Unico centro decisionale offerte appalti, esclusione impresa, verifica: Tar Lazio sent n. 10921 31 ottobre 2017 sui criteri (preventivamente ab externo e poi sulla base contenuto delle offerte) per la valutazione dell’imputabilità dell’offerta.

Unico centro decisionale offerte appalti, esclusione, verifica imputabilità dell’offerta: Tar Lazio sentenza n. 10921 31 ottobre 2017

Il fatto:

….Devono infatti essere condivise le doglianze della controinteressata, in quanto gli indici presuntivi declinati nelle censure incidentali depongono per l’esistenza di un unico centro decisionale tra la ricorrente principale (seconda graduata) e la Omissis S.p.A., terza graduata…

La regola di diritto:

La verifica, sulla base di univoci elementi, se le offerte dei partecipanti alla gara siano “imputabili ad un unico centro decisionale deve avere un duplice oggetto, di carattere progressivo: in primo luogo, occorre verificare preventivamente e ab externo, cioè sulla base di elementi strutturali o funzionali ricavati dagli assetti societari e personali delle varie società partecipanti, se esista, in base ad univoci elementi anche di natura presuntiva, un unico centro decisionale della presentazione e del contenuto di più offerte; d) ove non si raggiunga tale convinzione, occorre procedere ad un’ulteriore verifica, che si risolva in un attento esame del contenuto delle offerte, dal quale possa evincersi l’esistenza dell’unicità soggettiva sostanziale, al di là di formali distinzioni, della provenienza delle offerte.

Gli elementi di valutazione nel caso di specie:

…Tanto premesso, per ciò che attiene al primo dei due profili si richiamati, ovvero a quello relativo all’intreccio societario, rileva il Collegio che quanto prospettato dalla ricorrente incidentale è stato smentito solo parzialmente dalla Omissis, la quale si è limitata a contestare che essa e la terza graduata formino la compagine societaria di Omissis Group, ma non ha contestato che vi siano rapporti negoziali tra le due realtà aziendali, posto che essa stessa ha ammesso che in data 21 gennaio 2015 Omissis (di cui è socio unico Omissis Holding s.p.a.) aveva stipulato con la società Omissis Group s.r.l. un contratto di affitto del ramo d’azienda relativo alla meccatronica, i cui effetti sono decorsi a far data dal 2 febbraio 2015; che vi sia un contratto di affitto d’azienda tra SAS e Omissis Group; che vi sia, ancora, un contratto di licenza per uso di marchio tra Omissis Holding e Omissis Group; e che sussista un contratto di locazione tra Omissis Holding e Omissis Group.

Secondo la stessa ricorrente principale, poi, “Al predetto contratto di affitto accede altresì un ulteriore contratto stipulato tra Omissis Holding S.p.A. (socio unico di Omissis S.p.A. in Liquidazione) e Omissis Group s.r.l. avente ad oggetto l’uso del marchio “Omissis” (di cui Omissis Holding era ed è l’unica proprietaria), concesso in esclusiva per la commercializzazione dei soli prodotti oggetto dell’attività del ramo d’azienda concesso in affitto”; inoltre, in tale contratto è ricompreso anche il diritto di utilizzo del sito internet www.Omissis.it che, di conseguenza, per la ricorrente principale, dalla stipula non sarebbe più riconducibile al gruppo Omissis, ma solo e direttamente a Omissis.

Inoltre, l’intreccio è confermato dalla allegata (e non contestata) coincidenza delle sedi legali ed operativa delle società coinvolte, in quanto la Omissis nel proprio sito internet, indica quale propria sede operativa quella della Omissis Group SRL e quale sede legale quella della Omissis Group SRL e della Omissis S.p.a., mentre coincidono altresì la sede operativa della Omissis Group SRL e la sede legale della Omissis.

Rileva il Collegio che dall’assetto negoziale tra le due holding riconducibile alla seconda ed alla terza graduata è rilevabile un sicuro rapporto di cointeressenza: si pensi alla concessione in esclusiva dei segni distintivi dell’una all’altra ed alla plurima coincidenza di sedi, oltre che all’affitto di azienda, per il quale un soggetto appartenente ad uno dei due centri di interesse opera attraverso strutture e mezzi dell’altro soggetto, di guisa che è evidente la comunanza di interessi tra le due realtà aziendali.

