Supplenze docenti di sostegno, assegnazione tramite formazione elenchi: controversie alla giurisdizione ordinaria

In materia di assegnazione supplenze docenti di sostegno tramite formazione elenchi da parte dell’Ufficio scolastico regionale, si è recentemente pronunciato il Consiglio di Stato che ha optato per la giurisdizione ordinaria delle relative controversie.

Come è noto, a seguito del processo normativo di privatizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, la giurisdizione amministrativa – ai sensi dell’art.63, comma 4, d.lgs. n.165 del 2001 – continua a trovare applicazione in via residuale, solo in relazione alle controversie inerenti alle procedure concorsuali per l’assunzione ed è pertanto limitata a quelle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i “vincitori”, rappresenta l’atto terminale del procedimento. Non rientra, pertanto, nella giurisdizione amministrativa la controversia concernente assegnazione di supplenze nei posti di sostegno nella scuola secondaria che, avendo ad oggetto le modalità concrete con cui un Ufficio scolastico regionale ha inteso procedere agli affidamenti degli incarichi di supplenza sulle cattedre di sostegno per un determinato anno scolastico, riguarda, in sostanza, l’accertamento del diritto degli originari ricorrenti a poter scegliere con la priorità discendente dalla formazione di un unico elenco di docenti la sede di servizio più confacente alle rispettive esigenze. In tal caso, l’assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto dell’atto di approvazione, colloca la fattispecie in esame al di fuori della materia concorsuale (propriamente detta) di accesso all’impiego e comporta che sia il giudice ordinario a valutare la pretesa alla corretta formazione dell’elenco dei docenti aspiranti agli incarichi in funzione del soddisfacimento delle esigenze di copertura provenienti dai distinti istituti scolastici.

Nè la suddetta conclusione può mutare riconoscendo natura di atto generale di macro-organizzazione agli atti organizzativi posti in essere dalla amministrazione scolastica per l’assegnazione delle supplenze, posto che pacificamente tali atti non sono certamente sussumibili tra quelli di macro-organizzazione indicati all’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001. Per converso, la formazione degli elenchi dei supplenti e le attività preparatorie a ciò preordinate appare piuttosto rientrare nelle ordinarie attività organizzative poste in essere dalla amministrazione con la capacità e i poteri del datore del lavoro privato (art. 5, comma 2, d.lgs. n. 165 del 2001) di fronte alle quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi giustiziabili dinanzi al giudice civile.

Vedi anche:

Graduatorie personale ATA

Corsi per specializzazione sostegno disabili: basta diploma maturità magistrale anno 2001/2002

Anche dopo adozione Piano educativo individualizzato giurisdizione del giudice amministrativo

Requisiti accesso corsi speciali per diploma specializzazione sostegno alunni disabili

Insegnanti, diplomati entro a.s. 2001/2002 vanno inseriti nelle graduatorie ad esaurimento

Se manca piano educativo individualizzato (P.E.I.) comunicazione PA numero ore sostegno non è atto lesivo impugnabile

Disabili, scuole, pari opportunità, ore insegnante sostegno

 

Consiglio di Stato sentenza n. 4389 20 ottobre 2016

[…]

per la riforma

della sentenza del T.A.R. PUGLIA – BARI: SEZIONE II n. 1537/2015, resa tra le parti, concernente assegnazione di supplenze nei posti di sostegno nella scuola secondaria;

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Il Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca impugna la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Puglia 26 novembre 2015 n. 1537 che ha accolto in parte ( limitatamente alla richiesta risarcitoria) il ricorso proposto dalle odierne parti appellate, docenti interessate alla assegnazione di ore di supplenza nei posti di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.

2. L’Amministrazione si duole della erroneità della gravata sentenza che, sull’assunto di un pregiudizio patrimoniale subìto dagli originari ricorrenti per effetto della non corretta assegnazione delle supplenze nei posti di sostegno, ha disposto la riparazione patrimoniale di tale danno determinandolo nella misura differenziale delle maggiori spese affrontate dai docenti rispetto all’anno scolastico precedente a quello per cui è giudizio. Assume in via preliminare l’Amministrazione appellante la carenza di giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della controversia in esame e, nel merito, la piena legittimità degli atti posti in essere dall’Ufficio scolastico pugliese atteso che le disponibilità dei posti da assegnare sarebbero emerse a mano a mano che sono pervenute le richieste di copertura da parte degli istituti scolastici; di qui l’esigenza di istituire un primo elenco di sedi da assegnare e poi un secondo elenco (ciò che avrebbe di fatto determinato, nella prospettiva degli originari ricorrenti, un’inversione dell’ordine di graduatoria degli aspiranti nella indicazione delle preferenze delle sedi).

