Uranio impoverito sentenze, Tar Lazio sentenza n. 12217 11 dicembre 2017 sul mancato riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni in capo ad un militare italiano ammalatosi dopo essere rimasto in Kossovo per 170 giorni, per difetto nella dimostrazione del nesso causale: corretto l’utilizzo dello strumento della verificazione anziché della ctu medico-legale

Uranio impoverito sentenze, ctu o verificazione, Tar Lazio sentenza n. 12217 11 dicembre 2017:

Lo strumento della verificazione, rispetto alla consulenza tecnica d’ufficio, si differenzia in quanto, la prima, piuttosto che all’acquisizione di un giudizio tecnico, mira all’effettuazione di un mero accertamento tecnico di natura non valutativa.

…Nel caso di specie, l’esigenza processuale da soddisfare era quella di acquisire un adeguato riscontro tecnico, conforme alle attuali conoscenze scientifiche, declinate in relazione alla peculiare situazione soggettiva del ricorrente, circa la sussistenza del nesso causale tra servizio e patologia riscontrata nel ricorrente.

Non merita particolare dimostrazione il fatto che il chiesto risarcimento, richiede, preliminarmente, l’obiettivo riscontro del processo causale del nocumento lamentato.

Tale presupposto deve qualificarsi in termini, non già ipotetici, ma, quanto meno, quale momento più probabile che non.

Si tratta, in altre parole, di : “…un accertamento tecnico di natura non valutativa in quanto è finalizzata(o), e in ciò trova un preciso limite, al mero accertamento di fatti e situazioni al fine di completarne la conoscenza altrimenti non desumibile dalla documentazione versata agli atti del giudizio “ ( Tar Lazio-Roma, Sez. 1° quater, 22 aprile 2016, 2016).

Il Collegio ritiene, pertanto, che la relazione del verificatore ha riscontrato compiutamente il quesito prospettato che, è bene ricordare, non riguardava un contesto ipotetico valutativo, ma era volto ad appurare se, nel presente momento storico, “ lo stato dell’arte” consentiva di stabilire la sussistenza di un nesso causale tra la patologia accusata dal ricorrente ed il servizio prestato in Kossovo.

Come detto il verificatore ha escluso tale legame causale.

Al riguardo, non è secondario ricordare che, l’organismo pubblico chiamato a rispondere al quesito, è stato individuato dal Collegio proprio perché munito di specifiche ed alte competenze tecniche-scientifico e per la indiscussa professionalità dei componenti, tutti esperti nel campo oncologico.

La relazione finale risulta ampiamente documentata e motivata attraverso argomentazioni scientifiche che il Collegio non ha motivo per disattendere, così che la contraria opinione espresse dal consulente di parte ( la prodotta CTU, invero riguarda un diverso soggetto), non possono trovare accoglimento.

Pertanto il ricorso deve essere respinto….

Uranio impoverito sentenze, vedi anche:

Esposizione uranio impoverito, infermita’: PA deve provare mancanza nesso causale

Altre malattie:

Causa di servizio militare… (sentenze causa di servizio) su riconoscimento di dipendenza da causa di servizio dell’infermità..

Malattia endogena dipendente da causa di servizio: condizioni per il riconoscimento

Valutazioni tecniche comitato di verifica cause di servizio, discrezionalità

 

Tar Lazio sentenza n. 12217 11 dicembre 2017

L’oggetto del giudizio

“per la declaratoria

del diritto al risarcimento del danno per tutti i danni, patrimoniali, morali ed esistenziali subiti a causa della patologia allo stesso riscontrata e quantificato in euro 2.700.000,00, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria.”

Il fatto e le contestazioni

“Il presente ricorso perviene allo scrutinio del Tribunale in riassunzione, giusta Sentenza n. 16320/09 del Tribunale civile di Roma.

Riferisce il ricorrente di aver prestato servizio presso l’Esercito italiano, con il grado di caporal maggiore sino al marzo 2001.

Nel periodo marzo/luglio 2000, lo stesso ha partecipato alla missione in Kossovo denominata : Joint Guardian, svolgendo diversificate attività istituzionali.

Dopo circa tre settimane di permanenza in Kossovo il predetto ha accusato la perdita di sangue dalle gengive.

I sanitari ritennero opportuno inviare il militare presso l’ospedale italiano della Croce Rossa.

Sottoposto a visita, i medici prescrissero, per tale disturbo, l’uso di un anticoagulante.

Ritornato in Patria al termine della missione, lo stesso accusava ulteriori patologie con rigonfiamenti sottocutanei al collo, alle ascelle, all’inguine e sull’addome.

Per tali sintomi, il predetto, veniva inviato all’ospedale militare.