Le su descritte relazioni tra le società citate costituiscono un quadro presuntivo dal carattere grave, preciso e concordante, che la stazione appaltante avrebbe dovuto tenere nella debita considerazione, e che, per la sua attitudine a falsare il gioco concorrenziale, avrebbe dovuto comportare l’esclusione di Omissis e Omissis dalla gara….

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Tar Lazio sentenza n. 10921 31 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo:

– della comunicazione di aggiudicazione del servizio di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole e sistemi di apertura per gli Uffici Postali dislocati nella Aree Immobiliari Lombardia, Nord Est e Nord Ovest – Lotto n. 1 dell’8 febbraio 2017;

– del verbale di gara n. 10 del 13/01/2017, recante il giudizio di congruità dell’offerta di Omissis S.p.A. e la proposta di aggiudicazione del Lotto n. 1 in favore della stessa;

– del provvedimento di aggiudicazione definitiva;

– degli atti del subprocedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta di Omissis S.p.A.;

– di tutti i verbali delle sedute di gara, dal n. 1 del 21/11/2016 al n. 9 del 10-11/01/2017;

– di ogni altro atto, comunque denominato, ancorché non noto, che sia presupposto, connesso e/o consequenziale

nonché per la declaratoria

– ai sensi e per gli effetti degli articoli 121 e 122 del cod. proc. amm., dell’inefficacia del contratto d’appalto eventualmente stipulato e del diritto della ricorrente a “conseguire l’aggiudicazione e il contratto”;

nonché per la condanna

– ai sensi e per gli effetti degli articoli 121, 122 e 124 del cod. proc. amm., al risarcimento del danno ingiusto patito dalla ricorrente in conseguenza dell’illegittimità degli atti e dei provvedimenti impugnati, attraverso la reintegrazione in forma specifica e la conseguente condanna della stazione appaltante a far subentrare la ricorrente nel contratto e, in subordine, per equivalente, con riserva di determinare l’ammontare del danno nel corso del giudizio.

Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da OMISSIS SPA il 10\4\2017 :

verbali di gara da n. 1 a n. 10 nella parte in cui hanno disposto l’ammissione ed il mantenimento in gara della Omissis S.r.l.,

[…]

FATTO e DIRITTO

1. – Con ricorso spedito a notifica il 10 marzo 2017 e depositato il successivo giorno 17, la Omissis s.p.a. ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, l’aggiudicazione pronunziata l’8 febbraio 2017 da Poste Italiane s.p.a. in favore di Omissis s.p.a. del servizio di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole e sistemi di apertura per gli Uffici Postali dislocati nella Aree Immobiliari Lombardia, Nord Est e Nord Ovest – Lotto n. 1, da aggiudicare mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, recante un importo complessivo presunto di € 29.631.117,32.

2. – La ricorrente si è classificata al secondo posto in graduatoria, avendo conseguito 40 punti per l’offerta tecnica e 58,49 punti per l’offerta economica, e così, complessivamente, 98,49 punti; la prima graduata Omissis s.p.a. ha invece conseguito 39,99 punti per l’offerta tecnica e 59,51 punti per l’offerta economica, per un totale di 99,50 punti.

3. – La ricorrente espone, in punto di fatto, che già prima dell’apertura delle offerte la Commissione di gara aveva richiesto a Omissis s.p.a. di rendere chiarimenti in ordine all’oggetto, all’importo, alla durata ed ai destinatari dei contratti dichiarati per comprovare il possesso del requisito del fatturato specifico e ai quattro contratti di avvalimento prodotti, previa irrogazione della sanzione prevista dall’art. 83, co. 9 del d.lgs. n. 50/2016; che a seguito di ulteriore richiesta di chiarimenti relativa al fatturato specifico comprovato per mezzo dei contratti in questione (che non corrispondeva a quanto dichiarato dall’impresa nell’Allegato A1, punto 11e nell’Allegato A1, punto 12), l’organo di valutazione aveva richiesto all’impresa l’immediata produzione di una ulteriore dichiarazione, recante l’indicazione di tutti i contratti, propri e delle imprese ausiliarie, con la specificazione dei relativi importi, da rendersi in coerenza con quanto risultante nei singoli contratti di avvalimento.

4. – Anche in sede di verifica dell’anomalia delle offerte, poi, la Commissione aveva richiesto a Omissis s.p.a. di rendere ulteriori delucidazione sulla propria offerta, forniti dalla concorrente risultata aggiudicataria.

