Tributi, pagamento TARI, ricorso contro le tariffe delle tasse sui rifiuti delle utenze domestiche, Tar Campania sentenza n. 1361 2 marzo 2018 in materia di annullamento della delibera di un consiglio comunale di approvazione delle tariffe TARI

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia avente per oggetto i provvedimenti comunali con cui, in via autoritativa e nell’esercizio di poteri discrezionali, sono fissate le tariffe dovute per la gestione dei rifiuti ed è esercitato il relativo potere regolamentare.

 

E’ proponibile dal contribuente ricorso giurisdizionale avverso l’atto generale di fissazione della tariffa relativa alla tassa annuale sui rifiuti.

Ciò, in quanto l’iter procedimentale attraverso cui si esplica la potestà normativo-impositiva attribuita in materia all’ente locale si perfeziona e irradia effetti lesivi con la determinazione dell’ammontare della tariffa anzidetta, tant’è che proprio in seguito all’adozione anno per anno di un simile atto a contenuto generale ciascun contribuente è in grado di misurare la gravosità dell’imposizione nei suoi riguardi e può, quindi, valutare in concreto l’entità del pregiudizio sofferto.

 

I provvedimenti di determinazione delle tariffe relative alle tasse sui rifiuti, pur avendo natura di atti generali, non ricadono nella sfera applicativa dell’art. 13 della l. n. 241/1990, ma, per il loro carattere di specialità e per le connesse esigenze di garanzia procedimentale rafforzata, soggiacciono alla disciplina dettata dall’art. 69 comma 2, del d.lgs. n. 507/1993, che impone di motivare analiticamente le scelte operate, precipuamente quanto alle ragioni dei rapporti stabiliti tra le tariffe, nonché ai dati ed alle circostanze che hanno eventualmente comportato l’aumento per la copertura minima obbligatoria del costo.

La motivazione dell’atto di determinazione della tariffa in materia di rifiuti deve essere, poi, congrua e comprensibile, nonché trasparente circa i criteri scelti per addivenire alla quantificazione delle somme dovute dai cittadini, al fine di assicurare il controllo (in primo luogo degli stessi amministrati e poi del giudice competente) sull’esercizio del potere discrezionale da parte degli enti locali impositori.

Conseguentemente, è illegittimo per violazione di legge ed eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione il provvedimento con cui sia stata determinata la tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti, nel caso in cui dal provvedimento medesimo non sia ricavabile alcun elemento idoneo a ricostruire i presupposti di fatto e di diritto in ordine all’ammontare e/o all’aumento della tariffa.

Vedi anche:

Delibere IMU e TASI (di determinazione delle aliquote) e TARI (delle tariffe), Consiglio di Stato sentenza n. 267 17 gennaio 2018 su impugnazione straordinaria di regolamenti e atti adottati dall’ente locale in materia di entrate da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze

Revocazione sentenza tributaria,

Agevolazione prima casa, donazione quota immobile

Delibere comunali adeguamento oneri concessori 

Sanzioni omesso versamento IVA, 

Tassazione vincite casinò

Iva sulle importazioni, applicazione sentenza Equoland e reverse charge

 

Tar Campania sentenza n. 1361 2 marzo 2018

Il fatto e le contestazioni

“Con ricorso notificato il 29 giugno 2016 e depositato il 19 luglio 2016, i nominativi indicati in epigrafe, in qualità di possessori o detentori, a vario titolo, di unità immobiliari destinate a civili abitazioni e ubicate nel territorio comunale di Castel Volturno, e, come tali, soggetti passivi della TARI (tassa sui rifiuti) per le utenze domestiche, impugnavano, chiedendone l’annullamento:

– la delibera del Consiglio comunale di Castel Volturno n. 17 del 29 aprile 2016 (avente per oggetto “Approvazione piano finanziario e tariffe della componente TARI (tributo servizio rifiuti) anno 2016, conferma aliquote e tariffe per IMU, TASI, CIMP, TOSAP, affissioni, nella misura vigente nel 2015”), nella parte in cui aveva fissato le tariffe TARI per l’anno 2016;

– ove occorrente, la delibera del Consiglio comunale di Castel Volturno n. 16 del 29 aprile 2016, recante la modifica del regolamento comunale IUC (imposta unica comunale) (approvato con precedente delibera consiliare n. 17 del 10 settembre 2014);

– ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale, tra cui, segnatamente, la delibera della Giunta comunale di Castel Volturno n. 38 del 12 maggio 2016, recante la determinazione delle rate e delle scadenze di pagamento della TARI 2016.

A supporto dell’esperito gravame, lamentavano che, ingiustificatamente, arbitrariamente, in difetto di motivazione e in disparità di trattamento, la delibera del Consiglio comunale di Castel Volturno n. 17 del 29 aprile 2016, a fronte di una contrazione del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti, avrebbe aumentato la tariffa TARI relativa alle utenze domestiche e, per converso, ridotto quella relativa alle utenze non domestiche.”

La decisione dei giudici

“Ora, alla stregua delle coordinate ermeneutico-applicative … illustrate, è da ritenersi che la gravata delibera del Consiglio comunale di Castel Volturno n. 17 del 29 aprile 2016 non sia supportata da adeguata base istruttorio-motivazionale, segnatamente sotto il censurato profilo dell’incremento della tariffa TARI relativa alle utenze domestiche e del contestuale decremento di quella relativa alle utenze non domestiche.

Ed invero, il provvedimento in parola si limita a indicare genericamente che “la tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio; la tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività”; si limita, poi, a riportare nel prospetto di cui all’allegato B il dettaglio dei coefficienti di produzione dei rifiuti.

Nessuna giustificazione fornisce, quindi, in ordine alla circostanza che, a fronte di una contrazione del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti – dagli € 9.023.710,15 previsti per l’anno 2015 (cfr. delibera del Consiglio comunale di Castel Volturno n. 15 del 2 settembre 2015) agli € 8.820.710,16 previsti per l’anno 2016 –, la tariffa TARI relativa alle utenze domestiche risulta così incrementata dall’anno 2015 all’anno 2016:

1 componente: 0,72 < 0,785 €/mq parte fissa; 104,40 < 118,54 €/anno parte variabile

2 componenti: 0,83 < 0,911 €/mq parte fissa; 179,56 < 203,89 €/anno parte variabile

[…]

Del pari, nessuna giustificazione fornisce in ordine alla circostanza che, a fronte dell’illustrato incremento della tariffa TARI relativa alle utenze domestiche, la tariffa TARI relativa alle utenze non domestiche risulta così ridotta dall’anno 2015 all’anno 2016:

1) Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto: 0,63 > 0,500 €/mq parte fissa; 1,63 > 1,427 €/mq parte variabile

2) Cinematografi e teatri: 0,46 > 0,371 €/mq parte fissa; 1,21 > 1,054 €/mq parte variabile

 

[…]

30) Discoteche, night club: 1,64 > 1,241 €/mq parte fissa; 4,27 > 3,995 €/mq parte variabile.

10. In conclusione, stante la sua acclarata fondatezza sotto il profilo del deficit istruttorio e motivazionale, il ricorso in epigrafe va accolto, con conseguente annullamento del provvedimento con esso impugnato.”

Sulle spese

“Le spese di lite seguono la soccombenza”

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