Sentenza notificata priva della formula esecutiva, ricorso per l’ottemperanza inammissibile

Tar Lazio sentenza n. 11610 12 ottobre 2015

La “notificazione del titolo esecutivo” è condizione necessaria non solo per l’esecuzione davanti al giudice civile delle sentenze di condanna al pagamento di somme – sentenze che attraverso la spedizione divengono titoli esecutivi ossia idonei per l’esecuzione forzata – ma altresì per proporre il giudizio di ottemperanza alle medesime sentenze previsto davanti al giudice amministrativo. In entrambi i giudizi, la spedizione in forma esecutiva della sentenza e la conseguente apposizione da parte del pubblico ufficiale della formula esecutiva ha la funzione di controllare la legittimazione del soggetto attivo del titolo a servirsi di esso per la soddisfazione in concreto del proprio diritto accertato e pertanto costituisce un requisito indispensabile perché il titolare del diritto possa agire esecutivamente; presuppone altresì il controllo degli ulteriori aspetti formali in ordine all’esistenza del titolo stesso e alla sua esecutività, in particolare il controllo dell’efficacia del titolo esecutivo sin dall’origine o acquisita successivamente come nel caso del decreto ingiuntivo non opposto nei termini.

 

Tar Lazio sentenza n. 11610 12 ottobre 2015

[…]

Con la sentenza indicata in epigrafe il Ministero della Giustizia è stato condannato ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89 (“Legge Pinto”) a corrispondere ai sette ricorrenti indicati in epigrafe la complessiva somma di € 4.466,00 a titolo di equa riparazione per la irragionevole durata del processo, oltre agli interessi dalla domanda, nonché alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate quanto al giudizio di merito, in complessivi € 873,00 e per il giudizio di legittimità in complessivi € 565, oltre agli accessori di legge.

Con il ricorso in esame i predetti agiscono in giudizio per ottenere l’ottemperanza al giudicato chiedendo che sia dichiarato l’obbligo della P.A. di adempiere integralmente alle obbligazioni da questo discendenti, con contestuale nomina di un commissario ad acta, per il caso di permanente inerzia da parte dell’Amministrazione, con vittoria di spese, da distrarsi a favore degli avvocati antistatari; chiedono altresì la condanna dell’intimata Amministrazione al pagamento – in conseguenza della perdurante violazione ed inosservanza del debito da tempo scaduto – di una ulteriore somma quale sanzione per il ritardo nell’ottemperanza ai sensi dell’art. 114, comma 4, lettera e) del c.p.a.

Non si è costituita in giudizio l’Amministrazione ritualmente intimata.

Alla camera di consiglio del 18.2.2015 la causa è trattenuta in decisione.

Con ordinanza n. 6222 del 29.4.2015 i ricorrenti sono stati avvisati, ai sensi dell’art. 73 CPA, dell’esistenza di una causa di inammissibilità del ricorso in esame e sono stati invitati a produrre una memoria difensiva al riguardo entro il termine di 10 gg.

Alla Camera di consiglio del 15 maggio 2015 il Collegio, rilevato che nessuno scritto difensivo era stato depositato presso la Segreteria del Tribunale entro il termine sopraindicato e che nell’ordinanza predetta non era espressamente prevista la perentorietà dello stesso termine, ha deciso, al fine di non conculcare il diritto di difesa degli interessati, di differire la decisione.

Alla Camera di Consiglio riconvocata per il 2.9.2014 la causa è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso in esame, ritualmente notificato presso l’Avvocatura Generale dello Stato in data 20.3.2014 e depositato entro i successivi 15 giorni nella Segreteria del Tar, è inammissibile in quanto la sentenza di cui si chiede l’ottemperanza è stata notificata in data 24.6.2013 presso la sede reale dell’amministrazione intimata priva della formula esecutiva prescritta dall’art. 14 del D.L. 31.12.1996, n. 669 conv. in L. n. 30 del 1997.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale consolidato e condiviso dalla Sezione la “notificazione del titolo esecutivo” è condizione necessaria non solo per l’esecuzione davanti al giudice civile delle sentenze di condanna al pagamento di somme – sentenze che attraverso la spedizione divengono titoli esecutivi ossia idonei per l’esecuzione forzata – ma altresì per proporre il giudizio di ottemperanza alle medesime sentenze previsto davanti al giudice amministrativo (vedi da ultimo T.A.R. Calabria Catanzaro Sez. II, 05.12.2014, n. 2099; T.AR. Sicilia-Palermo, Sez. III 13.7.2011, n. 1361, Cons. Stato Sez. IV, 12.5.2008, n. 2160). In entrambi i giudizi, la spedizione in forma esecutiva della sentenza e la conseguente apposizione da parte del pubblico ufficiale della formula esecutiva ha la funzione di controllare la legittimazione del soggetto attivo del titolo a servirsi di esso per la soddisfazione in concreto del proprio diritto accertato e pertanto costituisce un requisito indispensabile perché il titolare del diritto possa agire esecutivamente; presuppone altresì il controllo degli ulteriori aspetti formali in ordine all’esistenza del titolo stesso e alla sua esecutività, in particolare il controllo dell’efficacia del titolo esecutivo sin dall’origine o acquisita successivamente come nel caso del decreto ingiuntivo non opposto nei termini (Cassazione civile sez. III 12/04/2005 n. 7520).

Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso risulta, allo stato degli atti, inammissibile.

La mancata costituzione dell’Amministrazione intimata esonera il Collegio dallo statuire sulle spese e sugli onorari del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe.

Nulla per le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nelle camere di consiglio dei giorni 18 febbraio 2015 […]

 

Precedente Richiesta protezione internazionale, trasferimento in altro Stato, contestazione: giurisdizione amministrativa Successivo Ottemperanza condanna PA pagamento somma di denaro, astreinte utilizzabile

Un commento su “Sentenza notificata priva della formula esecutiva, ricorso per l’ottemperanza inammissibile

  1. Leonardo il said:

    Buonasera volevo chiedervi un’ informazione.
    Presto servizio per il Ministero della Difesa, a cui ho fatto ricorso al TAR in quanto ero stato trasferito d’ufficio e non mi avevano corrisposto la legge 100 (Missione).
    Il TAR mi ha dato ragione. Adesso volevo sapere qual’e’ la strada piu’ breve per poter recuperare i miei soldi.
    Grazie aspetto notizie preferibilmente sul mio indirizzo email ***@libero.it
    Buon Lavoro

I commenti sono chiusi.