Viziata correzione esame avvocato per non corretta formazione della Sottocommissione, ottemperanza della sentenza, Consiglio di Stato sent. n. 302 18 gennaio 2018: non può essere riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere l’immediata attribuzione di un maggior punteggio o la diretta ammissione, seppur con riserva, alle prove orali

In materia di ottemperanza al giudicato amministrativo, dall’accoglimento di un vizio di legittimità formale inerente la procedura di correzione degli elaborati scritti dell’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato (la non corretta formazione della Sottocommissione in occasione del raggruppamento e successivo mescolamento dei plichi contenenti gli elaborati), non afferente, pertanto, la bontà della correzione delle prove scritte, non può che derivare un mero obbligo di procedere nuovamente alla correzione degli elaborati del candidato ricorrente.

Vedi anche:

Ricorso esame avvocato, Consiglio di Stato su sindacato giudizio Commissione esaminatrice elaborati prove scritte: pretesa distonica correlazione tra coefficiente numerico e giudizio sintetico non configura vizio sindacabile dal giudice amministrativo

Adunanza plenaria n. 7/2017

 Avvocatura: gli orientamenti giurisprudenziali sull’Esame di Stato

 

Consiglio di Stato sentenza n. 302 18 gennaio 2018

Il ricorso

“nei confronti di

Commissione Centrale Concorso Esame Abilitazione Esercizio Professione Avvocato – Sessione 2013, Sottocommissione Esaminatrice Concorso Esame Abilitazione Esercizio Professione Avvocato – Sessione 2013, Omissis non costituiti in giudizio;

per l’ottemperanza della sentenza del CONSIGLIO DI STATO – SEZ. IV n. 00526/2016, resa tra le parti, concernente l’esecuzione della sentenza n. 526/2016 del Consiglio di Stato, sezione quarta – esclusione dalle prove orali per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato – sessione 2013”

Il fatto e le incertezze interpretative della sentenza del Cds di cui è richiesta l’ottemperanza

“La ricorrente lamenta la mancata ottemperanza alla decisione resa dalla Quarta Sezione del Consiglio di Stato n. 526/2016.

La stessa riferisce, invero, che, sebbene avesse provveduto alla notifica della pronuncia e dell’invito ad adempiere nei confronti dell’Amministrazione, questa restava inerte.

Al riguardo, il Ministero afferma che il sintetico dispositivo della sentenza di appello determinava un’incertezza in ordine alle modalità di esecuzione della stessa, giacché nel ricorso si formulavano le seguenti richieste: “l’ammissione con riserva alle prove orali … e/o in subordine l’ordine di rinnovazione delle operazioni di correzione relative all’espletamento delle tre prove scritte della ricorrente … e/o in subordine di solo quelle di diritto civile e di diritto penale”.

Ebbene, occorre a questo punto ricordare che nella sentenza di cui si chiede l’ottemperanza il Collegio così si pronunciava nella parte dispositiva:

“Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado”.

Nella parte motiva della pronuncia la Sezione Quarta precisava inoltre che:

“Con il secondo motivo del ricorso introduttivo, l’appellante fa valere delle censure di ordine formale all’operato degli organi della procedura d’esame.

Nella seduta del 13 dicembre 2013, in occasione del raggruppamento e successivo mescolamento dei plichi contenenti gli elaborati delle tre giornate d’esame, la Sottocommissione sarebbe stata formata solo da avvocati e dunque non si sarebbe costituita in sessione plenaria.

Ne risulterebbero di conseguenza violati l’art. 22, comma 4, del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, e i criteri generali stabiliti dalla Commissione centrale con il verbale del 2 dicembre 2013, secondo cui le Sottocommissioni avrebbero dovuto curare la partecipazione a tutte le operazioni in discorso delle varie componenti professionali inoltre, nella seduta del 13 gennaio 2014, le Sottocommissioni in seduta plenaria avrebbero predeterminato secondo una progressione numerica la regola di divisione fra le diverse Sottocommissioni, per la correzione, degli elaborati scritti, ancora una volta violando le prescrizioni impartite dalla Commissione centrale, che avrebbero imposto il rimescolamento (cioè l’affidamento alla sorte) con esclusione di qualsiasi criterio prestabilito.

II T.A.R. ha svalutato queste trasgressioni, considerandole infondate (quanto alla necessaria presenza simultanea dei componenti di tutte e tre le categorie professionali presenti nelle Sottocommissioni, che – secondo costante giurisprudenza – non parteciperebbero ai lavori in rappresentanza di interessi settoriali) o sostanzialmente innocue, essendo garantita l’oggettività e la trasparenza dei criteri di riparto.

La risposta non è convincente. Giustamente l’appellante replica di non avere censurato il mancato pluralismo nella composizione della Sottocommissione o una concreta disparità di trattamento, ma la violazione di specifici obblighi di comportamento.

Risulta dunque accertata la violazione sotto più profili della lex specialis della procedura d’esame.

Si tratta, certo, di violazioni formali, dalle quali però – indipendentemente dall’accertamento di una concreta lesione dell’interesse dell’appellante – non può che discendere l’illegittimità degli atti impugnati”.

A fronte di tali enunciati, al fine di dissolvere l’incertezza insorta in capo al Ministero resistente, questo Collegio intende chiarire che dalla sentenza di cui si chiede l’esecuzione non discende il diritto della ricorrente ad ottenere l’immediata attribuzione di un maggior punteggio, ed in particolare di un punteggio non inferiore a 90 con un minimo di 30 per almeno due elaborati, né, tanto meno, il diritto alla diretta ammissione, seppur con riserva, alle prove orali.

Ciò in quanto la pronuncia d’appello di accoglimento discende direttamente dal riconoscimento della fondatezza del dedotto vizio di non corretta formazione della Sottocommissione in occasione del raggruppamento e successivo mescolamento dei plichi contenenti gli elaborati. […]

Conclusivamente, in ragione di quanto esposto, l’Amministrazione, in esecuzione della decisione ottemperanda, è tenuta al rinnovo delle operazioni di correzione degli elaborati scritti della d.ssa Omissis. […]”

Sulle spese

“Le spese di lite vanno integralmente compensate tra le parti, in considerazione della obiettiva incertezza insorta nella fase esecutiva.”

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