto nella delibera n. 397 del 2015 non vi alcun cenno ad accordi tra le Aziende quale condizione (mancata) per attivare lo scorrimento, non è decisivo, perché comunque il protocollo di intesa, per quanto appena esplicato, è successivo all’emanazione della delibera n. 397 del 20 giugno 2015 e la sua (avvenuta o mancata) stipula non può certo determinare la legittimità, o meno, del provvedimento impugnato.

8. In conclusione, seppure per le ragioni appena esposte, l’appello deve essere respinto, con conseguente conferma, ai sensi di cui sopra, della sentenza impugnata.

9. La complessità della questione controversa, comunque, giustifica la compensazione delle spese di lite inerenti al presente grado di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e per l’effetto conferma, ai sensi di cui in motivazione, la sentenza impugnata.

Compensa interamente tra le parti le spese del presente grado di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 10 novembre 2016 […]

 

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