Dopo un periodo di ricovero per accertamenti, lo stesso veniva dimesso ed inviato in licenza per dieci giorni.

Al termine della quale veniva nuovamente inviato presso un diverso ospedale militare che, dopo l’osservazione del caso, lo giudicava idoneo al servizio.

Il ricorrente è stato, poi, congedato a domanda, nel marzo 2001.

L’anno successivo il predetto è stato sottoposto, presso l’ospedale Umberto 1° di Roma, ad intervento chirurgico per -OMISSIS-

Successivamente, a seguito di ulteriori malesseri ed accertamenti presso la clinica “Omissis”, fu riscontrata nel ricorrente una “ -OMISSIS-

L’esame istologico riscontrò l’esistenza di un “ -OMISSIS-.

Lo stesso, pertanto, venne sottoposto a nuovo intervento chirurgico presso l’ospedale IFO di Roma per -OMISSIS-

Sostiene il ricorrente che tali riscontrate patologie devono imputarsi eziologicamente alle contaminazioni tossiche conseguenti all’uso, nel teatro di operazioni del Kossovo, di proiettili all’uranio impoverito.

Alla luce di tali premesse e della affermata responsabilità dell’amministrazione nella causazione del nocumento nei termini sopra rappresentati, il-OMISSIS-ha avanzato ricorso giurisdizionale ed ha chiesto e quantificato in euro 2.700.000,00 il pregiudizio psico-fisico patito.

In via istruttoria lo stesso ha, altresì, chiesto disporre una CTU medico legale al fine di dichiarare la sussistenza del nesso di causalità tra la patologia tumorale (-OMISSIS-) ed il servizio prestato in Kossovo per i fattori di rischio connessi all’uso di proiettili all’uranio impoverito.

In particolare, la difesa del ricorrente ha sostenuto che, le accertate patologie, sono dovute all’ inquinamento atmosferico, alle contaminazioni tossiche provocate dalla combustione ed ossidazione dei metalli pesanti causate dall’impatto ed esplosione delle munizioni, anche di uranio impoverito, sui bersagli, sulle superfici dure, sulle fabbriche chimiche presenti in loco, sui siti ove permaneva durante il servizio di vigilanza e su quelli che il predetto aveva attraversato durante il servizio di scorta, sui depositi petroliferi e di altri carburanti, nonché per le esalazioni dei gas di scarico degli automezzi bellici e quelle dei solventi chimici per la pulizia delle armi, in cui l’attore era quotidianamente addetto, in uno con l’indebolimento fisico dovuto allo stress ed ai numerosi vaccini allo stesso somministrati, infine nella mancanza di ogni protezione individuale per tali zone obiettivamente inquinate.

A conforto della riportata tesi la difesa ha segnalato una cospicua letteratura sull’argomento, nonché relazioni ufficiali degli organi militari nazionali ed esteri.

Si costituiva la parte resistente contestando decisamente la avanzata richiesta economica perché le patologie riscontrate non potevano essere collegate causalmente al servizio prestato dal ricorrente in Kossovo.

Alla udienza pubblica del giorno 13 luglio 2016, la parte ricorrente chiedeva un rinvio alla udienza del 14 dicembre 2016 per la trattazione congiunta con altro ricorso ( n.r.g. 10596/09) presentato sempre dal ricorrente ed afferente, in buona sostanza, alla medesima vicenda.

Alla udienza del giorno 14 dicembre 2016 il Collegio, con Sentenza n. 2377/17, ha dichiarato, con riferimento al ricorso n. 10956/09, il difetto di giurisdizione, mentre con riferimento al presente ricorso, disponeva, per le ragioni di seguito espresse, non già la CTU richiesta, bensì una verificazione, affidata, attesa la delicatezza e la peculiarità della vicenda, all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche e Anatomo-Patologiche.

Veniva, pertanto, nominata la Commissione incaricata della verificazione nelle persone di :

Prof. -OMISSIS-Radioterapia Radiobiologia, Radioprotenzione, Presidente;

Prof. -OMISSIS-,Medicina Legale, Dipartimento di Scienze anatomiche, Istologiche, Medico legali e dell’Apparato locomotore : componente;

-Prof.-OMISSIS-Oncologia, Dipartimento di scienze Radiologiogiche, Oncologia ed Anatomo-Patologiche : componente,

La stessa si è costituita in data 14 marzo 2017, al fine di accertare e rispondere al seguente quesito : “ la Commissione, previa acquisizione della documentazione ritenuta necessaria ed in possesso dell’Amministrazione resistente, accerterà la sussistenza o meno del nesso eziologico tra la patologia così come accusata dal ricorrente ed il servizio reso nell’area balcanica in relazione alle peculiari condizioni di impiego del contingente italiano, indicando, in caso positivo, la quantificazione dei danni ed il grado di invalidità che la patologia accusata ha cagionato al ricorrente”.