5. – Il ricorso è affidato ai seguenti motivi:

1) Violazione, falsa ed omessa applicazione degli artt. 80 e ss. d.lgs. n. 50/2016, dell’art. III.1.2 del bando di gara, dell’art. 2.1 del capitolato speciale d’oneri e dei chiarimenti diramati da Poste Italiane.

Il motivo ruota su diverse censure, che possono essere raggruppate come segue.

1.1 – Sarebbe stato innanzitutto violato l’art. III.1.2 del bando di gara, il quale prevedeva che, ai fini del possesso della capacità economica e finanziaria richiesta per prendere parte alla gara, ciascun concorrente dovesse comprovare un “fatturato specifico relativo ad attività riguardanti l’oggetto di gara, realizzato negli ultimi tre esercizi di bilancio approvati alla data di scadenza della presentazione della domanda di partecipazione/offerta, riguardante servizi di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole antirapina multitransito, porte d’ingresso ad anta scorrevole, bussole biometrica caveau con riconoscimento biometrico, come meglio specificato nel Capitolato Speciale d’Oneri- Parte I”. Inoltre, la domanda di partecipazione avrebbe dovuto essere corredata anche da un “Elenco di tutti i servizi che concorrono a formare almeno l’80 % del fatturato specifico di cui alla precedente lettera c), con l’indicazione per ciascuno del committente, del periodo di riferimento, della durata complessiva, dell’importo complessivo e del relativo importo annuo, dell’oggetto del servizio. Ed ancora, l’art. 2.1 del CSO I Parte richiedeva espressamente che con riguardo al lotto n. 1, ai fini della partecipazione ed a pena di esclusione, ciascun concorrente comprovasse di aver realizzato, complessivamente e negli ultimi tre esercizi finanziari approvati alla data di presentazione dell’offerta, fatturati specifici nelle attività oggetto della gara non inferiori ad € 3 milioni; ma in caso di partecipazione ai lotti numeri 1 e 3 tale fatturato non avrebbe potuto essere inferiore a € 4,3 milioni. In sede di chiarimenti Poste Italiane aveva precisato che, ai fini del possesso del requisito in discorso, non avrebbe potuto essere fatto valere il fatturato realizzato con riguardo alla manutenzione ed alla assistenza tecnologica di accessi diversi da quelli indicati.

In tale quadro, l’aggiudicataria Omissis s.p.a. ha dichiarato di avvalersi di quattro ausiliarie e, così, di disporre di un fatturato specifico complessivamente pari ad € 4.359.095,69, ovvero:

– quanto ad € 1.056.441,38, da Omissis s.r.l.;

– quanto ad € 514.881,70, da Omissis s.r.l.;

– quanto ad € 290.000,00, da Omissis s.r.l.;

– quanto ad € 2.031.012,00, da Omissis s.r.l., il tutto per complessivi € 3.892.335.

A seguito dei chiarimenti a più riprese richiesti dalla Stazione appaltante, sarebbe emerso che i contratti prodotti da Omissis s.p.a. non avrebbero avuto oggetto conforme a quanto richiesto dalla legge di gara, in quanto non riguardanti “servizi di manutenzione ed assistenza tecnologica di bussole antirapina multitransito, porte d’ingresso ad anta scorrevole, bussole biometrica caveau con riconoscimento biometrico”), attenendo:

– quelli svolti da OMISSIS in proprio, per l’importo dichiarato di € 162.760,61, alla “realizzazione del sistema integrato dei palazzi del [omissis] e relativa manutenzione”;

– quelli svolti da Omissis, per l’importo complessivo dichiarato di € 2.046.268,00, a “imp.

Sicurezza controllo accessi, manutenzione”;

– quelli svolti da Omissis per l’importo complessivo dichiarato di € 514.881,70, alla “installazione di apparecchiature ad integrazione del sistema controllo accessi (bussole e/o porte interbloccate) in Global Security System presso Agenzie …” ed alla “installazione di apparecchiature per il riconoscimento facciale in sistema di controllo accessi formato da sliding doors per ingresso in area self e successivo ingresso agenzia tramite bussola”;

– quelli svolti da Omissis per l’importo complessivo dichiarato di € 290.000,00, alla “manutenzione filiali [omissis] sistemi di sicurezza, allarme, TVC, aree self banking, bussole antirapina e porte interbloccate” ed alla “manutenzione filiali BNL, BNP, Sistemi di sicurezza, allarme TVCC, aree self banking, porte interbloccate”;

– quelli svolti da Omissis per l’importo complessivo dichiarato di € 1.092.782,50 per “installazione e manutenzione di bussole, porte automatiche ed accessori”.