3.Si sono costituite le parti appellate per resistere all’appello e chiederne la reiezione.

4.All’udienza pubblica del 13 ottobre 2016 la causa è stata trattenuta per la sentenza.

5.L’appello è fondato nei limiti di cui appresso.

6.Con il primo motivo, l’Amministrazione scolastica appellante deduce il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nella controversia in esame e lamenta che il Tar, con la impugnata sentenza, abbia erroneamente pronunciato sul merito della causa, superando la questione di giurisdizione sollevata già in primo grado dalla odierna appellante.

7.Il motivo d’appello è fondato ed il suo accoglimento, avendo carattere assorbente, implica l’annullamento della sentenza impugnata e la devoluzione della controversia dinanzi al giudice ordinario.

8. Come è noto, a seguito del processo normativo di privatizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, la giurisdizione amministrativa – ai sensi dell’art.63, comma 4, d.lgs n.165 del 2001 – continua a trovare applicazione in via residuale, solo in relazione alle controversie inerenti alle procedure concorsuali per l’assunzione ed è pertanto limitata (cfr. Cass. S.U. 13 febbraio 2008 n. 3399 e 8 febbraio 2011 n. 3032) a quelle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i “vincitori”, rappresenta l’atto terminale del procedimento. Non rientra, pertanto, nella giurisdizione amministrativa la controversia in esame che, avendo ad oggetto le modalità concrete con cui l’Ufficio scolastico regionale della Puglia ha inteso procedere agli affidamenti degli incarichi di supplenza sulle cattedre di sostegno per l’anno scolastico 2014-2015, riguarda, in sostanza, l’accertamento del diritto degli originari ricorrenti a poter scegliere con la priorità discendente dalla formazione di un unico elenco di docenti la sede di servizio più confacente alle rispettive esigenze. In tal caso, l’assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto dell’atto di approvazione, colloca la fattispecie in esame al di fuori della materia concorsuale (propriamente detta) di accesso all’impiego e comporta che sia il giudice ordinario a valutare la pretesa alla corretta formazione dell’elenco dei docenti aspiranti agli incarichi in funzione del soddisfacimento delle esigenze di copertura provenienti dai distinti istituti scolastici.

9. Nè la suddetta conclusione può mutare riconoscendo natura di atto generale di macro-organizzazione agli atti organizzativi posti in essere dalla amministrazione scolastica per l’assegnazione delle supplenze, posto che tale natura pacificamente non rivestono gli atti in prime cure impugnati, certamente non sussumibili tra quelli di macro-organizzazione indicati all’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001. Per converso, la formazione degli elenchi dei supplenti e le attività preparatorie a ciò preordinate appare piuttosto rientrare nelle ordinarie attività organizzative poste in essere dalla amministrazione con la capacità e i poteri del datore del lavoro privato (art. 5, comma 2, d.lgs. n. 165 del 2001) di fronte alle quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi giustiziabili dinanzi al giudice civile.

Va da sé che anche sulla domanda risarcitoria, atteso il suo carattere ancilare ( art. 7 c.p.a.) rispetto alla causa petendi principale difetta la giurisdizione di questo giudice amministrativo.

10. In definitiva, in applicazione dei principi già enunciati dalla Adunanza plenaria di questo Consiglio di Stato ( 12 luglio 2011 n.11), deve essere dichiarata , in accoglimento del primo mezzo, la giurisdizione del giudice ordinario, dinanzi al quale la causa sarà riassunta dalla parte più diligente entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza.

Ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice ordinario nel rispetto del suddetto termine ( art. 11 c.p.a.).

11. In considerazione della particolarità della vicenda e del suo peculiare epilogo processuale, le spese del doppio grado di giudizio possono essere compensate tra le parti, ricorrendo giusti motivi.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso di primo grado ed annulla l’impugnata sentenza.

Nel rispetto del termine di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza, la causa potrà essere riproposta dinanzi al giudice ordinario competente per territorio.

Spese del doppio grado di giudizio compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 ottobre 2016 […]

 

Precedente Infermità da causa di servizio Successivo Declaratoria di incostituzionalità