Trasferimento straniero dopo ripresa in carico di altro Paese, giurisdizione GA

Il provvedimento che dispone il trasferimento dello straniero richiedente asilo, adottato dopo l’interpello dello Stato italiano a quello estero, che ha risposto positivamente (c.d. ripresa in carico) ha carattere discrezionale e la scelta se esaminare la domanda d’asilo in Italia o rimandare il ricorrente nel Paese estero dev’essere effettuata entro il termine perentorio di tre mesi dalla domanda d’asilo, cosicché si versa in materia di interesse legittimo e deve ritenersi sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo.

Consiglio di Stato sentenza n. 3825 3 agosto 2015

[…]

Premesso il contenuto dell’atto di appello, da intendersi richiamato integralmente;

Considerato che con la sentenza in epigrafe è stato dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendosi che i provvedimenti che negano il permesso di soggiorno per protezione internazionale ( da quella diretta al conseguimento della protezione maggiore fino a quella residuale di cui al richiamato art. 5, comma 6, del D. Lgs n. 286/1998) rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la posizione giuridica azionata dall’interessato avrebbe consistenza di diritto soggettivo;

Ritenuto, viceversa, in punto di fatto, che il provvedimento impugnato adottato dal Dirigente del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, in data 7 gennaio 2015, non nega il permesso di soggiorno, ma si limita a disporre il trasferimento in Belgio dell’appellante, richiedente

protezione internazionale

, in quanto egli aveva presentato in Belgio analoga istanza in data 13.6.2013 ( come risulta dalle impronte digitali nel sistema EURODAC) e a quello Stato è stata indirizzata dall’Italia richiesta di “ripresa in carico”, ai sensi del Regolamento UE 604/2013;

Ritenuto, pertanto, che si versa in materia di interesse legittimo, in quanto il provvedimento che dispone il trasferimento dello straniero richiedente asilo, adottato dopo l’interpello dello Stato italiano a quello estero, che ha risposto positivamente (c.d. ripresa in carico) ha carattere discrezionale e la scelta se esaminare la domanda d’asilo in Italia o rimandare il ricorrente nel Paese estero dev’essere effettuata entro il termine perentorio di tre mesi dalla domanda d’asilo, cosicché deve ritenersi sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo;

Ritenuto, pertanto, ai sensi dell’art. 105, comma 1, cod. proc. amm. che la causa vada rimessa al primo giudice per la trattazione e che, ai sensi del comma 3 del citato art. 105, le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione della presente sentenza;

Ritenuto, altresì, di compensare le spese di giudizio, in considerazione delle questioni trattate;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo e ai sensi dell’art. 105, comma 1, rimette la causa al TAR Puglia, Sezione staccata di Lecce.

Le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della presente sentenza.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all’oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi dell’appellante manda alla Segreteria di procedere all’annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 30 luglio 2015 […]

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