1.2. –Per una seconda censura, l’ausiliaria Omissis s.r.l., nel proprio oggetto sociale, non contemplerebbe l’attività di manutenzione, ma solo quella di “costruzione e l’installazione di sistemi di sicurezza ed antirapina”, sicchè il suo fatturato non potrebbe giovare ad integrare il requisito richiesto a pena di esclusione.

2) Violazione, falsa ed omessa applicazione degli artt. 3 e 97 Costituzione, 80 d.lgs. n. 50/2016 e 21 del capitolato speciale d’oneri (i parte). Violazione dei principi della par condicio e della parità di trattamento tra i concorrenti.

La controinteressata è stata ammessa dalla Commissione di gara a numerosi e reiterati chiarimenti in ordine al raggiungimento del requisito del fatturato relativo alla capacità economica e finanziaria mediante i detti contratti di avvalimento; in particolare, nelle date del 12/12/2016 e del 13/12/2016 – e, dunque, oltre il termine assegnatole, la controinteressata ha quindi trasmesso una ulteriore dichiarazione e nuovi contratti di avvalimento nella quale ha distinto, fra gli importi complessivi precedentemente esposti, quelli realizzati in relazione ai servizi effettivamente analoghi a quelli richiesti dalla legge di gara, così sostanzialmente mutando l’offerta già presentata; e declinando, per di più, contratti stipulati dalla ausiliarie che non atterrebbero all’oggetto di gara.

3) Violazione, falsa ed omessa applicazione degli artt. 97 d.lgs. n. 50/2016 e 12 del capitolato speciale d’oneri (i parte). Eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei presupposti.

Inoltre, l’offerta economica della controinteressata risulterebbe anomala ed inattendibile, in quanto l’art. 5.2.4 del Capitolato Speciale d’appalto contempla anche interventi di “Revamping”, volti a migliorare le prestazioni degli impianti, aumentarne l’efficienza e l’affidabilità e prolungarne il ciclo di vita; per i quali la controinteressata ha offerto, sui prezzi indicati nel listino redatto dalla ricorrente Omissis (che ne ha la disposnibilità) un ribasso pari al 35%, maggiore di quello proposto dalla stessa Omissis, e pertanto inattendibile.

4) Violazione, falsa ed omessa applicazione dell’art. 83, co. 9, d.lgs. n. 50/2016 e dell’art. 21 del capitolato speciale d’oneri (I parte). Violazione dei principi della par condicio e disparità di trattamento. Eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei presupposti.

Premesso che ai sensi dell’art. 83, co. 9, d.lgs. n. 50/2016, le carenze formali della domanda possono essere sanate mediante soccorso istruttorio, a patto che non attengano ad elementi dell’offerta tecnica ed economica, la commissione, che non avrebbe dovuto ammettere OMISSIS ad integrare successivamente i contratti di avvalimento prodotti in uno con l’offerta, tanto meno avrebbe potuto accontentarsi delle successive dichiarazioni della contointeressata, che avrebbe dovuto esser esclusa.

6. – La stazione appaltante e la controinteressata si sono costituite in giudizio, chiedendo, con le rispettive memorie, il rigetto del ricorso.

Omissis s.p.a. ha, inoltre, interposto ricorso incidentale volto all’esclusione della ricorrente principale dalla gara, notificato il 3 aprile 2017 e depositato il successivo giorno 10, con il quale ha dedotto:

“Violazione di legge. Violazione e falsa applicazione dell’art. 80, comma 5 lett. m) e comma 6 del D.Lgs. n. 50/2016. Violazione della lex specialis di gara. Violazione e falsa applicazione del punto III.1.1 lett.b) del Bando di gara e del punto 11 del Capitolato Speciale d’Oneri – Parte I. Violazione del principio di par condicio e dei principi che regolano le procedure ad evidenza pubblica. Eccesso di potere per travisamento dei fatti, erronea presupposizione, difetto d’istruttoria, illogicità, contraddittorietà, ingiustizia manifesta e sviamento di potere”, affermando la sussistenza di un collegamento sostanziale tra la Omissis e la terza graduata Omissis Group, che deriverebbe dall’esistenza di plurimi indici presuntivi, ovvero:

– l’esistenza di un rapporto di collaborazione stabile e continuativo che si è estrinsecato attraverso la costituzione della società Omissis Group, come si evincerebbe dalla presenza, nel sito internet della Omissis, di un link che rimanda ad una pagina che tratta proprio di tale collaborazione tra le due imprese;