La Commissione prendeva visione di tutta la documentazione clinica afferente al ricorrente.

In particolare :

Cartella clinica del ricorrente relativamente al ricovero dello stesso presso l’Istituto Omissis di Roma dal 9 dicembre 2003 al 3 gennaio 2004;

Rapporto n. 13/2004 del laboratorio di biomateriali del dipartimento di Neuroscienze, testa e collo, riabilitazione, dell’Università di Modena e Reggio Emilia;

Dichiarazioni spontanee dei marescialli -OMISSIS-, sottufficiali addetti al vettovagliamento della base italiana in Gorozdevac in Kossovo;

Scheda informativa del militare -OMISSIS-, redatta dal Comando Logistico Esercito-Stato Maggiore;

Relazione di parere medico legale in ambito di patologia correlata a causa di servizio in persona del caporal maggiore -OMISSIS-, redatta dalla dott.ssa -OMISSIS-in data 3 novembre 2009.

L’Organo della verificazione, al termine dei lavori ( 6 giugno 2017), ha prodotto una relazione, puntuale ed analitica, in cui ha dettagliatamente ripercorso lo stato della scienza in merito alla affermata relazione causale tra la patologia accusata ed il servizio prestato dal ricorrente nel teatro operativo in Kossovo, concludendo che le patologie riscontrate nel ricorrente non potevano imputarsi eziologicamente al servizio reso da quest’ultimo, per circa 170 giorni, nell’area balcanica, precisando che, proprio dal quadro clinico esaminato, in relazione allo stato attuale delle conoscenze mediche, le indicate malattie potevano, con significativa probabilità, insorgere a prescindere dall’impiego del ricorrente in Kossovo.

In sintesi, per l’Organo di verificazione, non è stata dimostrata la esistenza di un nesso causale tra servizio e la complessa patologia accusata dal ricorrente.

La parte ricorrente, che non ha inteso partecipare con un proprio consulente ai lavori dell’Organo di verificazione, ha prodotto, in replica alla indicata relazione, sia una consulenza tecnica d’Ufficio afferente al sig. Omissis e disposta nel giudizio innanzi alla Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo, che una relazione di parte, relativa al ricorrente ed estesa dal dott. -OMISSIS-, medico chirurgo, i cui esiti risultano difformi dalle conclusioni dell’Organo di verificazione.”

Sulle spese

“Le spese seguono la soccombenza e si liquidano nel dispositivo.

Le spese della verificazione, da imputarsi alla parte soccombente, sono individuate nei termini che seguono e si liquidano nel dispositivo.

La peculiarità dell’incarico non rientra in alcuna previsione di cui alla tabella approvata con decreto del Ministro della giustizia in data 30 maggio 2002, pertanto il relativo onorario dovrà essere commisurato, non già alla richiesta forfettaria avanzata dai componenti la verificazione, bensì in relazione al tempo necessario per lo svolgimento dell’ incarico in base alle vacazioni (art. 1 della tabella).

Consta che le attività di verificazione hanno avuto inizio il 14 marzo 2017 e sono terminate il 6 giugno 2017;

Appare congruo liquidare quattro vacazioni per ogni giorno di svolgimento dell’ incarico;

che, conseguentemente, la prima vacazione deve essere determinata, a mente dell’art. 1 del Decreto 30 maggio 2002, nella misura di euro 14,68 e le successive 332 nella misura di euro 8,15 euro, proprio in considerazione delle difficoltà dell’ indagine, del grado di completezza e del pregio dell’ elaborato;

Infine, rilevato che si tratta di incarico collegiale, il compenso globale deve essere determinato aumentando del 40 % per ciascuno dei componenti il compenso spettante ad un solo verificatore, a norma dell’ art. 53 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115;”

Precedente Ricorso ottemperanza, Consiglio di Stato sentenza n. 5824 11 dicembre 2017 sul procedimento per l’ottemperanza (art 114 cod. proc. amm.): il ricorso deve essere notificato, oltre che all’amministrazione tenuta ad eseguire il giudicato, anche a tutte le altre parti formali del giudizio di cognizione, che potrebbero avere un interesse contrario all’ottemperanza Successivo Legge 86 trasferimenti militari, Tar Lazio sentenza n. 12263 12 dicembre 2017 su requisiti indennità di trasferimento ex art. 1, co. 1, legge n. 86/01, corrisposta ai militari trasferiti d’autorità, dopo Adunanza Plenaria n. 1 2016: occorre un ordine di trasferimento disposto per il soddisfacimento di un interesse pubblico che si palesi prevalente rispetto a quello del militare