– il socio di maggioranza della Omissis Group è la Omissis S.p.A., che detiene ben l’80% del capitale sociale;

– la Omissis nel proprio sito internet, indica quale propria sede operativa quella della Omissis Group SRL e quale sede legale quella della Omissis Group SRL, in Via Omissis 116, Omissis (FI) che è, altresì, la medesima sede legale della Omissis S.p.a.;

– la sede operativa della Omissis Group SRL e la sede legale della Omissis sono entrambe site in Via Santa Caterina da Siena 25 20010 Arluno (MI);

– la Omissis s.r.l. in liquidazione, società del Gruppo Omissis, in data 13.3.2013, con atto Notaio Omissis, n. rep.156166/27965, è stata oggetto di un contratto di affitto di azienda con la Omissis Group SRL, in qualità di cessionaria;

– i ribassi offerti in sede di gara dalla Omissis e dalla Omissis S.p.A. risultano assai simili; difatti la Omissis ha offerto quale ribasso sulla quota del canone per servizio di manutenzione soggetta a ribasso e sul costo degli interventi extracanone a gettone (R1) il ribasso del 25,01% e la Omissis il 22,11%; mentre quale ribasso sui prezziari (R2) rispettivamente la Omissis il 31,30% e la Omissis il 31,02%;

– infine, rileverebbe il fatto stesso che la Omissis, in sede di gara, non ha dichiarato di trovarsi in una situazione di collegamento rispetto ad un altro partecipante alla procedura di gara.

7. – In corso di causa Poste Italiane ha deciso di escludere Omissis s.p.a. (già dichiarata aggiudicataria in forza dei provvedimenti impugnati con il ricorso principale oggi in esame) a causa del mancato assolvimento dei propri obblighi tributari da parte di Omissis s.r.l., ausiliaria cooptata dalla controinteressata ai fini del conseguimento del fatturato specifico utile a dimostrare la capacità tecnica richiesta dalla legge di gara.

In particolare, la stipulazione del contratto di avvalimento con Omissis era stato consentito a Omissis s.p.a. in forza del terzo comma dell’art. 89 del d. lgs. n. 50\2016, il quale dispone espressamente che la stazione appaltante debba verificare, conformemente agli articoli 85, 86 e 88, se i soggetti della cui capacità l’operatore economico intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se sussistono motivi di esclusione ai sensi dell’articolo 80, ed impone all’operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione.

Con ricorso n. 4663\2017 r.g., chiamato nella medesima pubblica udienza nella quale è stato posto in decisione il presente ricorso, la Omissis s.p.a. ha impugnato la propria esclusione dalla gara; l’odierna ricorrente Omissis, in quel giudizio, ha proposto ricorso incidentale con il quale ha chiesto l’esclusione (per ragioni diverse da quelle sancite dalla stazione appaltante in sede amministrativa) della rivale.

8. –Le parti hanno scambiato le memorie di rito.

Alla pubblica udienza del 4 ottobre 2017 il ricorso è stato posto in decisione.

9. – Il ricorso incidentale di natura escludente di Omissis s.p.a., che deve essere esaminato in via di logica priorità, è fondato, e va accolto.

Devono infatti essere condivise le doglianze della controinteressata, in quanto gli indici presuntivi declinati nelle censure incidentali depongono per l’esistenza di un unico centro decisionale tra la ricorrente principale (seconda graduata) e la Omissis S.p.A., terza graduata, che ha partecipato alla gara in qualità di mandataria del costituendo Raggruppamento Temporaneo di Imprese con la società Omissis S.p.A., compagine che ha conseguito un punteggio complessivo pari a 96,68, di cui 58,91 per l’offerta economica e 37,77 per l’offerta tecnica.

Come noto, la verifica, sulla base di univoci elementi, se le offerte dei partecipanti alla gara siano “imputabili ad un unico centro decisionale deve avere un duplice oggetto, di carattere progressivo: in primo luogo, occorre verificare preventivamente e ab externo, cioè sulla base di elementi strutturali o funzionali ricavati dagli assetti societari e personali delle varie società partecipanti, se esista, in base ad univoci elementi anche di natura presuntiva, un unico centro decisionale della presentazione e del contenuto di più offerte; d) ove non si raggiunga tale convinzione, occorre procedere ad un’ulteriore verifica, che si risolva in un attento esame del contenuto delle offerte, dal quale possa evincersi l’esistenza dell’unicità soggettiva sostanziale, al di là di formali distinzioni, della provenienza delle offerte (Consiglio di Stato, sez. V, 10 gennaio 2017 n. 39).

Tanto premesso, per ciò che attiene al primo dei due profili si richiamati, ovvero a quello relativo all’intreccio societario, rileva il Collegio che quanto prospettato dalla ricorrente incidentale è stato smentito solo parzialmente dalla Omissis, la quale si è limitata a contestare che essa e la terza graduata formino la compagine societaria di Omissis Group, ma non ha contestato che vi siano rapporti negoziali tra le due realtà aziendali, posto che essa stessa ha ammesso che in data 21 gennaio 2015 Omissis (di cui è socio unico Omissis Holding s.p.a.) aveva stipulato con la società Omissis Group s.r.l. un contratto di affitto del ramo d’azienda relativo alla meccatronica, i cui effetti sono decorsi a far data dal 2 febbraio 2015; che vi sia un contratto di affitto d’azienda tra SAS e Omissis Group; che vi sia, ancora, un contratto di licenza per uso di marchio tra Omissis Holding e Omissis Group; e che sussista un contratto di locazione tra Omissis Holding e Omissis Group.

Secondo la stessa ricorrente principale, poi, “Al predetto contratto di affitto accede altresì un ulteriore contratto stipulato tra Omissis Holding S.p.A. (socio unico di Omissis S.p.A. in Liquidazione) e Omissis Group s.r.l. avente ad oggetto l’uso del marchio “Omissis” (di cui Omissis Holding era ed è l’unica proprietaria), concesso in esclusiva per la commercializzazione dei soli prodotti oggetto dell’attività del ramo d’azienda concesso in affitto”; inoltre, in tale contratto è ricompreso anche il diritto di utilizzo del sito internet www.Omissis.it che, di conseguenza, per la ricorrente principale, dalla stipula non sarebbe più riconducibile al gruppo Omissis, ma solo e direttamente a Omissis.

Inoltre, l’intreccio è confermato dalla allegata (e non contestata) coincidenza delle sedi legali ed operativa delle società coinvolte, in quanto la Omissis nel proprio sito internet, indica quale propria sede operativa quella della Omissis Group SRL e quale sede legale quella della Omissis Group SRL e della Omissis S.p.a., mentre coincidono altresì la sede operativa della Omissis Group SRL e la sede legale della Omissis.

Rileva il Collegio che dall’assetto negoziale tra le due holding riconducibile alla seconda ed alla terza graduata è rilevabile un sicuro rapporto di cointeressenza: si pensi alla concessione in esclusiva dei segni distintivi dell’una all’altra ed alla plurima coincidenza di sedi, oltre che all’affitto di azienda, per il quale un soggetto appartenente ad uno dei due centri di interesse opera attraverso strutture e mezzi dell’altro soggetto, di guisa che è evidente la comunanza di interessi tra le due realtà aziendali.

Le su descritte relazioni tra le società citate costituiscono un quadro presuntivo dal carattere grave, preciso e concordante, che la stazione appaltante avrebbe dovuto tenere nella debita considerazione, e che, per la sua attitudine a falsare il gioco concorrenziale, avrebbe dovuto comportare l’esclusione di Omissis e Omissis dalla gara.

Il ricorso incidentale è quindi fondato, e va accolto, con la conseguente improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso principale.

10. – Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo nel rapporto processuale tra ricorrente e controinteressata, mentre possono essere compensate per il resto.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), accoglie il ricorso incidentale; dichiara improcedibile il ricorso principale.

Condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore della controinteressata, che forfetariamente e complessivamente liquida in euro 3.000,00 (tremila\00) oltre IVA, CPA e contributi unificati versati; compensa le spese per il resto.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 4 ottobre 2017 […]

 

Precedente Professore di prima fascia, abilitazione scientifica, non idoneità, Tar Lazio sentenza n. 10919 31 ottobre 2017: criteri iper-selettivi (nella specie almeno tre lavori di livello “eccellente”) viziano di illegittimità il giudizio della Commissione Successivo Concorso scuola non abilitati all’insegnamento alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso per la copertura di posti scuole secondarie di primo e secondo grado, Tar Lazio sentenza n. 10903 31 ottobre 2017 annulla decreto buona scuola (D.D.G. 23 febbraio 2016 n 106): obbligo amministrazione prove suppletive per Itp non abilitati